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Hotel Mulino di Firenze: il primo eco-mulino al mondo che autoproduce energia pulita

In EcoHotels, EcoResort, Nuove Soluzioni on 7 dicembre 2011 at 01:38

[dicembre 2011]

Il Mulino di Firenze, risalente al 1300, disegnato sulle carte di Leonardo da Vinci e citato da Dante Alighieri, è il primo mulino al mondo ad essersi dotato di un impianto di autoproduzione energetica a zero emissioni.

Trasformato nel 2010 in eco-hotel, Il Mulino sposa infatti la filosofia del turismo eco-compatibile e del totale rispetto ambientale. Una sapiente ristrutturazione lo ha recentemente riportato alla luce seguendo i principi della bio-architettura, grazie all’utilizzo di materiali naturali e di sistemi energetici a basso impiego di energia.

Per far fronte al fabbisogno energetico dell’hotel è stato installato un impianto di cogenerazione ad alto rendimento con tecnologia a turbina “senza olio”, un brevetto unico al mondo della IBT Group. Più precisamente 2 turbine producono i 125kW elettrici e 224kW termici necessari ad alimentare i carichi dell’hotel, contribuendo a ridurre le emissioni di CO2 emesse nell’atmosfera di 118 tonnellate all’anno con un risparmio energetico di oltre il 30%.

All’interno del Mulino un ristorante propone una cucina a chilometri zero, dove tutto ciò che è servito è stato prodotto con alimenti provenienti da aziende agricole, allevamenti, fattorie e cantine della zona per ricreare i veri sapori della cucina toscana, esaltando il gusto autentico di ingredienti genuini e prodotti biologici. Questo piccolo boutique hotel di 36 camere conserva la struttura originale e il fascino dell’antico mulino ma è allo stesso tempo in grado di offrire tutto il comfort e i servizi di un 4 stelle superiore. Situato sulla riva sinistra dell’Arno, immerso nel verde, a 15 minuti dal centro di Firenze gode di una vista impareggiabile sul fiume, sul Borgo del Mulino e sulle colline circostanti.

La struttura è inoltre dotata di una piccola SPA, così intima da poter essere utilizzata soltanto da due persone alla volta, che offre sauna finlandese, bagno turco e vari trattamenti benessere quali massaggi Ayurvedici e la speciale terapia olistica Aura Soma, a base di combinazioni di colori, erbe e olii essenziali, per un relax totale. La “Nicchia del Benessere” si trova in uno degli antichi magazzini della struttura, proprio in corrispondenza della ruota e di fronte al corso d’acqua che, grazie allo scorrere dell’Arno, dava energia al laghetto biologico dell’hotel.

Significativo il parallelismo tra le pale del mulino che davano energia alla struttura più di 700 anni fa e le modernissime pale high-tech delle turbine che generano energia oggi.
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IBT Group, azienda della Green Economy con sede a Treviso, è dal 2001 distributore esclusivo per il mercato italiano di Capstone Turbine Corporation®, società californiana leader e unico produttore al mondo di sistemi energetici con turbine a gas a tecnologia “oil-free”. Una tecnologia all’avanguardia, frutto di anni di ricerca dei tecnici Capstone nell’industria aerospaziale, che, grazie all’impiego di particolari cuscinetti “ad aria”, consente di ottenere impianti di cogenerazione (per la produzione combinata di energia elettrica e termica) che garantiscono bassi costi di manutenzione, emissioni contenute ed una riduzione dei consumi energetici oltre l’80%, grazie anche alla possibilità di modulare la sua potenza elettrica nominale in base all’effettiva necessità dell’impianto.

L’Hotel Il Mulino di Firenze, 4 Stelle Superior, inaugurato nel 2010 dopo un sapiente restauro di un antico mulino del 1300, offre 36 camere e una Junior Suite, ognuna arredata con mobili antichi e dotata dei comfort e delle tecnologie più moderne, come vasche Jacuzzi nei bagni in marmo, TV al plasma e connessione wi-fi gratuita. Il Mulino è dotato di un Ristorante con cucina tipica e ingredienti a Km zero, di un laghetto biologico e di un’esclusiva Spa per due persone. Il centro di Firenze è raggiungibile in soli quindici minuti grazie allo shuttle dell’hotel. Il Mulino di Firenze fa parte, insieme a Villa Olmi Resort, di 2Florence, la più piccola ed esclusiva catena alberghiera del mondo.

