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Albergo Diffuso: quando l’hotel è l’intero borgo

InAlberghi, EcoTurismo su 5 dicembre 2011 a 12:20

[dicembre 2011]

Dal Friuli alla Lucania, dal Parco d’Abruzzo alla Sardegna, il fenomeno dei villaggi riconvertiti in alberghi diffusi, strutture ricettive decentrate a impatto (quasi) zero

Piace moltissimo ai tedeschi, ora arrivano anche i cinesi, e gli italiani, se fossero saggi, ne farebbero la punta di diamante per la programmazione turistica nazionale. L’albergo diffuso, idea tutta nostra nata in Friuli Venezia Giulia quarant’anni fa, è ormai diventata l’alternativa virtuosa alle colate di cemento, la medicina contro l’abbandono dei borghi e il connubio perfetto tra il rispetto della privacy del cliente e la sua partecipazione alla realtà del posto dove ha scelto di soggiornare. Da non confondere con il bed & breakfast o con l’agriturismo, l’albergo diffuso presuppone un paese da rivitalizzare e una comunità partecipe al progetto. Senza un centro storico non può esserci albergo diffuso, perché le sue stanze sono dislocate in diverse unità abitative, che fanno capo a un unico centro di ricevimento distante non più di duecento metri. Significa che si hanno le comodità dell’hotel, ma le stanze sono ricavate da edifici già esistenti, ristrutturati nel rispetto della storia senza la spersonalizzazione del residence, con vicini di casa “veri”.

È un’invenzione poetica, basata sulla passione per i propri luoghi e l’ottimismo visionario di chi sa viaggiare anche con la mente. E infatti il primo albergo diffuso nasce dopo il terremoto in Friuli del 1976, quando il paese di Comeglians, in provincia di Udine, accoglie l’idea del poeta e scrittore Leonardo Zanier e vara il “Progetto Pilota Comeglians”. Carlo Toson, architetto del posto incaricato delle ristrutturazioni, descrive così l’esperienza: “In quegli anni maturò la consapevolezza di dover riportare la vita all’interno delle case, dei fienili, di campi, boschi e montagne, proponendo un modello di rilancio adeguato alle nuove regole dell’economia”. Fatto sta che il successo turistico della novità è pressoché immediato, e – giusto per restare ai dati più recenti – in Friuli Venezia Giulia si è passati dalle 8580 presenze del 2006 alle oltre 43500 dell’anno scorso, con picchi in estate, ma arrivi in tutto l’anno.

La non stagionalità è infatti una delle caratteristiche dell’albergo diffuso, che essendo nel cuore di un borgo partecipa alla sua vita per tutto l’anno. Così, per esempio, soggiornare tra Marche e Umbria in questo periodo significa essere coinvolti nella raccolta delle olive e nella loro spremitura (succede a “L’Antica Locanda La Diligenza”, a Borgo Pace, nell’Alta Valle del Metauro, al confine con Umbria e Toscana) oppure se si arriva nelle località di montagna del nord essere invitati a festeggiare il “Natale anticipato” con le celebrazioni di San Niccolò del 6 dicembre e di Santa Lucia del 13 dicembre, i santi che portano i regali. In ogni stagione c’è poi la possibilità di seguire la gente del posto nelle sue attività quotidiane e trovare delle guide turistiche molto particolari. In questo modo, un’escursione nelle foreste del Casentino diventa l’occasione per riscoprire una diversa concezione del rapporto tra uomo e animali della zona e tra sfruttamento delle risorse e loro tutela.

Non sempre è un turismo da terza età. Spulciando tra le offerte si scopre, ad esempio, che a Pietrapetrosa, sulle Dolomiti lucane, l’albergo diffuso “Le Costellazioni” propone oltre ai percorsi di trekking e il folklore locale, un mezzo di trasporto molto particolare, “Il volo dell’angelo”. Due cavi di acciaio agganciati alle pareti della montagna collegano i paesi di Pietrapertosa e Castelmezzano e se si è abbastanza coraggiosi si può andare dall’uno all’altro appositamente protetti, e scivolando a pancia in giù lungo il cavo, con un volo a cento chilometri all’ora e a cinquecento metri di altezza.

