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Albergo Diffuso: quando l’hotel è l’intero borgo

InAlberghi, EcoTurismo su 5 dicembre 2011 a 12:20

[dicembre 2011]

Dal Friuli alla Lucania, dal Parco d’Abruzzo alla Sardegna, il fenomeno dei villaggi riconvertiti in alberghi diffusi, strutture ricettive decentrate a impatto (quasi) zero

Piace moltissimo ai tedeschi, ora arrivano anche i cinesi, e gli italiani, se fossero saggi, ne farebbero la punta di diamante per la programmazione turistica nazionale. L’albergo diffuso, idea tutta nostra nata in Friuli Venezia Giulia quarant’anni fa, è ormai diventata l’alternativa virtuosa alle colate di cemento, la medicina contro l’abbandono dei borghi e il connubio perfetto tra il rispetto della privacy del cliente e la sua partecipazione alla realtà del posto dove ha scelto di soggiornare. Da non confondere con il bed & breakfast o con l’agriturismo, l’albergo diffuso presuppone un paese da rivitalizzare e una comunità partecipe al progetto. Senza un centro storico non può esserci albergo diffuso, perché le sue stanze sono dislocate in diverse unità abitative, che fanno capo a un unico centro di ricevimento distante non più di duecento metri. Significa che si hanno le comodità dell’hotel, ma le stanze sono ricavate da edifici già esistenti, ristrutturati nel rispetto della storia senza la spersonalizzazione del residence, con vicini di casa “veri”.

È un’invenzione poetica, basata sulla passione per i propri luoghi e l’ottimismo visionario di chi sa viaggiare anche con la mente. E infatti il primo albergo diffuso nasce dopo il terremoto in Friuli del 1976, quando il paese di Comeglians, in provincia di Udine, accoglie l’idea del poeta e scrittore Leonardo Zanier e vara il “Progetto Pilota Comeglians”. Carlo Toson, architetto del posto incaricato delle ristrutturazioni, descrive così l’esperienza: “In quegli anni maturò la consapevolezza di dover riportare la vita all’interno delle case, dei fienili, di campi, boschi e montagne, proponendo un modello di rilancio adeguato alle nuove regole dell’economia”. Fatto sta che il successo turistico della novità è pressoché immediato, e – giusto per restare ai dati più recenti – in Friuli Venezia Giulia si è passati dalle 8580 presenze del 2006 alle oltre 43500 dell’anno scorso, con picchi in estate, ma arrivi in tutto l’anno.

La non stagionalità è infatti una delle caratteristiche dell’albergo diffuso, che essendo nel cuore di un borgo partecipa alla sua vita per tutto l’anno. Così, per esempio, soggiornare tra Marche e Umbria in questo periodo significa essere coinvolti nella raccolta delle olive e nella loro spremitura (succede a “L’Antica Locanda La Diligenza”, a Borgo Pace, nell’Alta Valle del Metauro, al confine con Umbria e Toscana) oppure se si arriva nelle località di montagna del nord essere invitati a festeggiare il “Natale anticipato” con le celebrazioni di San Niccolò del 6 dicembre e di Santa Lucia del 13 dicembre, i santi che portano i regali. In ogni stagione c’è poi la possibilità di seguire la gente del posto nelle sue attività quotidiane e trovare delle guide turistiche molto particolari. In questo modo, un’escursione nelle foreste del Casentino diventa l’occasione per riscoprire una diversa concezione del rapporto tra uomo e animali della zona e tra sfruttamento delle risorse e loro tutela.

Non sempre è un turismo da terza età. Spulciando tra le offerte si scopre, ad esempio, che a Pietrapetrosa, sulle Dolomiti lucane, l’albergo diffuso “Le Costellazioni” propone oltre ai percorsi di trekking e il folklore locale, un mezzo di trasporto molto particolare, “Il volo dell’angelo”. Due cavi di acciaio agganciati alle pareti della montagna collegano i paesi di Pietrapertosa e Castelmezzano e se si è abbastanza coraggiosi si può andare dall’uno all’altro appositamente protetti, e scivolando a pancia in giù lungo il cavo, con un volo a cento chilometri all’ora e a cinquecento metri di altezza.

Anche gli stranieri riescono a sentirsi “a casa” e al momento il 30 per cento dei clienti degli alberghi diffusi viene dall’estero. “L’interesse è molto forte in Germania – conferma Giancarlo Dall’Ara, esperto di marketing turistico, che per primo ha studiato il fenomeno dell’albergo diffuso – Paese nel quale una quindicina di tour operator programmano regolarmente i soggiorni in queste strutture. Ora stanno arrivando richieste anche da agenti di viaggi cinesi, intenzionati a includere gli alberghi diffusi nella loro programmazione fissa”.

L’associazione degli alberghi diffusi, Adi, riconosce 53 strutture in Italia, ma il fenomeno è molto più ampio e spesso non è censito perché alcune regioni non hanno ancora una legislazione precisa in proposito. Stando alle cifre dell’Adi sono le Marche a puntare di più su queste strutture ricettive, con otto alberghi diffusi, ma ce ne sono praticamente in tutte le regioni e molte amministrazioni locali hanno progetti interessanti in corso, come nel borgo di Predappio Alta, in provincia di Forlì, nelle vallate in provincia di Vicenza, nelle Madonie in Sicilia e nel Cilento.