Da: informazione.it

Albergo Diffuso: quando l’hotel è l’intero borgo

In Alberghi, EcoTurismo on 5 dicembre 2011 at 12:20

[dicembre 2011]

Dal Friuli alla Lucania, dal Parco d’Abruzzo alla Sardegna, il fenomeno dei villaggi riconvertiti in alberghi diffusi, strutture ricettive decentrate a impatto (quasi) zero

Piace moltissimo ai tedeschi, ora arrivano anche i cinesi, e gli italiani, se fossero saggi, ne farebbero la punta di diamante per la programmazione turistica nazionale. L’albergo diffuso, idea tutta nostra nata in Friuli Venezia Giulia quarant’anni fa, è ormai diventata l’alternativa virtuosa alle colate di cemento, la medicina contro l’abbandono dei borghi e il connubio perfetto tra il rispetto della privacy del cliente e la sua partecipazione alla realtà del posto dove ha scelto di soggiornare. Da non confondere con il bed & breakfast o con l’agriturismo, l’albergo diffuso presuppone un paese da rivitalizzare e una comunità partecipe al progetto. Senza un centro storico non può esserci albergo diffuso, perché le sue stanze sono dislocate in diverse unità abitative, che fanno capo a un unico centro di ricevimento distante non più di duecento metri. Significa che si hanno le comodità dell’hotel, ma le stanze sono ricavate da edifici già esistenti, ristrutturati nel rispetto della storia senza la spersonalizzazione del residence, con vicini di casa “veri”.

È un’invenzione poetica, basata sulla passione per i propri luoghi e l’ottimismo visionario di chi sa viaggiare anche con la mente. E infatti il primo albergo diffuso nasce dopo il terremoto in Friuli del 1976, quando il paese di Comeglians, in provincia di Udine, accoglie l’idea del poeta e scrittore Leonardo Zanier e vara il “Progetto Pilota Comeglians”. Carlo Toson, architetto del posto incaricato delle ristrutturazioni, descrive così l’esperienza: “In quegli anni maturò la consapevolezza di dover riportare la vita all’interno delle case, dei fienili, di campi, boschi e montagne, proponendo un modello di rilancio adeguato alle nuove regole dell’economia”. Fatto sta che il successo turistico della novità è pressoché immediato, e – giusto per restare ai dati più recenti – in Friuli Venezia Giulia si è passati dalle 8580 presenze del 2006 alle oltre 43500 dell’anno scorso, con picchi in estate, ma arrivi in tutto l’anno.

La non stagionalità è infatti una delle caratteristiche dell’albergo diffuso, che essendo nel cuore di un borgo partecipa alla sua vita per tutto l’anno. Così, per esempio, soggiornare tra Marche e Umbria in questo periodo significa essere coinvolti nella raccolta delle olive e nella loro spremitura (succede a “L’Antica Locanda La Diligenza”, a Borgo Pace, nell’Alta Valle del Metauro, al confine con Umbria e Toscana) oppure se si arriva nelle località di montagna del nord essere invitati a festeggiare il “Natale anticipato” con le celebrazioni di San Niccolò del 6 dicembre e di Santa Lucia del 13 dicembre, i santi che portano i regali. In ogni stagione c’è poi la possibilità di seguire la gente del posto nelle sue attività quotidiane e trovare delle guide turistiche molto particolari. In questo modo, un’escursione nelle foreste del Casentino diventa l’occasione per riscoprire una diversa concezione del rapporto tra uomo e animali della zona e tra sfruttamento delle risorse e loro tutela.

Non sempre è un turismo da terza età. Spulciando tra le offerte si scopre, ad esempio, che a Pietrapetrosa, sulle Dolomiti lucane, l’albergo diffuso “Le Costellazioni” propone oltre ai percorsi di trekking e il folklore locale, un mezzo di trasporto molto particolare, “Il volo dell’angelo”. Due cavi di acciaio agganciati alle pareti della montagna collegano i paesi di Pietrapertosa e Castelmezzano e se si è abbastanza coraggiosi si può andare dall’uno all’altro appositamente protetti, e scivolando a pancia in giù lungo il cavo, con un volo a cento chilometri all’ora e a cinquecento metri di altezza.

Anche gli stranieri riescono a sentirsi “a casa” e al momento il 30 per cento dei clienti degli alberghi diffusi viene dall’estero. “L’interesse è molto forte in Germania – conferma Giancarlo Dall’Ara, esperto di marketing turistico, che per primo ha studiato il fenomeno dell’albergo diffuso – Paese nel quale una quindicina di tour operator programmano regolarmente i soggiorni in queste strutture. Ora stanno arrivando richieste anche da agenti di viaggi cinesi, intenzionati a includere gli alberghi diffusi nella loro programmazione fissa”.

L’associazione degli alberghi diffusi, Adi, riconosce 53 strutture in Italia, ma il fenomeno è molto più ampio e spesso non è censito perché alcune regioni non hanno ancora una legislazione precisa in proposito. Stando alle cifre dell’Adi sono le Marche a puntare di più su queste strutture ricettive, con otto alberghi diffusi, ma ce ne sono praticamente in tutte le regioni e molte amministrazioni locali hanno progetti interessanti in corso, come nel borgo di Predappio Alta, in provincia di Forlì, nelle vallate in provincia di Vicenza, nelle Madonie in Sicilia e nel Cilento.

