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Filiera corta e prodotti a km zero, a Siena un seminario sul progetto europeo RurUrbAl

InAgricultura, Alimentazione su 13 marzo 2011 a 16:19

[10 marzo 2011]

La Provincia toscana in prima linea per promuovere il sistema agricolo locale come elemento di identità da preservare e far conoscere.

Un seminario internazionale per parlare di filiera corta e di produzione e commercializzazione di prodotti a chilometri zero legato al progetto di cooperazione europea RurUrbAl. L’appuntamento, organizzato dalla Provincia di Siena, è in programma giovedì 10 marzo a partire dalle ore 14.30 presso l’Auditorium Confesercenti, in strada statale 73 Levante, 10 e vedrà a confronto esperienze e politiche di filiera corta promosse in Italia e in altri Paesi europei, con il contributo di esperti del mondo economico e del settore rurale europeo.

”Rururbal – spiega Anna Maria Betti, assessore provinciale all’agricoltura – è un progetto di cooperazione che fa parte del programma Med e sostiene lo sviluppo e la cooperazione nello spazio mediterraneo. La Provincia di Siena ha aderito insieme a partner di altri Paesi europei con l’obiettivo primario di promuovere il sistema agricolo locale come elemento di identità da preservare e far conoscere. Rururbal, infatti, punta a sviluppare una catena alimentare locale dandole un crescente valore economico, sociale e culturale con forme innovative di gestione e attività di sensibilizzazione. E’ in questa direzione che si sta muovendo anche la Provincia di Siena, attraverso una serie di attività e di progetti che mirano a valorizzare i prodotti locali, puntando su qualità e stagionalità”.

”Il seminario – aggiunge la Betti – offrirà l’occasione di mettere a confronto le nostre esperienze con quelle di altre realtà italiane ed europee e di valutare le possibili strade per potenziare un sistema di consumi attenti alla qualità dei prodotti e alla salute”.

”Nel territorio senese – aggiunge Paolo Bucelli, dirigente del Settore sviluppo rurale della Provincia di Siena – abbiamo già sviluppato una serie di azioni per avvicinare produttori e consumatori e ridurre la distanza tra la città e la campagna”.

”In Val di Merse, in Valdichiana e in Valdelsa, gruppi di produttori agricoli insieme a consumatori e amministrazioni comunali, hanno organizzato i Mercatali, con spazi di vendita diretta regolati da sistemi di trasparenza del prezzo e di garanzia di qualità, mettendo in rete tutti gli attori locali. Intorno a queste esperienze, poi, si sono sviluppate azioni positive per la qualificazione della ristorazione, laboratori, corsi di cucina e progetti di educazione alimentare rivolti alle scuole, per promuovere i valori del gusto, della stagionalità e della salute”.

”La Provincia di Siena, inoltre, sta sviluppando due nuovi progetti dedicati alla filiera corta. Uno è ‘Dal grano al pane’, in collaborazione con Stefano Benedettelli, docente della Facoltà di agraria dell’Università di Firenze, con prove per la coltivazione di antiche qualità di grano biologico e la produzione di un pane locale a lievitazione naturale. L’altro è ‘Olio extravergine d’oliva locale nelle mense scolastiche’, che ha introdotto olio extravergine prodotto dai frantoi sociali nelle scuole di ventiquattro comuni della provincia. L’esperienza sarà ripetuta, cercando di coinvolgere sempre di più i ragazzi e le loro famiglie”.

Il seminario, dal titolo ”Scegli i tuoi alimenti decidi il tuo territorio. Nuovi modi di pensare l’economia”, si aprirà alle ore 14.30 con i saluti dell’amministrazione provinciale, del capofila del progetto RurUrbAl e della Regione Toscana. Alle ore 15 si parlerà del sistema territoriale di alimentazione, dando spazio a nuovi modi di pensare, di agire e di governare con gli interventi di Paolo Bucelli, dirigente del Settore sviluppo rurale della Provincia di Siena e Mathilde Woillez, del Laboratorio dello Spazio Rurale dell’Università di Tessaglia, in Grecia. Il dibattito sarà moderato da Denis Pantini, responsabile dell’area agricoltura e industria alimentare di Nomisma.

Alle ore 16 saranno presentate iniziative di filiera corta promosse in altre realtà italiane ed europee, quali M**Bun, agri-hamburgeria di Rivoli, in provincia di Torino, con la trasformazione innovativa di un’azienda agricola e il nuovo modello di ristorazione ospedaliera a chilometri zero dell’ospedale Cardina Massaia di Asti. Alle ore 16.30 sarà la volta delle azioni dedicate alla filiera corta messe in campo dalla Provincia di Siena, con nuove forme di aggregazione dei produttori locali per rafforzare la commercializzazione e il consumo di prodotti locali; della rete dei Gas, Gruppi di acquisto solidali, e dei Mercatali come nuovi modelli di interazione tra produttori e consumatori. L’ultima sessione del seminario sarà dedicata alle politiche attive dei Comuni, con iniziative che prevedono l’inserimento di prodotti locali nelle mense scolastiche e orti didattici.