Da: viaggi.repubblica.it

Turismo eco-friendly: i Luxury Hotels e le nuove frentiere dell’eco-turismo

InAlberghi, EcoHotels, EcoTurismo su 4 dicembre 2011 a 21:00

[dicembre 2011]

L’era verde è cominciata. Anche nelle vacanze. Dalla scelta della meta al mezzo di trasporto, dall’hotel alla spa: ecco la sfida del turismo del terzo millennio. Abbiamo selezionato per voi piccoli lussuosi gioielli di ospitalità dove sperimentare la quintessenza del vivere verde. Italia, Austria, Inghilterra, Scozia, Usa, Egitto, Malesia le nostre mete

Non tanto cultura e intrattenimento, quanto relax e silenzio. Non più all inclusive, ma eco-friendly. È la nuova frontiera del turismo (ormai) globale. In risposta alle richieste di una clientela sempre più esigente in materia di ambientalismo e di sostenibilità. Solo nel nostro Paese l’ecoturismo genera un giro di affari di oltre 9 miliardi di euro, pari al 10% del fatturato turistico nazionale (Fonte: Enit).

«Il turismo sostenibile», racconta il direttore generale dell’Enit Paolo Rubini, «è la nuova frontiera del turismo internazionale e anche verso l’Italia». Il viaggiatore-tipo di questa tendenza eco viene indicato con l’acronimo Lohas che sta per Lifestyles Of Healt And Sustainability. «Sono persone benestanti», continua Rubini, «con elevato grado di istruzione, grande attenzione al proprio benessere psico-fisico e sensibilità alle tematiche di giustizia sociale e cura dell’ambiente». Viaggiano più volte l’anno, guardano con attenzione a forme di turismo rispettose dell’ambiente e delle culture locali, che rispondano ai propri valori etici.

A confermare questo trend è anche Luigi Rambelli, Presidente Nazionale dell’associazione Legambiente Turismo (www.legambienteturismo.it) che spiega a Business People: «Ciò che è certo è che il viaggiatore, in Italia come in Europa, tende sempre di più a cercare vivibilità, comfort e un rapporto armonioso e positivo con l’ambiente. Tende a valutare l’impatto ambientale del proprio viaggio e a volerlo ridurre il più possibile». Promotore efficiente e garante di un turismo eco-sostenibile di qualità nel Bel Paese, l’associazione Legambiente Turismo ha visto la propria etichetta ecologica (attiva dal 1997) confermarsi come la più diffusa in Italia per strutture ricettive e turistiche. Sono circa 400 le strutture certificate (di grandi o piccole dimensioni), presenti in quasi tutte le regioni italiane, per un totale di 65 mila posti disponibili e oltre 6,5 milioni di pernottamenti annuali. Fiore all’occhiello di queste strutture (disponibili su www.legambienteturismo.it) è il rispetto del decalogo di misure obbligatorie (tra cui rifiuti, acqua, energia, alimentazione, trasporto, rumore) definite ogni anno dall’associazione per garantire alla clientela un miglioramento progressivo delle prestazioni, delle pratiche ambientali e del risparmio di risorse energetiche e naturali.

All’estero da qualche tempo esiste la certificazione Luxury Eco Certification Standard (Lecs), offerta da Sustainable Travel International (Sti), che garantisce l’integrità di un hotel. Le aree di valutazione sono articolate in ben “100 gradini di eco-sostenibilità” e si suddividono in “procedure e documentazione”, “risparmio energetico”, “risparmio dell’acqua”, “riciclo” e “comunità”. Secondo l’amministrazione centrale, la corretta integrazione di questi cinque ambiti dovrebbe avvenire salendo passo dopo passo i 100 simbolici “steps” che portano alla consapevolezza di quel che si può fare per il pianeta. Tutto ciò non solo sarebbe in grado di ridurre i costi operativi, ma anche di creare un’attitudine alla protezione dell’ambiente in ospiti e impiegati. Ottenere la certificazione Lecs però non è facile: gli hotel vengono sottoposti a una verifica iniziale alla quale segue un controllo in loco, e poi il tutto viene valutato da parte di terzi, per conto della Lqa (www.leadingquality.com).

In Italia a scendere in campo a favore dell’Ecoturismo, con un’iniziativa lanciata lo scorso giugno, è anche LifeGate (www.lifegate.it) con il progetto “Stay for the planet” rivolto a tutte le strutture ricettive italiane e basato su di un “rating di sostenibilità” grazie al quale queste ultime potranno monitorare, valutare e ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Abbiamo scelto le mete (in Italia e nel mondo) più all’avanguardia nell’offerta green, alcuni piccoli e autentici paradisi amici dell’ambiente, per una fuga di un week end o per una pausa anche più lunga.

A voi la scelta (verde)

[continua...]

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Eco-bio turismo: le strutture Ecolabel, i dettagli della certificazione e la nuova app per IPad

InAlberghi, EcoHotels su 27 luglio 2011 a 00:03

[luglio 2011]

Nel 2003, quando la Commissione Europea ha esteso l’applicabilità del marchio comunitario di qualità ecologica ai servizi di ricettività turistica, è nato l’Ecolabel per il turismo.

E’ una certificazione assegnata ad alberghi, bed & breakfast, rifugi ed altre strutture ricettive che si distinguono per il loro impegno ambientale, riducendo il consumo di risorse naturali ed, in generale, gli sprechi energetici.