Anche gli stranieri riescono a sentirsi “a casa” e al momento il 30 per cento dei clienti degli alberghi diffusi viene dall’estero. “L’interesse è molto forte in Germania – conferma Giancarlo Dall’Ara, esperto di marketing turistico, che per primo ha studiato il fenomeno dell’albergo diffuso – Paese nel quale una quindicina di tour operator programmano regolarmente i soggiorni in queste strutture. Ora stanno arrivando richieste anche da agenti di viaggi cinesi, intenzionati a includere gli alberghi diffusi nella loro programmazione fissa”.

L’associazione degli alberghi diffusi, Adi, riconosce 53 strutture in Italia, ma il fenomeno è molto più ampio e spesso non è censito perché alcune regioni non hanno ancora una legislazione precisa in proposito. Stando alle cifre dell’Adi sono le Marche a puntare di più su queste strutture ricettive, con otto alberghi diffusi, ma ce ne sono praticamente in tutte le regioni e molte amministrazioni locali hanno progetti interessanti in corso, come nel borgo di Predappio Alta, in provincia di Forlì, nelle vallate in provincia di Vicenza, nelle Madonie in Sicilia e nel Cilento.

Da: viaggi.repubblica.it

Turismo eco-friendly: i Luxury Hotels e le nuove frentiere dell’eco-turismo

InAlberghi, EcoHotels, EcoTurismo su 4 dicembre 2011 a 21:00

[dicembre 2011]

L’era verde è cominciata. Anche nelle vacanze. Dalla scelta della meta al mezzo di trasporto, dall’hotel alla spa: ecco la sfida del turismo del terzo millennio. Abbiamo selezionato per voi piccoli lussuosi gioielli di ospitalità dove sperimentare la quintessenza del vivere verde. Italia, Austria, Inghilterra, Scozia, Usa, Egitto, Malesia le nostre mete

Non tanto cultura e intrattenimento, quanto relax e silenzio. Non più all inclusive, ma eco-friendly. È la nuova frontiera del turismo (ormai) globale. In risposta alle richieste di una clientela sempre più esigente in materia di ambientalismo e di sostenibilità. Solo nel nostro Paese l’ecoturismo genera un giro di affari di oltre 9 miliardi di euro, pari al 10% del fatturato turistico nazionale (Fonte: Enit).

«Il turismo sostenibile», racconta il direttore generale dell’Enit Paolo Rubini, «è la nuova frontiera del turismo internazionale e anche verso l’Italia». Il viaggiatore-tipo di questa tendenza eco viene indicato con l’acronimo Lohas che sta per Lifestyles Of Healt And Sustainability. «Sono persone benestanti», continua Rubini, «con elevato grado di istruzione, grande attenzione al proprio benessere psico-fisico e sensibilità alle tematiche di giustizia sociale e cura dell’ambiente». Viaggiano più volte l’anno, guardano con attenzione a forme di turismo rispettose dell’ambiente e delle culture locali, che rispondano ai propri valori etici.

A confermare questo trend è anche Luigi Rambelli, Presidente Nazionale dell’associazione Legambiente Turismo (www.legambienteturismo.it) che spiega a Business People: «Ciò che è certo è che il viaggiatore, in Italia come in Europa, tende sempre di più a cercare vivibilità, comfort e un rapporto armonioso e positivo con l’ambiente. Tende a valutare l’impatto ambientale del proprio viaggio e a volerlo ridurre il più possibile». Promotore efficiente e garante di un turismo eco-sostenibile di qualità nel Bel Paese, l’associazione Legambiente Turismo ha visto la propria etichetta ecologica (attiva dal 1997) confermarsi come la più diffusa in Italia per strutture ricettive e turistiche. Sono circa 400 le strutture certificate (di grandi o piccole dimensioni), presenti in quasi tutte le regioni italiane, per un totale di 65 mila posti disponibili e oltre 6,5 milioni di pernottamenti annuali. Fiore all’occhiello di queste strutture (disponibili su www.legambienteturismo.it) è il rispetto del decalogo di misure obbligatorie (tra cui rifiuti, acqua, energia, alimentazione, trasporto, rumore) definite ogni anno dall’associazione per garantire alla clientela un miglioramento progressivo delle prestazioni, delle pratiche ambientali e del risparmio di risorse energetiche e naturali.