Intorno alle ore 17.30 si aprirà il dibattito, prima di lasciare le conclusioni al presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini. L’appuntamento si chiuderà intorno alle ore 19 con un buffet di stagione, che vedrà protagonisti i prodotti del territorio.

Da: adnkrinos.com

La Provincia di Siena: leader nel chilometro zero per il mercato agro-alimentare

InAgricultura, Alimentazione su 13 marzo 2011 a 13:57

[11 marzo 2011]

L’Amministrazione toscana è pronta a diventare un punto di riferimento per le politiche di promozione di un sistema di filiera corta.

”Continuare a lavorare a supporto dell’economia sostenibile, sia a livello locale che nel confronto con l’Europa, per fare in modo che i progetti di filiera corta siano reale motore di sviluppo economico e strumento per rinsaldare i legami sociali, utili ad innalzare il benessere della vita nel nostro territorio”. Con questo proposito il presidente della Provincia, Simone Bezzini ha chiuso a Siena il seminario internazionale dedicato alle politiche di produzione e commercializzazione di prodotti a chilometri zero legato a Rururbal: il progetto di cooperazione europea inserito nel programma Med, per sostenere lo sviluppo e la cooperazione nello spazio mediterraneo nel settore agro-alimentare, con cui la Provincia di Siena si candida, in partnership ad altri Paesi europei, a diventare un punto di riferimento per le politiche di promozione di un sistema di filiera corta.

L’appuntamento, organizzato dalla Provincia di Siena, giovedì scorso all’auditorium Confesercenti, ha visto confrontarsi esperienze di filiera corta promosse nel territorio senese e in altri Paesi europei. Al tavolo, moderato da Denis Pantini, responsabile dell’area agricoltura e industria alimentare di Nomisma, si sono avvicendati esperti del mondo economico e del settore rurale senese ed europeo, come Mathilde Woillez, del Laboratorio dello Spazio Rurale dell’Università di Tessaglia.

”Con Rururbal – ha detto Anna Maria Betti, assessore provinciale all’agricoltura – la Provincia di Siena entra a far parte di un piano di sviluppo europeo nel settore delle politiche agricole. Più che un progetto, è un processo che determina un nuovo modo di fare impresa, un rinnovato rapporto fra città e campagna, una nuova consapevolezza del nostro ruolo di consumatori, ma anche di cittadini. Per ripensare e valorizzare l’economia locale, ma anche il territorio e le relazioni sociali”.

Il cibo nella vita quotidiana: Mercatali, Gas e Erbandando. A Siena e nei circondari sono in corso azioni di sistema per avvicinare, con il potenziamento dell’anello produttore-consumatore, gli attori della catena alimentare.

”L’integrazione delle competenze intorno al tema dell’alimentazione – ha spiegato in apertura dei lavori Paolo Bucelli, dirigente del settore rurale della provincia di Siena – ha dato il via a varie iniziative. In Val di Merse, in Valdichiana e in Valdelsa, infatti, sono già attivi gruppi di produttori agricoli che, in sintonia con le amministrazioni comunali e i consumatori, hanno creato i Mercatali. Piazze pubbliche di incontro tra produttori e cittadini, a cui si aggiungono le esperienze dei Gas, Gruppi di acquisto solidale, e le iniziative dell’associazione Erbandando, che promuove la cultura della sana alimentazione locale e gli usi delle piante alimentari spontanee nella cucina e nella ristorazione”.

I progetti di filiera corta in provincia. Sono due i nuovi progetti dedicati alla filiera corta in provincia di Siena. Il primo, ”Dal grano al pane”, è nato in collaborazione con Stefano Benedettelli, docente della Facoltà di agraria dell’Università di Firenze, e ha coinvolto quattro aziende della provincia nella coltivazione di antiche qualità di grano biologico e nella produzione di un pane sano e nutriente a lievitazione naturale. L’altro, ”Olio extravergine d’oliva locale nelle mense scolastiche”, ha introdotto ‘l’oro giallo’ di cinque frantoi sociali nelle scuole di ventiquattro comuni del territorio.

”Nelle mense sono state distribuite più di 12 mila litri di olio extravergine d’oliva locale – precisa Anna Betti – a fronte di un contributo dell’amministrazione provinciale di oltre 34 mila euro. Come Provincia continueremo a impegnarci per garantire sostegno e guida tecnica ai produttori locali e al sistema agricolo del nostro territorio”. D’altronde, quella senese, è una rete sinergica che ha già dato buoni risultati, come dimostra il recente coinvolgimento del ristornate Enoteca Italiana nel sistema della fornitura e distribuzione di prodotti del territorio, attraverso la nascita di uno speciale menu a chilometro zero.