Per ottenere la concessione del marchio, ciascuna struttura deve soddisfare tutta una serie di criteri obbligatori, ad esempio:

  • una percentuale di energia elettrica deve provenire da fonti rinnovabili;
  • le finestre delle stanze devono presentare un livello adeguato di isolamento termico ed acustico;
  • spegnimento automatico delle luci e dell’impianto di riscaldamento/condizionamento o, in mancanza, informazioni che invitino gli ospiti a spegnere le luci e chiudere le finestre;
  • una percentuale di lampadine installate nella struttura deve presentare un’efficienza energetica di classe A;
  • risparmio di acqua nei bagni e nelle toilette e flusso di acqua da rubinetti e docce non superiore a 12 litri al minuto;
  • cambio di asciugamani e lenzuola su richiesta degli ospiti o automatico una o due volte la settimana;
  • raccolta differenziata dei rifiuti e smaltimento adeguato di quelli pericolosi;
  • il personale non deve superare le dosi di detersivi e disinfettati indicate sull’imballaggio dei prodotti;
  • non possono essere utilizzati prodotti usa e getta (es. shampoo e saponi monodose, piatti e posate), a meno che non sia richiesto per legge;
  • divieto di fumare nei locali comuni.

Sono, inoltre, previsti criteri facoltativi ai quali sono assegnati da 1 a 3 punti: ciascuna struttura deve raggiungere un determinato punteggio. Requisiti facoltativi sono, ad esempio:

  • una percentuale di energia rinnovabile deve essere utilizzata per il riscaldamento;
  • teleriscaldamento;
  • termoregolazione autonoma delle stanze;
  • sistema di recupero del calore;
  • architettura bioclimatica della struttura;
  • elettrodomestici a basso consumo energetico (frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, ecc.);
  • frigoriferi posizionati in base ai principi del risparmio energetico;
  • spegnimento automatico delle luci esterne;
  • utilizzo di acqua piovana e acqua riciclata per scopi non sanitari e non potabili;
  • deve essere utilizzata una percentuale di detersivi a marchio di qualità ecologica;
  • gli spazi verdi devono essere trattati senza l’uso di pesticidi;
  • compostaggio dei rifiuti organici;
  • adeguato smaltimento di oli e grassi;
  • divieto di fumare nel 50% delle stanze;
  • gli ospiti devono poter disporre di biciclette;
  • una percentuale di carta (igienica e/o da ufficio) deve essere munita di marchio di qualità ecologica;
  • gli ingredienti di almeno due piatti del menù devono contenere prodotti da agricoltura biologica;
  • ad ogni pasto (compresa la colazione) vanno serviti almeno due prodotti alimentari di provenienza locale.

L’App del Turista, applicazione ideata e realizzata dalla Casa del Consumatore nell’ambito del progetto Check-up Diritti e scaricabile gratis dall’Apple Store, contiene un’area di ricerca delle strutture certificate Ecolabel che hanno aderito all’iniziativa.

Le strutture possono essere individuate in base alla regione, provincia o comune di preferenza. Per ciascuna è disponibile una scheda ricca di informazioni (descrizione, foto, prezzi, servizi, stelle) ed uno spazio riservato al giudizio degli utenti, espresso in stelle.

Per conoscere l’App del Turista leggi anche: “L’App del Turista: utile e gratis per tutti”.

Da: tgcom.it

Turismo sostenibile: vacanze e lavoro in fattorie e villaggi ecologici

InEcoTurismo, EcoVillaggi su 6 maggio 2011 a 10:33

[aprile 2011]

Ecoturismo, ecovillaggi, turismo sostenibile

L’estate si avvicina sempre di più, e c’è già qualcuno che medita su come trascorrere le vacanze… il turismo sostenibile rappresenta un’alternativa alla solita settimana in villaggio, con proposte che spaziano dalle vacanze lavoro in aziende agricole biologiche, all’esperienza in ecovillaggi. In ogni caso lo scopo è poter assaporare il gusto di una vita 100% naturale, di un turismo eco davvero a contatto con la natura.

In particolare, se state cercando una vacanza diversa dal solito, imparando a conoscere da vicino la vita di campagna, una vacanza lavoro potrebbe fare al caso vostro… non spaventavi, nessuno vi sfrutterà allo sfinimento!
Potete trovare la vacanza lavoro adatta a voi su WWOOF, un’associazione nata nel Regno Unito circa 35 anni fa allo scopo di organizzare scambi nazionali e internazionali di volontari interessati a conoscere l’agricoltura biologica e biodinamica come scelta di vita. Da allora l’organizzazione è cresciuta moltissimo, creando una fitta rete di hosts in molti altri paesi del mondo, fra cui anche l’Italia, con sede nazionale a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno.
Come funziona? Nello scambio sia le aziende agricole ospitanti che i volontari ci guadagnano: infatti, se da una parte le prime possono usufruire di forza lavoro altamente motivata a costo zero (i volontari non vengono pagati per le ore di servizio prestate), dall’altra gli ospiti non solo hanno la possibilità di apprendere letteralmente “sul campo” le tecniche di produzione naturale a basso impatto ambientale, ma usufruiscono anche di vitto e alloggio gratuiti.
Partecipare al lavoro quotidiano delle fattorie non solo è educativo e salutare (i volontari trascorrono intere giornate all’aria aperta e possono gustare le deliziose produzioni biologiche dell’azienda…), ma quasi a costo zero! L’associazione chiede infatti una quota simbolica annuale d’iscrizione, dopodiché basterà scegliere dal lungo elenco di associati la fattoria preferita, contattarne il referente e accordarsi per il periodo di permanenza sul luogo.
Ogni fattoria ha qualcosa di diverso da offrire, perciò è giusto che vi prendiate un po’ di tempo per riflettere su cosa vi interessa veramente, non solo al fine di rendere la vostra esperienza il più possibile rispondente alle vostre aspettative, ma anche per valorizzare al meglio le conoscenze e la passione di coloro che vi ospiteranno. Ricordatevi che l’azienda ospitante vi richiederà una collaborazione seria e impegnativa, e si aspetteranno di vedere in voi un interesse generale nell’attività da loro svolta e nel loro modo di vivere! La più importante qualità di un Wwoofers è quella di potersi inserire e di adeguarsi a tutte le diverse attività che si svolgono nelle varie fattorie. A questo punto, se pensate che il progetto Wwoof possa fare al caso vostro, non vi resta che iscrivervi e scegliere la destinazione preferita. Buon lavoro! Altri siti di work exchange? Helpx.net, Workaway.info, Workstay.com.au.

