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CoWorking, gli ‘uffici condivisi’: dinamici, creativi, economici, sostenibili

In Next Economy, Nuove Soluzioni on 14 marzo 2011 at 23:16

[14 marzo 2011]

Si chiama ‘coworki’, una tendenza nata negli Stati Uniti nel 2005, che sta prendendo sempre più piede in Italia. Consiste nel ‘condividere’ l’ufficio tra più lavoratori, con il proprietario dello spazio che affitta, per un mese come per un anno, le diverse postazioni a più professionisti, i cosiddetti ‘coworker’.

Uno spazio dove condividere idee, rapporti, culture e lavoro. Capace di ‘unire’ persone con obiettivi professionali in un’unica stanza. E, in tempi di crisi economica, utile anche per ridurre i costi di gestione di un ufficio. E’ il ‘coworking’, o ‘ufficio condiviso’, una tendenza nata negli Stati Uniti nel 2005, che sta prendendo sempre più piede in Italia. Consiste nel ‘condividere’ l’ufficio tra più lavoratori, con il proprietario dello spazio che affitta, per un mese come per un anno, le diverse postazioni a più professionisti, i cosiddetti ‘coworker’. Quindi giornalisti e architetti, ingegneri e geometri, e tanti altri professionisti al lavoro insieme nello stesso spazio.

“Siamo partiti nell’aprile 2008 -racconta a LABITALIA Massimo Carraro, fondatore, insieme a Laura Coppola, di Cowo (Coworkingproject.com), l’unico network di coworking esistente oggi in italia- abbiamo trovato della documentazione su Internet sul coworking e creato il primo spazio a Milano e, dopo aver ricevuto diverse richieste da parte di persone che non conoscevamo e che ci contattavano da altre città, nel febbraio del 2009 abbiamo messo un annuncio on line per l’affiliazione al network e la creazione di altri spazi in altre città”.

Il ‘coworking’ è un metodo low cost e veloce per professionisti che, invece di lavorare da casa, possono usufruire di un luogo comune dove confrontarsi anche con altri. “Oggi ci sono 53 spazi affiliati in 30 città d’Italia, prevalentemente al Nord, forse perché -spiega Carraro- noi abbiamo cominciato a Milano; noi diamo un paccchetto di servizi che dura un anno, che comprende l’utilizzo del nostro marchio. Il nostro progetto si rivolge a spazi già esistenti, con all’interno attività già avviate, perché l’attivita’ di coworking non può permettere da sola il mantenimento dell’attività”.

E per i professionisti che usano questi spazi per lavorare c’è la possibilità di condividere idee, e anche di risparmiare qualcosa. “La persona che sceglie il coworking -dice Carraro- è stufa di lavorare da sola a casa e cerca il contatto umano. I nostri prezzi sono sostenibili e le soluzioni offerte sono flessibili, facciamo anche contratti di affitto di tre giorni”.

E, secondo Carraro, “una caratteristica dello spazio di coworking è quello di incoraggiare le relazioni tra presenti”. “La formula base che offriamo – sottolinea – è: scrivania, sedia e connessione a Internet. Questo è ciò che non può mancare.

Poi, le persone che frequentano questi spazi arrivano con il proprio computer, vogliono collegarsi a Internet e lavorare. In tutti i coworking ‘Cowo’ -assicura- l’utilizzo dello spazio open space non può costare oltre 250 euro, e noi qui a Milano facciamo anche pacchetti di 10 giorni, per un costo di 150 euro. I giorni possono essere utilizzati, ‘spezzettati’, nel corso di tutto l’anno”.

E per il futuro le prospettive del coworking in Italia sono positive: “Abbiamo avuto una media di due nuovi spazi al mese e, cosa importante, hanno retto anche gli spazi che sono aperti da due anni – conclude – e questo ci dà l’idea della solidità del progetto”.

Da: adnkronos.com

  1. Grazie per aver citato il nostro progetto Cowo!
    Con l’occasione sono contento di aggiornarvi sul numero totale di spazi in Italia: 58, in 338 città🙂
    A presto,
    Massimo Carraro/Coworking Project by Cowo

  2. Pardon… 38 città!
    Massimo Carraro/Coworking Project by Cowo

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