All’estero da qualche tempo esiste la certificazione Luxury Eco Certification Standard (Lecs), offerta da Sustainable Travel International (Sti), che garantisce l’integrità di un hotel. Le aree di valutazione sono articolate in ben “100 gradini di eco-sostenibilità” e si suddividono in “procedure e documentazione”, “risparmio energetico”, “risparmio dell’acqua”, “riciclo” e “comunità”. Secondo l’amministrazione centrale, la corretta integrazione di questi cinque ambiti dovrebbe avvenire salendo passo dopo passo i 100 simbolici “steps” che portano alla consapevolezza di quel che si può fare per il pianeta. Tutto ciò non solo sarebbe in grado di ridurre i costi operativi, ma anche di creare un’attitudine alla protezione dell’ambiente in ospiti e impiegati. Ottenere la certificazione Lecs però non è facile: gli hotel vengono sottoposti a una verifica iniziale alla quale segue un controllo in loco, e poi il tutto viene valutato da parte di terzi, per conto della Lqa (www.leadingquality.com).

In Italia a scendere in campo a favore dell’Ecoturismo, con un’iniziativa lanciata lo scorso giugno, è anche LifeGate (www.lifegate.it) con il progetto “Stay for the planet” rivolto a tutte le strutture ricettive italiane e basato su di un “rating di sostenibilità” grazie al quale queste ultime potranno monitorare, valutare e ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Abbiamo scelto le mete (in Italia e nel mondo) più all’avanguardia nell’offerta green, alcuni piccoli e autentici paradisi amici dell’ambiente, per una fuga di un week end o per una pausa anche più lunga.

A voi la scelta (verde)

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Il gruppo EcoWorldHotel: da 10 a 120 strutture in quattro anni

InAlberghi, EcoHotels, EcoTurismo su 1 dicembre 2011 a 10:55

[dicembre 2011]

 Arrivato sul mercato nel 2007 inizialmente con 10 strutture alberghiere affiliate, il Gruppo EcoWorldHotel ha registrato una crescita continua e il 21 novembre 2011 ha festeggiato quattro anni insieme a 120 eco-affiliati.

Il 2011 ha evidenziato un importante trend di sviluppo che, in controtendenza rispetto al mercato, continua a registrare importanti risultati, tra cui l’affiliazione di 17 nuovi albergatori, l’ottenimento del Marchio di Qualità Ambientale per 11 strutture e la riconferma del Marchio per 6 hotel.

Sono entrati a far Parte del Gruppo EcoWorldHotel: Albergo Diffuso Monte Granatico – Sadali (CA); Atelier Hotel*** – Gardone Riviera(TN); Hotel Alpina*** – Madonna di Campiglio; Hotel Sa Pischedda*** – Bosa (OR); Bio-agriturismo Parco Rurale “Alture di Polazzo” – Fogliano Redipuglia (GO); 7rooms&bar – San Benedetto del Tronto (AP).

Gli albergatori iniziano gradualmente il percorso verso la sostenibilità, adempiendo ai 15 requisiti minimi obbligatori per ottenere la 1° Eco-foglia. Per ottenere le successive eco-foglie, scelgono tra oltre 150 requisiti facoltativi, a seconda delle caratteristiche di ogni struttura alberghiera. I requisiti sono contenuti all’interno della “Guida per le Strutture Ricettive eco-sostenibili” di EcoWorldHotel. A seconda degli interventi realizzati e, quindi, del punteggio complessivamente raggiunto, l’albergatore riceve un numero maggiore di Eco-foglie (fino ad un massimo di 5) a identificare un minor impatto sull’ambiente.

L’Airone Country House di Osimo (AN), entrato a far parte del Gruppo nel mese di gennaio, è il primo EcoWorldHotel ad aver ottenuto 4 Eco-foglie, classificandosi come “Eco-hotel virtuoso 2011”.

Hanno, invece, ottenuto il Marchio di Qualità Ambientale EWH adempiendo ai requisiti obbligatori della “Guida per le Strutture Ricettive eco-sostenibili”: Case Coloniche Country Huose – Pontenuovo di Deruta (PG); Hotel Alpina*** – Madonna di Campiglio (TN); Hotel Centrale Roma***S – Roma (RM); Incantea Resort*** – Tortoreto Alto (TE); Kuddierosse*** – Pantelleria (TP); La Fiorida Agriturismo Bioecologico**** – Mantello (SO); Le Sodole Country Resort e Golf**** – Pontedera (PI); Relais Il Fienile – Bibbiena (AR); Rigoletto Hotel*** – Mantova (MN); Statuto Eco Art Hotel** – Torino (TO).