Altra possibilità per chi volesse vivere un’esperienza vacanziera a contatto con la natura, ma in un’ottica leggermente diversa dalla precedente, è quella degli ecovillaggi.
Cosa sono questi “ecovillaggi”? Si tratta, come dice la parola stessa, di villaggi ecologici, ovvero piccoli insediamenti in cui vivono persone che hanno deciso di provare a ridurre il loro impatto ambientale attraverso eco-tecnologie sostenibili e con strutture sociali partecipative. Sono dei veri e propri laboratori umani di ricerca e sperimentazione i cui membri pensano e dimostrano che un mondo diverso è possibile da subito.
Negli ecovillaggi si trovano normalmente alcune o tutte le seguenti attività: sviluppo dell’economia locale, economie cooperative sociali, insediamento di comunità, processo decisionale partecipato, risoluzione dei conflitti, educazione olistica, agricoltura biologica, principi di permacultura, costruzioni ecologiche, sistemi di energia rinnovabile e riduzione degli sprechi.
Vi abbiamo incuriosito? Volete provare ad avvicinarvi al mondo degli ecovillaggi? Allora avete tre possibilità. La prima è quella di contattare le strutture che hanno dato la loro disponibilità ad ospitare visitatori esterni dietro il pagamento di piccole somme di denaro; la seconda è quella di partecipare attivamente alla vita della comunità come volontari per brevi periodi; la terza consiste nella partecipazione a eventi specifici organizzati per diffondere informazioni sulle attività degli insediamenti. L’associazione di riferimento è la Gen-Europe, Global Ecovillage Network, un network di ecovillaggi che vanno dall’Europa, all’Africa, fino al Medio Oriente. Le sue attività vanno dalla promozione del movimento attraverso pubblicazioni periodiche, al finanziamento di percorsi educativi all’interno dei villaggi membri, alla progettazione di corsi e seminari nelle università e nelle scuole, fino alla partecipazione a conferenze ed eventi per diffondere l’esperienza da loro portata avanti tra il grande pubblico e nel mondo politico.
Per chi volesse conoscere questa realtà più da vicino, si presenta un’occasione unica proprio in questi giorni! Si tratta di partecipare all’incontro annuale delle comunità italiane, che si terrà dal 17 al 21 luglio, a Campo Mascherina sull’Appennino pistoiese presso il Popolo degli Elfi. Il XII meeting nazionale degli ecovillaggi organizzato da RIVE, la rete italiana (Rete Italiana Villaggi Ecologici) sarà caratterizzato da quattro giorni di incontri, laboratori e feste per illustrare la vita negli ecovillaggi. Volete partecipare? Qui potete trovare tutte le informazioni e il programma del meeting.
Potrebbe essere un’ottima occasione non solo per rivedere il proprio stile di vita nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale, ma anche e soprattutto per riscoprire la gioia e la pienezza delle relazioni sociali all’interno della vita comunitaria.

“Gli ecovillaggi sono un nuovo e potente tipo di comunità intenzionale. Essi uniscono due profonde verità: che si vive meglio in piccole comunità sane che sostengono chi ci abita e che l’unica strada sostenibile per l’umanità è il recupero e la ridefinizione del vivere insieme. Gli ecovillaggi sono il più promettente e importante movimento di tutta la storia.” (Dr. Robert J. Rosenthal, Professore di Filosofia presso l’Hanover College, USA).

Da: yeslife.it

EcoTurismo: Lonely Planet fa la sua classifica delle dieci migliori vacanze eco-sostenibili

InEcoTurismo, Sondaggi su 14 aprile 2011 a 23:33

[14 aprile 2011]

Vacanze all’insegna della natura e del rispetto dell’ambiente. Il sito web lonelyplanet.com ha pubblicato una classifica dei migliori dieci viaggi eco-sostenibili in tutto il mondo. Ecco di seguito le mete più «verdi» nei cinque continenti.

1. VOLONTARIO DEI PARCHI NAZIONALI (USA) – Addormentatevi ascoltando il coro di richiamo dei lupi e contando gli orsi, unici vostri vicini. E’ una delle opportunità regalate ai volontari di uno dei parchi nazionali degli Stati Uniti. Le mansioni all’interno delle quali è possibile essere inquadrati variano dalla guida turistica alla ricerca scientifica, e forniscono moltissime situazioni all’interno delle quali è possibile contemplare la natura da una prospettiva unica. Esistono anche programmi come i residence per artisti, grazie ai quali è possibile ritrarre il grandioso panorama appena usciti dalla porta di casa.

2. CARPAZI (ROMANIA) – Il luogo in Europa dove si concentra il maggior numero di carnivori di grandi dimensioni sono i prati alpini della Romania. E se anche un orso, una lince o un lupo non vi attraverseranno il sentiero, i viaggi eco-turistici messi a disposizione da CLCP sono finalizzati alla protezione degli habitat e allo sviluppo delle comunità di animali.

