ecoenrico

Città del futuro. Dall’Inghilterra all’Italia, cresce il movimento delle Transition Town

In Next Economy, Transition Town on 22 maggio 2011 at 23:30

[maggio 2011]

Basta la sigla T.T. a dare un senso molto extra e poco terrestre all’operazione. Intuizione in parte smentita dalla realtà delle Transition Towns che hanno molto di straordinario, ma anche aspetti profondamente terreni. Le Città della transizione sono le tribù del futuro che sposano l’idea del cambiamento, del consumo intelligente di risorse, della semplicità e della condivisione.

Dalla colazione con i prodotti locali coltivati nell’orto, alla spesa a domicilio via internet, dalla bicicletta all’autobus al car-sharing, dai pannelli solari, al camino, al riciclaggio dei rifiuti. Su questi comportamenti virtuosi si fonda l’idea di comunità delle città di domani dove ogni azione è ripensata per privilegiare risparmio energetico, valorizzazione del territorio e relazione.

Totnes, la cittadina inglese nella regione di 25mila abitanti del Devondove tutto è partito nel 2006 grazie al coraggio e al talento visionario di Rob Hopkins (autore del bestseller mondiale Manuale pratico della transizione. Dalla Dipendenza dal petrolio alla forza delle comunità locali) esiste persino una banca che emette il Totnes Pound, una moneta di scambio ad uso locale. Il maggiore gestore di energia sfrutta il vento per produrre elettricità e i sistemi di biomassa dai rifiuti per dare calore.

Il modello è stato replicato non solo inItalia, con gli esempi di Monteveglio  (cui Report ha dedicato una puntata il 12 dicembre 2010), Granarolo (Bologna) e di Prato allo Stelvio (Bolzano), ma anche in Inghilterra, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Francia. Nel mondo sono ormai 300 le città che hanno scelto la via della transizione.

Tutte iniziative partite dal basso che poco alla volta hanno coinvolto le amministrazioni locali moltiplicando le esperienze di successo come quella dei Gas (gruppi di acquisto solidale) della Decrescita felice o dei Comuni virtuosi.

Per saperne di più visitate il sito transitionitalia.worldpress.com che offre la mappa delle Transition Town in Italia o transitionnetwork.org.

Da: blogosfere.it

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