Mentre alcuni albergatori, tra i primi ad essere entrati a fra parte del Gruppo, non solo si sono impegnati nel rispetto e mantenimento dei Requisiti ambientali, ma stanno proseguendo il percorso per l’ottenimento di ulteriori Eco-foglie.

Abacus Hotel**** di Sesto S. Giovanni (MI) sostiene un modello di ospitalità eco-compatibile, un turismo responsabile, sostenibile e rispettoso del nostro patrimonio naturale come scelta di vita. Tutto lo Staff sta lavorando per ottenere 2 Eco-foglie impegnandosi nel risparmio energetico e idrico grazie a lampadine a led, riduttori di flusso per rubinetti, carta e oggetti in materiale riciclato, detergenti ecologici, pannelli solari, caldaie a condensazione, cogeneratore (motore a gas che produce corrente e acqua calda), un angolo dedicato a prodotti esclusivamente biologici per la prima colazione e biciclette a disposizione degli ospiti.

A Malcesine (VR) l’Hotel Ariston*** isolato con fibra naturale, produce elettricità e acqua calda a tutta la struttura in totale autonomia da aprile ad ottobre. L’illuminazione interna ed esterna è a basso consumo, i rubinetti e le docce hanno filtri per il risparmio idrico, in giardino una cisterna di raccolta dell’acqua piovana irriga il giardino, il materiale informativo dell’hotel è in carta riciclata e per la colazione vengono offerti prodotti stagionali, biologici e provenienti da coltivazioni locali. Alcune camere sono state, inoltre, ristrutturate in Ecologic & Fengshui rooms: arredate con mobili in legno FSC e lavorati senza colle e formaldeide, trattati solo con olio vegetale e cera d’api. I letti sono posizionati nella giusta posizione energetica, i pavimenti in parquet di bamboo, le pareti sono tinteggiate con pitture ai silicati puri ecologiche ed igienizzanti l’aria delle stanze, le piastrelle dei bagni realizzare con un materiale fotocatalitico con Biossido di Titanio per una funzione antibatterica, mentre un disgiuntore di corrente per proteggersi dalle onde elettromagnetiche assicura un sonno naturale. Queste sono solo alcune delle azioni che permettono all’hotel di ottenere 3 Eco-foglie.

[continua...]

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Turismo responsabile: ecco cosa può fare un albergo per essere ecologico

InAlberghi, EcoTurismo, Turismo&Consigli su 5 luglio 2011 a 23:41

[luglio 2011]

Siti di rating ambientale degli alberghi e regole individuali e collettive per viaggiare nel rispetto dell’ambiente

Cosa può fare un albergo per essere ecologico?

  1. La struttura deve inserirsi nel paesaggio senza alterarlo e deve impiegare materiali eco-compatibili e riciclabili, legnami da piantagioni locali e non da foreste vergini (il disboscamento è responsabile del 30%dell’effetto serra), non PVC e altri derivati da idrocarburi.
  2. Limitare il consumo idrico e recuperare l’acqua piovana per gli sciacquoni e/o l’irrigazione dei giardini.
  3. Dotarsi di pannelli solari, usare solo fonti d’energia rinnovabili, comunque ridurre al minimo il consumo energetico e usare elettricità a bassa tensione per eliminare i campi magnetici.
  4. Usare solo saponi biologici non schiumogeni e detersivi biodegradabili.
  5. Fare la raccolta differenziata e comunque ridurre al minimo la produzione di rifiuti.
  6. Educare lo staff a eco-sostenibilità e turismo responsabile.
  7. Sensibilizzare i clienti rispetto a risparmio idrico ed energetico, al rispetto della cultura e dell’ambiente in cui l’albergo è inserito.
  8. Assistere i clienti per indirizzarli al turismo responsabile.
  9. Avere una politica aziendale socialmente sostenibile.
  10. Servire nel ristorante soprattutto cibi e vini locali, incoraggiando – anche attraverso il prezzo – il consumo di prodotti a km zero e di piatti vegetariani per ridurre le emissioni di CO2.
Come scoprire se un albergo è eco-logico?
Consultando organizzazioni di rating eco-compatibile. Come The Green Key (www.green-key.org), la più diffusa in Europa per il rilascio di etichette verdi ad alberghi e campeggi: sdogana appena 10 strutture in Italia contro 298 in Francia. Scelta facile anche in Americhe e Paesi anglosassoni, dove i marchi Green Globe (www.greenglobe.org) e Smart Voyager (www.smartvoyager.org) certificano il basso impatto, e sempre più hotel di lusso ambiscono alla loro etichetta.