3. MOUNT BORRADAILE (AUSTRALIA) – Le scarpate a nido d’ape e gli affioramenti rocciosi del mount Borradaile ospitano un numero sconosciuto di affreschi rupestri, alcuni dei quali risalgono fino a 50mila anni fa. E i pochi visitatori cui è concesso arrivare fin qui, non solo possono apprezzare delle opere artistiche di grande importanza, ma anche sostenere la sopravvivenza dei loro proprietari tradizionali, la popolazione aborigena Ulba Bunidj.

4. ESCURSIONISMO (BHUTAN) – L’ultimo regno buddista al mondo, il Bhutan, misura il suo successo in termini di Fil (Felicità Nazionale Lorda). Una scelta che assicura la salvaguardia dell’ambiente e della cultura. Nulla quindi di meglio di un’escursione sui prati degli yak selvatici sui monti dell’Himalaya.

5. OSSERVAZIONE DELLE BALENE (NUOVA ZELANDA) – La società Whale Watch, posseduta e gestita dai Maori, opera tutto l’anno con le sue imbarcazioni. Rendendo possibili avvistamenti dei nobili giganti acquatici come capodogli, megattere, balenottere azzurre e orche, a seconda delle differenti stagioni, e con tanto di restituzione dell’80% del prezzo del biglietto se durante la visita guidata non sono avvistate balene.

6. ISOLE FIJI – Fare kayak alle isole Fiji significa remare dietro a spiagge perfette da cartolina, attraverso acque poco profonde screziate dalle scogliere, dove nuotano branchi di piccoli pesci e tartarughe dall’aspetto antico rompono la superficie marina per respirare. Accampandosi quindi a sera in villaggi tradizionali, il tutto con un impatto trascurabile su questo habitat stupendo.

7. ANTARTIDE – Qui è possibile vedere regolarmente delle balene sguazzare tra gli iceberg, centinaia di migliaia di pinguini che camminano dondolandosi attraverso bianche pianure di ghiaccio, albatros che volteggiano nel cielo, ed elefanti marini che ripetono i loro suoni singolari.

8. CHALALAN LODGE (BOLIVIA) – Nascosta nel profondo della Foresta amazzonica boliviana, c’è un grappolo di capanne al centro di un’area fertile che ospita l’11% delle specie di flora e fauna nel mondo. Chalalan Lodge è interamente gestita dalla comunità indigena Quechua-Tacano, e una quota dei guadagni dell’impresa va a finanziare le strutture sanitarie ed educative della comunità.

9. TSUMKWE LODGE (NAMIBIA) – I visitatori possono andare in giro con il San, un uomo delle foreste del Kalahari, osservando e partecipando alle loro attività quotidiane. Il San è sopravvissuto nel deserto del Kalahari per almeno 40mila anni, e quindi può spiegare a chi viene dalla città tutti i segreti sulla vita selvaggia.

10. SAFARI DEL GORILLA (UGANDA E RWANDA) – Trascorrere un’ora con i gorilla nella natura è un’esperienza del tutto indimenticabile. Inseguire una famiglia di scimmie, accompagnati solo da una guida che maneggia il machete, può richiedere buona parte della mattinata, e i costi associati possono essere proibitivi. Questo tipo di turismo è confinato a Rwanda e Uganda ed è strettamente limitato.

Da: ilsussidiario.net

Piccolo viaggio all’interno della BIT: tra ecosostenibilità ed enogastronomia nei piccoli comuni

InEcoFiere, EcoTurismo su 29 marzo 2011 a 01:48

[28 marzo 2011]

Bit 2011, il turismo enogastronomico raddoppiato in un anno

I viaggi relativi al settore del turismo enogastronomico si sono raddoppiati, raggiungendo un valore di cinque miliardi e confermandosi il cuore pulsante delle vacanze Made in Italy. Sono questi i dati della Coldiretti presentati in occasione dell’inaugurazione della Borsa Internazionale del Turismo oggi a Milano. Agli italiani piace fare vacanze alla scoperta di mete enogastronomiche, visto che l’Italia in Europa è leader nella produzione biologica e nell’offerta di prodotti tipici con 221 denominazioni di origine e 4511 specialità tradizionali riconosciute dalle regioni, 504 vini Doc, Docg e Igt. E quanti sono gli agriturismi? 19.019 secondo Terranostra, l’associazione agrituristica della Coldiretti, e 705 sono i mercati degli agricoltori di Campagna Amica presente su tutta la Penisola.

Bit, parte la sfida dei piccoli Comuni per un turismo dal gusto antico

“Small is beautiful”, piccolo è bello, si diceva un tempo in economia, ma oggi il detto è stato rilanciato alla Bit di MIlano che sta per chiudere i battenti. Infatti da MIlano è partita la sfida di un gruppo di piccoli comuni tra Lazio, Toscana e Umbria – capeggiati dal Comune di Porano, piccolo centro umbro di 2000 anime, in provincia di Terni, e circondato da mura medievali – ai grandi centri di attrazione turistica. L’amministrazione comunale è consapevole dei limiti, soprattutto economici, che hanno questi piccoli centri, ma non si perde d’animo. L’idea dei sindaci dei Comuni interessati, che per ora sono nove, è quella di poter dare un’offerta turistica incentrata sul recupero di un gusto antico e autentico dell’Italia profonda, anche se bisogna investire (e molto) in immagine e marketing. I Comuni di questa zona che si espande per una cinquantina di km dispongono di zone archeologiche, castelli, parchi naturalistici ma hanno poche infrastrutture. Non c’è l’autostrada o grosse arterie stradali e per questo scontano una difficoltà oggettiva.