Siena ma non solo. Nel corso del dibattito, infatti, sono stati presentati due esempi di filiera corta sviluppati in Piemonte: M**Bun, agri-hamburgeria con sede a Rivoli, in provincia di Torino, che offre i prodotti di un fast food preparati con le eccellenze enogastronomiche del territorio. Non a caso lo slogan scelto dai proprietari e’ Slow fast food. Altro caso esaminato è la mensa dell’ospedale ”Cardina Massaia” di Asti, che ha proposto un modello di ristorazione ospedaliera a chilometro zero.

Da: adnkronos.com

“Mangio locale e penso universale”: a Bergamo il chilometro zero entra nelle mense scolastiche

InAlimentazione su 8 marzo 2011 a 03:12

[7 marzo 2011]

Progetto promosso dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Bergamo, Coldiretti, SerCar e Bergamo Servizi Pubblici.

E’ stato presentato questo mattina presso il Comune di Bergamo “MANGIO LOCALE E PENSO UNIVERSALE”, un progetto – promosso da Comune di Bergamo, Coldiretti, Bergamo Servizi Pubblici e SerCar – che si propone di portare i cibi del territorio nelle mense scolastiche per far acquisire ai ragazzi una maggiore consapevolezza sull’alimentazione, l’agricoltura e il territorio, con la convinzione che una sana educazione alimentare debba proprio cominciare in classe.

Nei giorni 10 marzo, 5 aprile e 9 maggio verranno proposti nelle mense scolastiche delle scuole di Bergamo tre menù a “chilometro zero”, con piatti elaborati secondo i principi di un’alimentazione equilibrata, ma anche considerando la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando proposte di alimenti tipici dell’agricoltura locale.

L’iniziativa vuole essere un modo per contribuire ad arricchire e qualificare l’offerta delle mense scolastiche, ma anche per favorire la conoscenza del territorio e al tempo stesso stimolare una riflessione nelle classi sull’appuntamento dell’Expo 2015 che ha per tema “Nutrire il Pianeta: Energia per la vita”.

“Abbiamo voluto questo progetto – sottolinea Danilo Minuti, Assessore all’Istruzione, Politiche giovanili, Sport e Tempo libero del Comune di Bergamo – perché oggi, molto spesso, le giovani generazioni, vivendo lontane dalla campagna, corrono il rischio di perdere conoscenze preziose sui ritmi della natura, sulle tradizioni ed i paesaggi rurali e, soprattutto, sulla provenienza e l’origine dei cibi che consumano abitualmente. La mensa scolastica ci è sembrata un ottimo punto di partenza per favorire una migliore conoscenza del territorio e dei suoi prodotti, nonché stimolare gli alunni a riflettere anche sull’importante appuntamento dell’EXPO 2015 che avrà come tema centrale proprio il cibo in tutti i suoi aspetti. “MANGIO LOCALE E PENSO UNIVERSALE” trova un significativo riscontro nelle nuove linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal Ministero della Salute, che prevedono l’introduzione nelle scuole del menù a “Chilometro zero”, con piatti che consentano un’alimentazione equilibrata e, al contempo, salvaguardino la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della provincia e della regione di residenza”.

Sono complessivamente 5.000 gli alunni delle scuole di Bergamo che verranno coinvolti in questa iniziativa.
“Il nostro obiettivo – afferma Giancarlo Colombi, presidente di Coldiretti Bergamo – è di ridare centralità al ruolo del produttore agricolo, sottolineando l’importanza che riveste nella produzione del cibo. Educare i giovani consumatori sul valore del patrimonio enogastronomici del territorio, significa far loro conoscere una parte importante della nostra cultura e metterli nella condizione di alimentarsi in modo sano e consapevole. A mio avviso recuperare un rapporto più stretto con la realtà che ci circonda è di fondamentale importanza anche per poter guardare con maggiore comprensione ciò che avviene nelle altre parti del pianeta. Iniziative come “MANGIO LOCALE E PENSO UNIVERSALE” sono parti fondamentali del percorso che Coldiretti sta portando avanti per realizzare una filiera agricola tutta italiana e rinsaldare il rapporto tra produttore e consumatore”.

Per coinvolgere maggiormente gli alunni ed estendere anche alle loro famiglie il significato del progetto sono state realizzate brochure informative e tovagliette di carta personalizzate con ulteriori informazioni che coloreranno le tavole delle scuole quando verranno serviti i menù a chilometri zero.

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