Da: viaggi.repubblica.it

Austria: sarà pronto a luglio 2012 il progetto futurista del complesso termale KärntenTherme

In Nuove Soluzioni, Terme on 4 dicembre 2011 at 21:22

[dicembre 2011]

A Warmbad, nelle vicinanze di Villach in Carinzia, sta nascendo un edificio spettacolare, complesso, un affascinante monolito, che ospiterà le nuove terme.

Era il giugno 2010 quando veniva posata la prima pietra del nuovo complesso termale KärntenTherme. 40 milioni di euro di investimento per il progetto turistico del secolo in Carinzia, che ha l’obiettivo di offrire agli ospiti dentro e fuori i confini della regione Alpe Adria la struttura termale più moderna e attrezzata dell’Austria.

Con un approccio architettonico rivoluzionario: costruire delle terme sviluppate in altezza, una struttura ricca di elementi straordinari su più livelli, dove vengono raggiunti i confini in termini di staticità, materiali, uomini e macchine. L’obiettivo è di costruire delle terme che già nell’aspetto esteriore si discostino completamente dagli impianti termali esistenti e percorrano nuove strade.

L’architettura: il nuovo punto forte delle terme
Diciotto mesi dopo sono stati posati 10mila metri cubi di cemento e 1,2 milioni di chilogrammi di acciaio. Un capolavoro architettonico grazioso e futuristico negli esterni che, con i suoi quattro piani concepiti per ospitare le formule Fun, Fit & Spa, offre ai curiosi uno sguardo su un complesso termale totalmente nuovo. Piani sospesi, pareti inclinate, torri portanti oblique emergono in modo spettacolare, ma rappresentano la normalità, ciò che ormai è acquisito.

La natura come modello
L’architettura delle KärntenTherme si ispira alle caratteristiche della regione attorno alla località termale, come il Parco Naturale Dobratsch con le sue numerose sorgenti d’acqua a Warmbad. Fratture tettoniche, testimoni del passato, spezzano le facciate e ospitano vetrate che si susseguono progressivamente in modo originale. Anche la struttura interna di questa opera d’arte è fortemente caratterizzata da cavità, crepe e grotte riprese dal paesaggio circostante. La zona dedicata alla formula KärntenTherme Family ospita anche il Lazy River che con il suo spettacolare percorso si ispira al Maibachl, una fonte termale conosciuta anche oltre i confini regionali. Le citazioni architettoniche del paesaggio circostante, così, sintetizzano in modo perfetto la simbiosi tra natura e architettura.

Statica e logistica: compagni giornalieri
La piscina da 25 metri in acciaio inossidabile che occupa il secondo piano dimostra che in questo progetto ci si è spinti fino ai confini della fisica. Per rendere antisismico questo bacino del peso di 655 tonnellate è stato necessario costruire una base di cemento dello spessore di un metro. Comunque, questa base imponente è indispensabile anche dal punto di vista statico, a causa delle grandi sollecitazioni dovute al movimento della massa d’acqua. Ancor di più se si considera che in questo caso i calcoli si riferiscono a un progetto complessivo e non a strutture indipendenti. Anche la logistica è un’impresa. Al momento il cantiere assomiglia a un operoso formicaio, in quanto l’obiettivo è di rispettare l’ambiziosa tabella di marcia in vista dell’inaugurazione nel luglio 2012.

Una gestione più efficiente delle risorse
L’idea di sviluppare le nuove terme in altezza e non in larghezza è stata determinata dalla decisione di riutilizzare le fondamenta delle terme preesistenti. Non solo per motivi economici, ma anche per motivi di sicurezza.

Le cosiddette fondamenta profonde, con trivellazioni fino a 20 metri di profondità e relativo ancoraggio di pilastri delle stesse dimensioni, avrebbero potuto raggiungere le preziose sorgenti termali della località termale Warmbad e modificare il loro corso, cosa che si voleva evitare a tutti i costi. Per questo motivo si è scelto di riutilizzare le fondamenta presenti, alle quali comunque è stato aggiunto uno strato di cemento armato dello spessore di 60 centimetri; questa è la solida base che funge da supporto per i quattro piani delle KärntenTherme, per la costruzione in acciaio e alluminio che funge da struttura portante per le superfici finestrate e per la facciata che, dopo un impegnativo lavoro di tinteggiatura, oggi appare splendente.

Negli ambienti interni delle terme gli ospiti vengono accolti da elementi naturali di diverso genere: la quarzite argentata di diversi colori e sfumature caratterizza gli ambienti termali della formula Premium come l’esclusivo hammam; gli ambienti vengono ulteriormente abbelliti da pietra naturale di calcare conchiglifero e dalle piastrelle. L’armonia complessiva è raggiunta grazie all’inserimento di elementi in legno.

Da: ilfriuli.it

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