Si chiude la Bit, il bilancio e’ positivo

Con le sue 100 mila presenze interne alla Fiera e le sue 100 mila presenze Fuori Bit chiude oggi la 31ma edizione della Bit, Borsa Internazionale del Turismo, gli organizzatori si dicono soddisfatti della partecipazione e del confronto con le culture di 20 nazioni presenti per l’occasione. In città, a Milano, si è potuto assistere a cartelloni di eventi, mostre fotografiche, appuntamenti musicali, culturali ed enogastronomici. L’occasione è stata utile anche per far incontrare domanda e offerta turistica, molto interessati i buyer internazionali. Da registrare il boom di presenze negli stand di Basilicata, Puglia, Marche e della città di Roma. Il turismo nuovo dei vecchi borghi del Centro Italia, tra Lazio, Toscana, Umbria. Milano, invece, oggi si è guadagnata il titolo di città più amica degli animali.

“Il bilancio di questa edizione - commenta Marco Serioli, Direttore Esecutivo di Fiera Milano Rassegne, organizzatore di BIT – ci conferma la validità della  nuova strategia messa in atto;   grazie all’affinamento dei processi  di match making si sono registrati 13mila appuntamenti nei due workshop: Bit Buy Italy dedicato all’incontro tra la migliore offerta dei territori italiani e una selezione di buyer internazionali e Bit Buy Club l’unico appuntamento europeo dedicato al turismo associativo.”

L’area specializzata Bit Technology, ha presentato una serie di prodotti innovativi che si connotano  come uno dei più interessanti fattori di sviluppo del settore. BIT  ha rivolto una particolare attenzione agli Agenti di Viaggio che quest’anno hanno potuto accedere a un’offerta formativa su temi quali il web marketing, i trend, il networking tra agenzie, i social media, il mobile tourism e la sostenibilità, e ad approfondimenti sulle destinazioni internazionali. A completamento di questi appuntamenti un calendario di seminari, dibattiti e presentazioni per tutti gli operatori, nell’arco dei quattro giorni.

L’appuntamento con BIT 2012 è al quartiere fieramilano a Rho da giovedì 16 a domenica 19 febbraio 2012. Per informazioni in tempo reale: www.bit.fieramilano.it

Da: ecoseven.net
Info: bit.fieramilano.it

Turismo sostenibile: aumentano sempre di più gli eco-alberghi

InEcoHotels, EcoTurismo su 19 marzo 2011 a 00:13

[18 marzo 2011]

Turismo sostenibile: andare in vacanza conservando l’attenzione per l’ambiente è possibile? Sì, scegliendo eco hotel, vale a dire strutture ricettive che rispettano criteri di sostenibilità ambientale.

Altroconsumo ha svolto un’inchiesta che ha coinvolto dieci grandi gruppi alberghieri, che rappresentano 64 catene di hotel, per valutare il loro livelloecologico e di responsabilità sociale. Alle strutture prese in esame è stato dapprima sottoposto un questionario e successivamente sono state effettuate visite nei posti considerati per verificare il rispetto degli impegni assunti.

I gruppi presi in esame sono: Accor, Sol Melià, Marriott, Carlson Worldwide, Intercontinental, Starwood, Barcelò, Hilton, Iberostar, Riu. Di questi sono stati valutati diversi aspetti: la trasparenza, le condizioni dei lavoratori, l’assistenza ai clienti, ma noi vogliamo soffermarci in particolare su quello che riguarda lepolitiche ambientali, dandovi indicazioni sui migliori eco hotel nel mondo.

La gestione delle risorse idriche è risultato un comportamento uniformemente responsabile: ad essere determinante, in questo ambito non è soltanto una coscienza ecologica ma anche la consapevolezza dei notevoli risparmi economici che derivano da un utilizzo responsabile dell’acqua.
La gestione sostenibile è particolarmente evidente nel gruppo Carlson, in cui abbraccia i vari settori, dalla raccolta differenziata dei rifiuti, al compostaggio, alla scelta ed utilizzo di prodotti che hanno una ridotta quantità di imballaggio.

Accor è il gruppo che ha totalizzato nel complesso giudizi positivi su tutti gli aspetti della responsabilità sociale di un hotel presi in considerazione e che dunque, anche per quanto concerne nello specifico le politiche ambientali, rivela una sensibilità maggiore rispetto agli altri verso i temi ecologici: un vero gruppo di eco hotel!

Hilton manifesta un comportamento non del tutto equilibrato: da un lato evidenzia la scelta di politiche responsabili nella gestione delle risorse idriche ed elettriche, dall’altro, però, si rivela non continuativo nella loro attuazione.

In generale l’inchiesta rivela che in un numero sempre più elevato di strutture vengono acquisiti comportamenti sostenibili, quali ad esempio l’impiego di materiali ecologici ed a risparmio energetico per la costruzione, la scelta offerta al cliente di richiedere il cambiamento di asciugamani e lenzuola, la proposta di menù a chilometri zero, la raccolta ed il riutilizzo dell’acqua piovana. In ciascuno di questi comportamentituttavia, per diventare veri eco hotel, le strutture alberghiere sono chiamate a crescere.

Da: yeslife.it

Centri di Benessere, Hotels, SPA e Monasteri: alcune interessanti proposte

InBenessere Olistico, Turismo&Consigli su 13 marzo 2011 a 20:59

[13 marzo 2011]

Spazi immersi nella natura o affacciati sul mare, antichi monasteri o ville in cui ancora si respira l’atmosfera dei secoli passati: sono queste le caratteristiche delle moderne Spa che hanno come obiettivo principale quello di regalare indimenticabili momenti di relax ai propri ospiti.

