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Think out of the box: le tecnologie italiane che fermano il nucleare sono nelle persone

InEnergie Rinnovabili, Next Economy, Nuove Soluzioni su 10 novembre 2011 a 13:32

[novembre 2011]

 Dopo le celebrazioni per l’Unità d’Italia, vogliamo celebrare il genio italiano nel campo dell’energia: uomini e aziende che indicano, oggi più che mai, al mondo intero le strade tecnologiche per uscire dall’economia basata sulle fonti fossili e sul nucleare.

Tutto il mondo riconosce agli italiani la capacità di pensare fuori dagli schemi. Gli anglosassoni dicono “to think out of the box”, “pensare fuori dalla scatola”. È questa capacità che ci permette da decenni di generare innovazione in tutti i campi, compreso quello dell’energia. La ricerca in Italia può contare su risorse esigue rispetto agli investimenti di altri paesi europei e industrializzati. Eppure, il numero di ricerche prodotte per ciascun ricercatore italiano è il più alto d’Europa. E le ricerche degli italiani sono le più citate da altri studi. Non è un caso. È la natura degli italiani.

Molte delle tecnologie che ci daranno l’energia del futuro sono state ideate da italiani. Eppure, pochi conoscono nomi, facce, aziende che hanno scritto e sempre più scriveranno la storia dell’energia nel mondo. E pochi sanno che le idee italiane per il futuro dell’energia sono già oggi sfruttate commercialmente da aziende straniere. È vero, era italiano anche colui che ha inventato il nucleare. È proprio vero. Abbiamo inventato quasi tutto noi. Il peggio e il meglio.

Ma oggi vogliamo dare voce all’Italia migliore. Quella che ci permette di dire, molto più della paura per il disastro atomico giapponese, “no, grazie” a tutti coloro, governo e gruppi di potere economico, che vogliono mettere il destino energetico della nostra nazione nelle mani dell’industria nucleare francese. Una industria di stato, alla faccia del liberismo. Un “no, grazie” gioioso e illuminato dalla creatività e dalla capacità di innovazione degli italiani. Non è la paura, ma la capacità di futuro che ci muove.

Giovanni Francia, con le sue intuizioni e sperimentazioni presso la Stazione solare di S. Ilario, nell’arco di meno di vent’anni, richiamò l’attenzione di tutto il mondo su Genova, che a metà degli anni Settanta poteva essere considerata “capitale mondiale del solare”. Progettò e costruì il primo impianto solare a concentrazione nel 1968. Era capace di produrre 1 Mw di energia elettrica. Molti anni dopo, nel 1981, nel Sud della California la sua tecnologia fu perfezionata in un impianto da 354 Mw.

Mario Palazzetti nel 1973 ideò presso il Centro Ricerche Fiat il primo esempio di cogeneratore. Utilizzava il motore di una 127, di 903 cm3, modificato per funzionare a gas o biogas. Il motore azionava un alternatore di 15 Kw che forniva all’utenza l’energia elettrica. Il calore generato dal motore, solitamente disperso mediante i gas di scarico e il corpo del motore stesso, veniva invece utilizzato per scaldare l’acqua destinata al riscaldamento degli ambienti e agli usi sanitari. L’accurata progettazione consentiva un recupero del 90% della energia introdotta con il combustibile, e la sua modularità consentiva l’installazione di molteplici unità controllate elettronicamente. Molti anni dopo, è possibile acquistare cogeneratori non dalla Fiat, ma da Volkswagen, Toyota e Mitsubishi.

I giovani ricercatori del Polo solare organico dell’Università Tor Vergata di Roma, hanno avviato nel 2009 la fase di industrializzazione di una nuova generazione di pannelli fotovoltaici senza silicio. Hanno utilizzato il succo di mirtillo, perché nel sottobosco quelle piante hanno sviluppato più di altre la capacità di sfruttare la poca luce del sole di cui dispongono. Lo hanno fatto con poche risorse e le capacità di uno straordinario gruppo di giovani scienziati. Tutti italiani.

Mauro Mengoli, allevatore di Castenaso, alle porte di Bologna, ha realizzato uno dei primi impianti capaci di ricavare metano da liquami e scarti agroalimentari. Lo ha fatto quando ancora non c’erano incentivi economici per le energie rinnovabili. Lo ha fatto da solo, riprendendo e perfezionando tecnologie messe a punto da contadini italiani negli anni Settanta.

Alessandro Cascini, ingegnere aeronautico che lavorava per Maserati e Ferrari e che ora, con la sua Mact, si è riconvertito alla produzione di piccoli impianti eolici, alti tre metri e con l’elica in legno lamellare, conformata come una piccola scultura. Alternativi all’eolico impattante da 120 metri. Che uniscono design e tecnologia nel miglior spirito del “made in Italy”.