E in Svezia dove, dal 1994, la catena di eco-hotel Scandic (www.scandic-hotels.com) ha istruito il personale all’eco-sostenibilità e ridotto del 40% l’emissione di CO2, del 17% il consumo di energia e del 14% quello di acqua. Una inchiesta nel 2011 della rivista Altroconsumo (www.altroconsumo.it) stila una classifica di eso-sostenibilità delle catene alberghiere europee valutando gestione idrica, energetica e rifiuti, rispetto di cultura locale e sensibilizzazione dei clienti: in testa c’è il gruppo francese Accor (www.accorhotels.com)

La situazione in Italia

Ci sono alcuni alberghi verdi in Alto Adige, ma In Italia come in altri Paesi si scopre spesso che l’etichetta verde è un’incoerente allodola per attirare viaggiatori consapevoli, che gli eco-tour avvengono su inquinanti 4×4, che la raccolta differenziata convive con l’aria condizionata, che il riutilizzo della biancheria non è abbinato a detergenti biologici, che i pannelli solari dominano piscine disinfettate col cloro, che si invita a risparmiare acqua ma gli scarichi bianchi non vengono riciclati. Un’inchiesta (2011) di Green Globe (www.greenglobe.org) evidenzia che solo il 12% degli italiani è disposto a spendere di più in vacanza per non inquinare.

L’albergo diffuso

È nella Penisola il tipo di struttura più eco-sostenibile, in molti casi recupera paesi di campagna, antichi borghi, conventi, cascine e aree di centri storici con restauri conservativi mirati all’ospitalità, risolve i problemi della ricettività turistica senza nuove costruzioni e interventi culturali che altererebbero il paesaggio. Ha perciò una doppia valenza: da un lato recupera il patrimonio architettonico, dall’altro protegge il territorio. È molto gradito da turisti consapevoli, italiani come stranieri, perché evita l’approccio asettico dell’hotel, è ‘Un po’ casa e un po’ albergo’ come scrive Giancarlo d’Allara sul sito dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi (www.alberghidiffusi.it) che raccoglie 48 strutture. A cui vanno sommate esperienze associative come l’Ecovillaggio di Torri Superiori di Ventimiglia (www.agriturismo-italia.net/ecovillaggio_torri_superiore).

Un notevole esempio si trova Santo Stefano di Sassanio, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, dove – attraverso un restauro conservativo che ha recuperato pietre, cotto, cardini in ferro e legni originali – un borgo medievale è stato trasformato nel Sextantio (www.sextantio.it), un albergo diffuso con stanze confortevoli. Dove gli ospiti coniugano l’appagante ambiente circostante con la soddisfazione di non rovinare l’habitat da cui sono attratti. Perché sono alloggiati in un hotel che unisce il comfort al basso impatto: grazie all’uso di saponi biologici non schiumogeni e detersivi biodegradabili, alla raccolta differenziata e a elettricità a bassa tensione per eliminare i campi magnetici. Una struttura analoga è il Sant’Angelo Luxury Resort (www.hotelsantangelosassi.it) tra i Sassi di Matera, nato dal recupero conservativo di una serie di case-grotte, palazzi, scale, vicoli e cortili, secondo la tipologia dell’albergo diffuso.

Come ridurre l’impatto in albergo

  • Scegli camere senza aria condizionata: produce dieci volte più anidride carbonica rispetto a un ventilatore a pale.
  • Riusa asciugamani e lenzuola: segui le indicazioni della direzione per ridurre il consumo di acqua, energia e detersivi; se alloggi in un hotel che non adotta la politica del riuso metti il cartello ‘Non disturbare’.
  • Usa shampoo, sapone e detersivi biodegradabili e senza fosforo: per non inquinare mare, fiumi e laghi, in albergo ma soprattutto durante soggiorni in campeggio o in crociere in nave o in barca a vela.
  • Spacchetta a casa: apri le confezioni ed elimina plastica, nylon, carta e imballaggi prima di partire, perché molti Paesi, soprattutto nel Terzo Mondo, non sono in grado riciclare questi materiali.
  • Mangia cibi locali: riduce le emissioni di CO2 provocate dal trasporto dei cibi richiesti dai turisti.