Tra meditazione e yoga, massaggi e trattamenti olistici, i nuovi centri benessere si propongono di venire incontro all’esigenza di tornare in forma in attesa dell’arrivo dell’estate senza però perdere di vista un punto fondamentale, l’importanza del benessere spirituale, ricreando ricercate atmosfere di pace e tranquillità.

Da nord a sud, ecco alcune delle migliori Spa italiane che riescono ad offrire ai propri ospiti un importante benessere fisico unito a quello dei sensi.

Per gli amanti delle atmosfere rarefatte tipiche degli edifici religiosi, le mete più ambite sono certo quelle dell’Umbria e della Toscana.

Ad Assisi si trova infatti il nuovo Nun Assisi Relais & Spa Museum, un centro benessere di oltre 1300 metri quadrati che, dopo il recente restauro dell’antico monastero di Santa Caterina che lo ospita, ha saputo creare una giusta commistione di antico e moderno, affiancando reperti romani con un’elegante architettura contemporanea. Con trattamenti studiati per venire incontro alle diverse esigenze maschili e femminili, il Nun Assisi dispone di una grande piscina, una vasca in grado di effettuare diverse tipologie di massaggi attraverso differenti getti d’acqua e, soprattutto, un interessante percorso che attraverso tiepidario, caldario e sudatorio, ovvero tre sale a temperature diverse, è in grado di preparare la pelle ai trattamenti viso e corpo studiati appositamente per uomini e donne.

A Gubbio invece è il Park Hotel ai Cappuccini a offrire trattamenti a base di prodotti naturali legati ai quattro elementi, scelti dalle terapiste in base a quello che caratterizza ogni ospite. Nella cornice di un monastero del 1800 immerso nel verde, è possibile rilassarsi anche grazie ai massaggi decontratturanti che, durante la stagione calda, rilassano schiena e spalle mentre gli occhi si lasciano ammaliare dalla natura circostante.

Nella valle d’Ombrone, in Toscana, il Castel Monastero del dottor Mosaraf Ali propone programmi di durata variabile, dai 3 giorni a una settimana, in grado di disintossicare il corpo dalle tossine accumulate nel tempo. Ali, medico di personaggi noti che vanno dai reali d’Inghilterra a volti famosi nel settore della moda, riserva anche trattamenti che uniscono il piacere del corpo a quello della mente come “Aemotio”, dedicato alle emozioni e “Body e Relax under the rain”, che unisce i benefici dei massaggi a quello dell’aromaterapia, grazie a una leggera pioggia profumata che delicatamente sfiora il corpo dell’ospite.

Per chi ama l’oriente, la medicina cinese e le tecniche di meditazione, la meta è di sicuro la Lombardia dove si trovano il Centro Tao e il Lefay Resort & Spa. Il primo, situato a Limone sul Garda, punta al riequilibrio di Yin e Yan attraverso trattamenti ed esercizi di qi gong collegati alla medicina cinese, alla riflessologia plantare e agli impacchi di fieno e fiori sui meridiani. Non mancano neanche l’agopuntura e la rieducazione respiratoria, tutti compresi nei pacchetti di tre giorni offerti dal centro.

Sul Lago di Garda, precisamente a Gargnano, è invece possibile trovare il Legay Resort & Spa, un edificio contemporaneo nato dalla creatività di Hugo Demetz che racchiude in sé tre aree ben definite. All’interno di un parco che si estende per ben undici ettari, la Spa guidata dal dottor Maurizio Corradin (docente di medicina cinese classica) ci sono ben due piscine, una salina interna ed esterna e una sportiva, delle grotte sudatorie, delle cascate di ghiaccio, un percorso Kneipp e delle saune aromatiche. Per i patiti dell’aria aperta sono disponibili anche un giardino energetico e diversi circuiti per correre, mentre i più tranquilli possono rilassarsi nelle sale in cui seguire corsi di yoga, qi gong e stretching dei meridiani.

Rimanendo in Oriente, per chi predilige invece le atmosfere thailandesi non dovrebbe mancare di far visita al resort Devarana Spa, sulle colline di Fiesole, ospitato in un a villa del 1600 il cui nome in sanscrito significa “giardino del cielo”. Fedeli ai richiami del nome, a condurre gli ospiti in un percorso di massaggi, peeling, stage di yoga e trattamenti tipici, ci sono terapiste thailandesi e arredi orientali in grado di immergere completamente in un ambiente da sogno.

Oltre mille metri quadrati sulle sponde del lago d’Iseo ospitano invece il Cocca Hotel Royal Thai Spa, in cui per cancellare lo stress quotidiano vengono offerti massaggi di ottanta minuti a base di olio caldo da alternare a bagni in piscina e sedute di bagno turco, in attesa delle serate da trascorrere al ristorante interno, ovvero al Baijron, in cui la cucina thai la fa da padrona.

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Istituti Alberghieri Residenziali: gli hotels che diventano scuole

InTurismo&Consigli su 13 marzo 2011 a 12:52

[12 marzo 2011]

Hotel School: scuola e residenza. Nasce in Puglia a Gallipoli il primo esempio.

Partirà ufficialmente a settembre l’istituto alberghiero residenziale firmato Caroli Hotel. Lezioni, stage e simulazione continua.