La Archimede Solar, del Gruppo Angelantoni, azienda attiva nel settore dell’alta tecnologia, è l’unica al mondo che produce tubi per il solare termodinamico a concentrazione. Lo fa su brevetto Enea. Oggi è partecipata dalla Siemens, che, mentre usciva dal progetto nucleare Epr francese, ha scelto la tecnologia italiana per realizzare il progetto Desertec: impianti solari nel deserto del Sahara.

L’elenco potrebbe continuare. Ma è inutile dilungarsi, il senso di queste parole è uno solo: il nucleare è una tecnologia contraria agli interessi dell’Italia sotto tutti i punti di vista. Non si tratta solo di mettere in mani straniere il destino energetico della nazione, ma di fare una scelta di campo: essere terra di conquista di gruppi economici multinazionali oppure svolgere un ruolo di guida a livello internazionale per aiutare Francia, Giappone e Germania a uscire dal tunnel del nucleare.

Io scelgo l’Italia.

di Massimo De Maio, Movimento per la decrescita felice

Da: altrogiornale.org

 

La Francia come l’Italia? Verso un referendum per fermare il nucleare

InGoverni, Sondaggi su 21 giugno 2011 a 22:01

[giugno 2011]

 Già raccolte 26mila firme. E nel mondo fioccano le petizioni internazionali

In Francia l’associazione Agir pour l’environnement ha lanciato una petizione per chiedere un referendum contro il nucleare che ha già raccolto decione di migliaia di firme.

«Il Giappone, dopo l’Ucraina e gli Stati Uniti, subisce nel più profondo della sua carne la follia nucleare. Per non aver creduto, o saputo voler pensare l’impensabile, le nostra umanità è ancora una volta di fronte ad una catastrofe nucleare – si legge nell’appello – Malgrado questa constatazione senza appello, i responsabili politici francesi affermano dottamente che l’opzione nucleare non può essere sottoposta né ad un dibattito pubblico né ad una validaziione democratica attraverso un referendum. Mentre la maggior parte dei Paesi europei si interrogano nell’urgenza sulla pertinenza della loro strategia nucleare, la Francia resta ferma nei suoi stivali. Il capo dello Stato si è impegnato solo a prendere in considerazione, a lungo termine, un dibattito tra esperti, a livello europeo… Il popolo è una volta ancora escluso delle grandi decisioni che lo riguardano. Noi non accettiamo più la morsa dell’oligarchia eco-predatrice. Noi non accettiamo più una tecnologia nucleare pericolosa ed antidemocratica. Noi reclamiamo un referendum per uscire dal nucleare».

Agir pour l’environnement attacca direttamente Sarkozy : «Mentre il Capo dello Stato tenta di rispondere maldestramente alla catastrofe nucleare di Fukushima annunciando un’ennesima Grenelle che mal nasconde la sua volontà di salvare il soldato «nucléaire», l’associazione Agir pour l’Environnement rimetterà al Presidente della Repubblica più di 26.000 firme di cittadine e cittadini che hanno firmato una petizione a favore di un referendum sull’uscita dal nucleare.

Al colmo dell’indecenza, il Capo dello Stato non manca occasione per vantare i meriti supposti di un nucleare alla francese, ricorrendo anche alla caricatura, per chiudere un dibattito tuttavia necessario. La caparbietà di cui da prova il Copo dello Stato rispetto al nucleare rilvela una la più assoluta irrazionalità».

Il governo dopo la catastrofe nucleare di Fukushima è accusato di continuare a fare il cavaliere solitario del nucleare, «Prigioniero di una tecnologia che non ha scelto, il popolo francese non può più essere condannato ad assistere passivamente alla moltiplicazione delle catastrofi. Senza presentare opzioni alternative».

Agir pour l’environnement si impegnerà durante tutta la prossima campagna presidenziale francese perché «Il nucleare non sia un soggetto, ma il soggetto al centro della futura campagna elettorale».

Intanto Rete nazionale antinucleare italiana, Réseau zéro nucléaire, Mouvement des citoyens lotois pour la sortie du nucléaire e Les Jeûneurs Vigilants de Taverny, insieme a movimenti antinucleari e belgi, puntano al bersaglio grosso con un appello internazionale per il rispetto della vita.

L’appello è stringato e radicalmente durissimo: «Perché i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu possiedono tutti delle armi nucleari terroristiche. Perché l’Onu ha creato il 23 ottobre 1956 l’agenzia Internazionale dell’energia atomica, (International atomic energy agency) che nel suo articolo secondo stipola: “L’agenzia si sforza di affrettare e di aumentare nel mondo intero il contributo dell’energia atomica alla pace, la salute e la prosperità “.