Turismo rurale ed eco-turismo: i concetti del presente e del futuro

InEcoTurismo, Educazione Sostenibile, Next Economy su 5 giugno 2011 a 22:36

[giugno 2011]

Ci piace parlare di concetti comeeco-turismo e turismo rurale e ci sono associazioni che si impegnano a diffondere questa concezione. Cosa significa eco-turismo? Vuol dire viaggiare in maniera consapevole verso aree di interesse naturale, con un profondo rispetto per quei luoghi.

Chi vuole viaggiare in questo modo lo fa per comprendere molto di più sulla cultura e sulla storia di quel luogo. Si diventa in questo modo turisti partecipanti. L’eco-turista si preoccupa di preservare l’integrità di quel luogo, di conoscerlo e di rispettarlo. Il turismo sostenibile offre esperienze uniche a stretto contatto con il luogo che lo ospita.

E’ una forma di turismo in continua crescita, grazie all’aumento della consapevolezza nei confronti dei temi ecologici. Può anche essere definito una forma di turismo comunitario che prevede uno stretto contatto con gli abitanti dei luoghi che si visitano. Una forma di viaggio responsabile, che ha come obiettivo quello di preservare gli ambienti naturali.

Anche nell’Occidente industrializzato sono moltissimi quelli che auspicano un ritorno alla natura. Si tratta di un’esperienza che ha un’altissima valenza educativa anche per i più piccoli, un modo per fare educazione ambientale.

Fare eco-turismo significa preoccuparsi dell’ambiente e impegnarsi attivamente per proteggerlo. Un modo per imparare a conoscere ed amare siti di interesse storico e naturalistico. E’ poi possibile fare delle donazioni alla popolazione locale e aiutare le comunità a crescere.

Un modo per portare ricchezza ma rispettando quei luoghi e non inquinandoli, come invece succede con le multinazionali.

Viaggiare in modo responsabile è il concetto delle prossime generazioni, il concetto del futuro.

Da: risparmioinviaggio.it

Turismo sostenibile: vacanze e lavoro in fattorie e villaggi ecologici

InEcoTurismo, EcoVillaggi su 6 maggio 2011 a 10:33

[aprile 2011]

Ecoturismo, ecovillaggi, turismo sostenibile

L’estate si avvicina sempre di più, e c’è già qualcuno che medita su come trascorrere le vacanze… il turismo sostenibile rappresenta un’alternativa alla solita settimana in villaggio, con proposte che spaziano dalle vacanze lavoro in aziende agricole biologiche, all’esperienza in ecovillaggi. In ogni caso lo scopo è poter assaporare il gusto di una vita 100% naturale, di un turismo eco davvero a contatto con la natura.

In particolare, se state cercando una vacanza diversa dal solito, imparando a conoscere da vicino la vita di campagna, una vacanza lavoro potrebbe fare al caso vostro… non spaventavi, nessuno vi sfrutterà allo sfinimento!
Potete trovare la vacanza lavoro adatta a voi su WWOOF, un’associazione nata nel Regno Unito circa 35 anni fa allo scopo di organizzare scambi nazionali e internazionali di volontari interessati a conoscere l’agricoltura biologica e biodinamica come scelta di vita. Da allora l’organizzazione è cresciuta moltissimo, creando una fitta rete di hosts in molti altri paesi del mondo, fra cui anche l’Italia, con sede nazionale a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno.
Come funziona? Nello scambio sia le aziende agricole ospitanti che i volontari ci guadagnano: infatti, se da una parte le prime possono usufruire di forza lavoro altamente motivata a costo zero (i volontari non vengono pagati per le ore di servizio prestate), dall’altra gli ospiti non solo hanno la possibilità di apprendere letteralmente “sul campo” le tecniche di produzione naturale a basso impatto ambientale, ma usufruiscono anche di vitto e alloggio gratuiti.
Partecipare al lavoro quotidiano delle fattorie non solo è educativo e salutare (i volontari trascorrono intere giornate all’aria aperta e possono gustare le deliziose produzioni biologiche dell’azienda…), ma quasi a costo zero! L’associazione chiede infatti una quota simbolica annuale d’iscrizione, dopodiché basterà scegliere dal lungo elenco di associati la fattoria preferita, contattarne il referente e accordarsi per il periodo di permanenza sul luogo.
Ogni fattoria ha qualcosa di diverso da offrire, perciò è giusto che vi prendiate un po’ di tempo per riflettere su cosa vi interessa veramente, non solo al fine di rendere la vostra esperienza il più possibile rispondente alle vostre aspettative, ma anche per valorizzare al meglio le conoscenze e la passione di coloro che vi ospiteranno. Ricordatevi che l’azienda ospitante vi richiederà una collaborazione seria e impegnativa, e si aspetteranno di vedere in voi un interesse generale nell’attività da loro svolta e nel loro modo di vivere! La più importante qualità di un Wwoofers è quella di potersi inserire e di adeguarsi a tutte le diverse attività che si svolgono nelle varie fattorie. A questo punto, se pensate che il progetto Wwoof possa fare al caso vostro, non vi resta che iscrivervi e scegliere la destinazione preferita. Buon lavoro! Altri siti di work exchange? Helpx.net, Workaway.info, Workstay.com.au.