E’ l’unico Istituto alberghiero residenziale di Puglia. Si chiama “Hotel School“, Istituto professionale per l’Enogastronomia ed i Servizi di ospitalità alberghiera, ed ha sede a Gallipoli all’interno dell’ecoresort “Le Sirenè“, la nuova opportunità offerta del Centro formativo di Ospitalità alberghiera “Attilio Caroli e Gilda Nuzzolese“, presente sul territorio a partire dal prossimo settembre.

L’istituto, privato, ha infatti attivato le procedure per ottenere la totale parificazione fin dal prossimo anno scolastico. Come per gli istituti statali, potranno chiedere l’iscrizione tutti coloro in possesso del diploma di licenza di scuola media superiore di primo grado, o altro titolo equiparato, conseguito entro il 15 settembre 2011. All’Istituto saranno annessi tutti i laboratori specifici che ospiteranno stage di specializzazione in corso d’anno e, per i migliori allievi, anche nel periodo estivo.

Così, durante il periodo scolastico, l’ecoresort Le Sirenè funzionerà da Campus dove gli allievi interessati potranno richiedere ospitalità in pensione completa per la settimana corta lunedì-venerdì prevista dall’orario scolastico 2011/12. Il contributo per la frequenza, legato anche ad eventuali finanziamenti statali, sarà parzialmente coperto anche grazie all’attivazione di borse di studio.

Attualmente sono aperte le iscrizioni alla classe prima dei corsi triennali o quinquennali per il conseguimento del diploma di qualifica professionale in Operatore di cucina, Operatore di sala-bar, Operatore ai servizi di promozione e accoglienza e del diploma professionale di Stato in Tecnico di cucina, Tecnico dei servizi di sala-bar, Tecnico dei servizi di promozione e accoglienza, relativo agli indirizzi diEnogastronomia (20 posti), Servizi di sala e di vendita (20 posti), Accoglienza turistica (20 posti).

La partecipazione alle attività di formazione del Centro prevede l’alternanza della docenza con la pratica professionale e l’applicazione delle competenze acquisite nelle strutture ricettive della Caroli Hotels. Gli allievi, alternandosi tra sale, aule e laboratori, avranno in tal modo la possibilità di misurarsi con un’attività di simulazione continua.

Ambizione del Centro è sviluppare un forte legame con il territorio, con le istituzioni e con gli attori dello sviluppo socio-economico ponendo la Scuola quale strumento per stages ed inserimenti lavorativi e favorendo la crescita e le competenze professionali dei corsisti.

Segreteria della scuola, presso Bellavista Club, corso Roma, 219, tutti i giorni dalle 10 alle 12; tel. 0833.261831.

Da: iltaccoditalia.info

Ecoturismo: nascita, definizione e caratteristiche

InEcoTurismo su 12 marzo 2011 a 22:09

[marzo 2011]

Ecoturismo
Ovvero “turismo ecologico”, scelto da viaggiatori impegnati in ambito sociale ed ecologico. Nel 2002, dichiarato anno nazionale dell’ecoturismo dalle nazioni Unite, è stata coniata appunto la definizione di “ecoturismo” attraverso la dichiarazione di Quebec (Quebec Declaration of Ecotourism); essa è stata definita da componenti di 132 differenti stati (i delegati erano in tutto 1169) ed enti che si occupano di turismo ed ambiente.

Proprio attraverso questa dichiarazione, nel 2002, l’ecoturismo è uscito finalmente dalla ristretta visione che lo definiva solamente come semplice “turismo ecologico”, per assumere una fisionomia più complessa e moderna: oltre ad essere una crescente risorsa economica, esso infatti riguarda anche le comodità desiderate dal viaggiatore, oltre che il rispetto e la tutela delle varie comunità toccate e dell’ambiente.

Definizione
L’International Ecotourism Society ha così definito l’ecoturismo, coniando una definizione che ha riscosso molto successo: “l’ecoturismo è un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali”.
Questa definizione segna quindi in maniera programmatica gli obiettivi fondamentali che un ecoturista deve prefiggersi, ovvero:

  • che le componenti della società e della cultura si conciliino perfettamente con l’ambiente, senza interferire con esso;
  • sostenere quelle attività che si preoccupano di proteggere sia l’ambiente che i suoi abitanti, anche con una più equa ridefinizione dei redditi da distribuire;
  • operare per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al tema del rispetto dell’ambiente, in modo che venga riconosciuto consapevolmente come una risorsa importante e gestito di conseguenza.

L’Associazione Ecoturismo Italia ha coniato, a questo proposito, un’altra definizione: “un modo di viaggiare responsabile in aree naturali, conservando l’ambiente in cui la comunità locale ospitante è direttamente coinvolta nel suo sviluppo e nella sua gestione, ed in cui la maggior parte dei benefici restano alla comunità stessa“ .

Caratteristiche
L’ecoturismo deve infatti unire questi due aspetti fondamentali: la comodità del turista, che implica il suo desiderio di fruizione delle risorse ambientali, culturali e sociali, e la tutela dei beni di fruizione, che non deve mai venire a mancare in nessun modo. Ecco alcuni aspetti specifici dell’ecoturismo:

  • vuole promuovere lo sviluppo sostenibile in ambito turistico;
  • rispetta le risorse ambientali, impedendone il danneggiamento;
  • segue una mentalità che mette al primo posto l’ambiente, e non il turista (ha quindi una visione biocentrica);
  • chiede a chi usufruisce di questo tipo di turismo di rispettare a sua volta le risorse ambientali, senza pretendere di danneggiarle o modificarle a suo piacimento;
  • mira a privilegiare il rapporto diretto tra l’uomo e la natura.

Da: guidaacquisti.net

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