Esigiamo lo scioglimento immediato di questa organizzazione criminale internazionale che malgrado parecchie catastrofi che sono dei veri crimini contro la Natura e quindi anche crimini contro l’Umanità e la perennità della biosfera terrestre, continua le sue scandalose pratiche industriali e commerciali con la complicità attiva delle oligarchie delle nazioni dominanti».

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Energia verde per aziende eco-sostenibili: offerte per Pmi

InEnergie Rinnovabili, Green Economy su 15 marzo 2011 a 22:37

[15 marzo 2011]

Le imprese che credono nei benefici delle energie da fonti rinnovaili hanno a disposizione una ricca offerta di mercato.

Con la liberalizzazione, i gestori di energia elettrica possono offrire ad aziende e Pmi contratti di fornitura elettrica o di gas da fonti rinnovabili a prezzi competitivi.

Aderire a questo tipo di offerta energetica ha dei ritorni anche a livello di comunicazione etica perché l’energia non è considerata solo una commodity ma strumento di eco-posizionamento (propensione alla sostenibilità) e differenziazione strategica. Alla lunga, quindi, si risparmia sui costi, si protegge l’ambiente e si ottiene un vantaggio competitivo nel lungo periodo con ricadute su brand equity e performance.

OFFERTA LIFEGATE ENERGY

Network media e advisor per lo sviluppo sostenibile (People, Planet e Profit), ha lanciato l’offerta Lifegate Energy certificata R.E.C.S. (sistema europeo che garantisce impiego delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica): non prevede costi di attivazione, gestione, canone o recesso. L’energia fornita alle aziende è green al 100% e ad impatto zero (nel processo produttivo non si crea CO2). L’attivazione avviene su richiesta online mediante il sito Lifegate: basta fornire dati aziendali, consumi tipici e copia dell’ultima bolletta.

Oltre all’attestazione di “azienda che usa energia da rinnovabili” si riceve la mappa della area verde tutelata per la resa a Impatto Zero® dell’energia, i materiali di comunicazione, il decalogo di eco-consigli per i luoghi lavorativi, l’abbonamento a LifeGate Magazine, la vetrofania, il regolamento di concessione e utilizzo del marchio Impatto Zero® che è un marchio registrato.

OFFERTA SORGENIA ENERGIA PULITA

L’operatore privato Sorgenia – operativo in Italia con 560.000 clienti sul mercato energetico e della fornitura di gas – ha attivato l’offerta EnergiaPulita: con prezzo fisso per l’energia e attivazione gratuita, si rivolge a micro-imprese e Pmi. L’energia acquistata proviene da impianti per rinnovabili definiti e verificati dall’ente di certificazione internazionale DNV (Det Norske Veritas).

Anche in questo caso il fornitore cura l’aspetto della comunicazione d’impresa fornendo: Certificato di Garanzia di utilizzo di fonti rinnovabili (utilizzabile come certificazione aziendale) e marchio EnergiaPulita in forma di adesivi e vetrofanie, per mostrare al pubblico la scelta eco-sostenibile.

Come servizi aggiuntivi Sorgenia propone un’area web ad accesso riservato,assistenza clienti classica e servizio telefonico di autolettura. Se si dispone di un contatore multi-orario è possibile risparmiare perché il prezzo dell’energia cambia per fascia oraria ed è mostrato in chiaro sia in fattura che nelle pagine web dedicate all’iniziativa.

Le semplificazioni sono quelle standard: cambio operatore a carico di Sorgenia, garanzia di non modifica contatore o impianti elettrici, nessuna interruzione di fornitura da vecchio a nuovo gestore e nessun costo o cauzione.

OFFERTA AGSM ENERGIA

Azienda del gruppo AGSM Verona Spa, vende energia elettrica, gas e teleriscaldamento. L’offerta “AGSM energia rinnovabile” (prodotta da impianti AGSM) propone fornitura di energia pulita (idroelettrica, eolica, solare, da maree, ondosa, geotermica, biogas e biomassa) comprovata da certificati di garanzia internazionali R.E.C.S. e 100% energia verde.

Per l’attivazione telefonica: numero verde 800342476; via email a: customercare@agsm.it. Il servizio prevede l’applicazione di una piccola maggiorazione per l’energia rinnovabile applicata a una qualunque delle offerte commerciali standard di AGSM. La maggiorazione è suddivisa in tre fasce per i consumi inferiori a 50.00kWh, fra 50 e 200.00kWh e per consumi complessivi superiori a 200.000kWh.

Anche AGSM punta ai benefici reputazionali per le aziende aderenti, che possono così fregiasi del ruolo di promotore di uno sviluppo eco-compatibile, con la consapevolezza di non gravare sull’Ambiente con la propria attività: valorizzazione dell’immagine aziendale, visibilità sui clienti finali. AGSM non fornisce però materiale pubblicitario in questo senso.