Altra possibilità per chi volesse vivere un’esperienza vacanziera a contatto con la natura, ma in un’ottica leggermente diversa dalla precedente, è quella degli ecovillaggi.
Cosa sono questi “ecovillaggi”? Si tratta, come dice la parola stessa, di villaggi ecologici, ovvero piccoli insediamenti in cui vivono persone che hanno deciso di provare a ridurre il loro impatto ambientale attraverso eco-tecnologie sostenibili e con strutture sociali partecipative. Sono dei veri e propri laboratori umani di ricerca e sperimentazione i cui membri pensano e dimostrano che un mondo diverso è possibile da subito.
Negli ecovillaggi si trovano normalmente alcune o tutte le seguenti attività: sviluppo dell’economia locale, economie cooperative sociali, insediamento di comunità, processo decisionale partecipato, risoluzione dei conflitti, educazione olistica, agricoltura biologica, principi di permacultura, costruzioni ecologiche, sistemi di energia rinnovabile e riduzione degli sprechi.
Vi abbiamo incuriosito? Volete provare ad avvicinarvi al mondo degli ecovillaggi? Allora avete tre possibilità. La prima è quella di contattare le strutture che hanno dato la loro disponibilità ad ospitare visitatori esterni dietro il pagamento di piccole somme di denaro; la seconda è quella di partecipare attivamente alla vita della comunità come volontari per brevi periodi; la terza consiste nella partecipazione a eventi specifici organizzati per diffondere informazioni sulle attività degli insediamenti. L’associazione di riferimento è la Gen-Europe, Global Ecovillage Network, un network di ecovillaggi che vanno dall’Europa, all’Africa, fino al Medio Oriente. Le sue attività vanno dalla promozione del movimento attraverso pubblicazioni periodiche, al finanziamento di percorsi educativi all’interno dei villaggi membri, alla progettazione di corsi e seminari nelle università e nelle scuole, fino alla partecipazione a conferenze ed eventi per diffondere l’esperienza da loro portata avanti tra il grande pubblico e nel mondo politico.
Per chi volesse conoscere questa realtà più da vicino, si presenta un’occasione unica proprio in questi giorni! Si tratta di partecipare all’incontro annuale delle comunità italiane, che si terrà dal 17 al 21 luglio, a Campo Mascherina sull’Appennino pistoiese presso il Popolo degli Elfi. Il XII meeting nazionale degli ecovillaggi organizzato da RIVE, la rete italiana (Rete Italiana Villaggi Ecologici) sarà caratterizzato da quattro giorni di incontri, laboratori e feste per illustrare la vita negli ecovillaggi. Volete partecipare? Qui potete trovare tutte le informazioni e il programma del meeting.
Potrebbe essere un’ottima occasione non solo per rivedere il proprio stile di vita nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale, ma anche e soprattutto per riscoprire la gioia e la pienezza delle relazioni sociali all’interno della vita comunitaria.

“Gli ecovillaggi sono un nuovo e potente tipo di comunità intenzionale. Essi uniscono due profonde verità: che si vive meglio in piccole comunità sane che sostengono chi ci abita e che l’unica strada sostenibile per l’umanità è il recupero e la ridefinizione del vivere insieme. Gli ecovillaggi sono il più promettente e importante movimento di tutta la storia.” (Dr. Robert J. Rosenthal, Professore di Filosofia presso l’Hanover College, USA).

Da: yeslife.it

Eco-turismo: l’esempio della Francia, da Troyes a Saint Oulph sul canale della Haute Seine

InEcoTurismo, Nuove Soluzioni su 16 aprile 2011 a 00:58

[15 aprile 2011]

La « Via Verde » del canale dell’Alta Senna

Questa via verde, una pista ciclabile lungo il cammino di alzaia che costeggia il canale della Haute Seine, l’Alta Senna, da Barberey Saint Sulpice, villaggio situato 5 km a Nord di Troyes, a Saint Oulph in direzione di Parigi : un percorso boschivo di 27,5 km in mezzo alla natura e in riva all’acqua.

