ecoenrico

La Francia come l’Italia? Verso un referendum per fermare il nucleare

In Governi, Sondaggi on 21 giugno 2011 at 22:01

[giugno 2011]

 Già raccolte 26mila firme. E nel mondo fioccano le petizioni internazionali

In Francia l’associazione Agir pour l’environnement ha lanciato una petizione per chiedere un referendum contro il nucleare che ha già raccolto decione di migliaia di firme.

«Il Giappone, dopo l’Ucraina e gli Stati Uniti, subisce nel più profondo della sua carne la follia nucleare. Per non aver creduto, o saputo voler pensare l’impensabile, le nostra umanità è ancora una volta di fronte ad una catastrofe nucleare – si legge nell’appello – Malgrado questa constatazione senza appello, i responsabili politici francesi affermano dottamente che l’opzione nucleare non può essere sottoposta né ad un dibattito pubblico né ad una validaziione democratica attraverso un referendum. Mentre la maggior parte dei Paesi europei si interrogano nell’urgenza sulla pertinenza della loro strategia nucleare, la Francia resta ferma nei suoi stivali. Il capo dello Stato si è impegnato solo a prendere in considerazione, a lungo termine, un dibattito tra esperti, a livello europeo… Il popolo è una volta ancora escluso delle grandi decisioni che lo riguardano. Noi non accettiamo più la morsa dell’oligarchia eco-predatrice. Noi non accettiamo più una tecnologia nucleare pericolosa ed antidemocratica. Noi reclamiamo un referendum per uscire dal nucleare».

Agir pour l’environnement attacca direttamente Sarkozy : «Mentre il Capo dello Stato tenta di rispondere maldestramente alla catastrofe nucleare di Fukushima annunciando un’ennesima Grenelle che mal nasconde la sua volontà di salvare il soldato «nucléaire», l’associazione Agir pour l’Environnement rimetterà al Presidente della Repubblica più di 26.000 firme di cittadine e cittadini che hanno firmato una petizione a favore di un referendum sull’uscita dal nucleare.

Al colmo dell’indecenza, il Capo dello Stato non manca occasione per vantare i meriti supposti di un nucleare alla francese, ricorrendo anche alla caricatura, per chiudere un dibattito tuttavia necessario. La caparbietà di cui da prova il Copo dello Stato rispetto al nucleare rilvela una la più assoluta irrazionalità».

Il governo dopo la catastrofe nucleare di Fukushima è accusato di continuare a fare il cavaliere solitario del nucleare, «Prigioniero di una tecnologia che non ha scelto, il popolo francese non può più essere condannato ad assistere passivamente alla moltiplicazione delle catastrofi. Senza presentare opzioni alternative».

Agir pour l’environnement si impegnerà durante tutta la prossima campagna presidenziale francese perché «Il nucleare non sia un soggetto, ma il soggetto al centro della futura campagna elettorale».

Intanto Rete nazionale antinucleare italiana, Réseau zéro nucléaire, Mouvement des citoyens lotois pour la sortie du nucléaire e Les Jeûneurs Vigilants de Taverny, insieme a movimenti antinucleari e belgi, puntano al bersaglio grosso con un appello internazionale per il rispetto della vita.

L’appello è stringato e radicalmente durissimo: «Perché i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu possiedono tutti delle armi nucleari terroristiche. Perché l’Onu ha creato il 23 ottobre 1956 l’agenzia Internazionale dell’energia atomica, (International atomic energy agency) che nel suo articolo secondo stipola: “L’agenzia si sforza di affrettare e di aumentare nel mondo intero il contributo dell’energia atomica alla pace, la salute e la prosperità “.

Esigiamo lo scioglimento immediato di questa organizzazione criminale internazionale che malgrado parecchie catastrofi che sono dei veri crimini contro la Natura e quindi anche crimini contro l’Umanità e la perennità della biosfera terrestre, continua le sue scandalose pratiche industriali e commerciali con la complicità attiva delle oligarchie delle nazioni dominanti».

Sta circolando su internet anche una « Petizione mondiale per Fukushima» in inglese, italiano e francese, che sembra fortemente appoggiata da ambienti cattolici, che recita: «Considerando la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che afferma:Articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Articolo 3: Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona. Considerando la situazione attuale della centrale di Fukushima Daiichi nucleare, che pone la popolazione giapponese e il resto del mondo in pericolo, E considerando l’incapacità dell’utility Tepco e del governo giapponese a gestire la situazione, Noi, i popoli della Terra, appello alle Nazioni Unite, l’OMS e tutte le organizzazioni internazionali e governi.

Chiediamo:
1. La creazione di un’organizzazione internazionale, team interdisciplinare con l’autorità di assumere la direzione dello stabilimento di Fukushima Daiichi e le sue conseguenze, sotto mandato delle Nazioni Unite.

2. L’istituzione di una crisi all’interno del responsabile di attuare tutte misure necessarie per proteggere il popolo giapponese a tutti i costi qualsiasi delle Nazioni Unite. Siamo esseri umani nati liberi ed eguali. In ragione e coscienza, noi agiamo in uno spirito di fratellanza. Siamo preoccupati per la libertà della vita, e la sicurezza dei nostri fratelli giapponesi e dei nostri figli».

Per firmare la petizione: http://www.appeldefukushima.com

Da: greenreport.it

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