OFFERTA ACEAELECTRABEL

Tra i più noti fornitori in Italia, ha predisposto un’offerta di energia da fonti rinnovabili per Pmi: “Sostenibile Più”, sia per la fornitura di elettricità sia per il gas. Garantisce che il prezzo applicato corrisponderà esattamente al corrispettivo previsto per la maggior tutela. Gli altri costi a parte le tasse, ovvero quelli dovuti al trasposto e dispacciamento dell’energia, restano a carico del cliente, come evidenziato nella scheda contrattuale. Anche in questo caso la richiesta di attivazione deve essere fatta online mediante apposito form predisposto.

Link alle offerte:

Articoli correlati:

Da: pmi.it

 

Le “Autostrade Solari”, nuova frontiera della Green Economy

InAutostrade Solari, Esperimenti Rinnovabili su 24 febbraio 2011 a 23:06

[ottobre 2010]

Video http://bit.ly/dCToQk

Strade ecologiche alimentate a energia solare che producono energia elettrica: un progetto che negli stati Uniti  può già partire grazie a uno stanziamento di 100mila dollari.

Trasformare strade e autostrade in vere e proprie centrali per la produzione di energia elettrica potrebbe non essere più solo un’utopia. Anzi, negli Stati Uniti è già realtà. Ancora non è perfettamente chiaro se definirlo un progetto da fantascienza o semplicemente una nuova frontiera della green economy fondata su attendibili basi scientifiche; certo è che il prototipo di asfalto fotovoltaico è considerato da molti più che un semplice esperimento.

L´idea è di Scott e Julie Brusaw, fondatori di Solar Power Roadways, la società che ha lanciato il primo prototipo di asfalto fotovoltaico. Un vero e proprio pannello, da stendere sulla carreggiata stradale al posto del bitume, in grado di captare i raggi solari e produrre energia senza che questo impedisca il transito dei veicoli. Si tratta, infatti, di rivestimenti la cui parte superiore è realizzata in un particolare vetro antiabrasione, autopulente, non scivoloso e resistente all’uso e ai carichi ingenti. Al di sotto della superficie in vetro sono posizionate cellule fotovoltaiche e diodi al LED che, secondo quanto dichiarato dagli inventori, sarebbero capaci di produrre 3.344 MWhr per miglio.

Inoltre i LED potrebbero essere utilizzati per disegnare la segnaletica delle nuove strade ecologiche, in grado di adattarsi a qualsiasi situazione, anche d’emergenza. Potrebbero, ad esempio, segnalare eventuali deviazioni in caso di riparazioni o disagi oppure avvisare gli automobilisti in occasione di condizioni meteo avverse o scarsa visibilità. Ci sarebbe persino la possibilità di usare i diodi presenti nell’impianto per riscaldare il manto stradale ed evitare, ad esempio, la formazione di ghiaccio quando si abbassano le temperature.

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Energia dall’olio esausto, al via l’esperimento

InEsperimenti Rinnovabili su 24 febbraio 2011 a 19:31

[24 febbraio 2011]

Da oggi è possibile anche per le utenze domestiche, grazie al progetto Olly, che interessa in via sperimentale 10.000 famiglie della zona di confine tra il Comune di Firenze e quello Scandicci, con un sistema che sarà poi esteso a entrambi i Comuni.

Nel 2010 nell’area Safi e Quadrifoglio sono state raccolte 75 tonnellate di oli vegetali di cui 38 a Firenze e 10 a Scandicci. La raccolta attualmente è effettuata presso le stazioni ecologiche di San Donnino e Charta 77.
L’olio vegetale esausto è principalmente residuo dell’olio di cottura alimentare che, modificando la sua struttura polimerica, si ossida e assorbe le sostanze inquinanti della carbonizzazione. Per questo va usato una sola volta e non deve essere disperso nell’ambiente dove causa inquinamento e costi di depurazione molto alti. Si stima a livello nazionale che siano 280.000 le tonnellate/anno di oli esausti finiti in fognatura, con un costo che arriva a 126 milioni di euro. Il progetto Olly prende origine dalla volontà di ripetere sul territorio nazionale la raccolta differenziata degli oli alimentari di origine domestica, sull’esempio di sistemi già in atto nella regione Trentino Alto Adige e all’estero in Austria e Germania.

All’interno del parcheggio della Coop di San Lorenzo a Greve è stato installato il punto Olly dove ogni utente potrà ritirare gratuitamente un contenitore da 3 litri per la raccolta degli oli vegetali alimentari insieme a un opuscolo informativo in cui troverà le indicazioni su come e dove restituire il contenitore pieno del proprio olio esausto. Per la restituzione non è prevista alcuna operazione se non la consegna del contenitore, ricevendone in cambio uno nuovo e pulito.

Da: diariodifirenze.it

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