Lungo tutto il percorso, sono stati costruiti o restaurati 11 ponti per evitare di attraversare assi stradali. Le rive ospitano da un lato una pista ciclabile rivestita di bitume e dall’altra un sentiero per passeggiate a piedi, a cavallo e per i pescatori, perchè tutti possano godersi gli svaghi preferiti, e in totale tranquillità. 8 parcheggi sono stati allestiti lungo l’itinerario, per iniziare la passeggiata dove si desidera.

La via verde del canale dell’Alta Senna è una « ricarica » d’aria pura per tutti quelli che amano la natura : un percorso che non presenta difficoltà, in uno scenario curato e interamente verde, per tutta la lunghezza. Gli appassionati di arte e cultura possono fare una tappa al museo Hugues de Payns, situato nell’omonimo villaggio, dedicato al fondatore dell’ordine dei Templari o ancora a Droupt Saint Basle, per scoprire il castello e il museo di arte popolare.

Una realizzazione che si inserisce nel futuro progetto dipartimentale di itinerari ciclabili, per una completa rete di collegamenti fra i diversi poli urbani e turistici del dipartimento.

Eco-turismo
Per rispondere alla richiesta di una clientela sempre più sensibile alle problematiche ambientali, l’ufficio del turismo di Troyes ha pubblicato la guida « Aux Arbres citroyens » traducibile con « Agli alberi, gente di Troyes » (il gioco di parole è fra citoyens, cittadini, e citroyens, neologismo fra cittadini e troyens, il nome degli abitanti di Troyes). Una guida che presenta gli interventi collegati alla tutela dell’ambiente e propone ai turisti un percorso di visita dal punto di vista dello sviluppo sostenibile. Da scoprire tutto l’anno.
Molto completa, la guida elenca le principali operazioni legate allo sviluppo sostenibile in stretto rapporto con il settore del turismo, e gli interventi messi in atto dalle collettività locali : come le pecore utilizzate per tosare in modo naturale l’erba lungo le rive della Senna o la raccolta dei rifiuti con vetture a cavalli …

Inoltre, sono segnalati tutti gli hotel che hanno realizzato iniziative in favore dell’ambiente, gli indirizzi di negozi bio o equosolidali, i parchi e i giardini, i giardini medievali effimeri, le piste ciclabili in partenza da Troyes e i noleggiatori di biciclette, qualche enigma « geocaching » da risolvere con la famiglia nel cuore della natura e per finire un quiz per valutare se ognuno di noi è un vero « eco-cittadino ».
Per consolidare questo impegno, l’Ufficio del turismo si impegna con i suoi partner, l’associazione Fiera dei Fiori e la città di Troyes, a piantare un albero nel complesso sportivo di Foicy ogni 300 brochure distribuite.

Brochure « Aux arbres citroyens » disponibile all’Ufficio del Turismo di Troyes
16, boulevard Carnot – 10 000 Troyes
T. +33 (0)3 25 82 62 70 – Fax : +33 (0)3 25 73 06 81
www.tourisme-troyes.com

Da: it.franceguide.com

EcoTurismo: Lonely Planet fa la sua classifica delle dieci migliori vacanze eco-sostenibili

InEcoTurismo, Sondaggi su 14 aprile 2011 a 23:33

[14 aprile 2011]

Vacanze all’insegna della natura e del rispetto dell’ambiente. Il sito web lonelyplanet.com ha pubblicato una classifica dei migliori dieci viaggi eco-sostenibili in tutto il mondo. Ecco di seguito le mete più «verdi» nei cinque continenti.

1. VOLONTARIO DEI PARCHI NAZIONALI (USA) – Addormentatevi ascoltando il coro di richiamo dei lupi e contando gli orsi, unici vostri vicini. E’ una delle opportunità regalate ai volontari di uno dei parchi nazionali degli Stati Uniti. Le mansioni all’interno delle quali è possibile essere inquadrati variano dalla guida turistica alla ricerca scientifica, e forniscono moltissime situazioni all’interno delle quali è possibile contemplare la natura da una prospettiva unica. Esistono anche programmi come i residence per artisti, grazie ai quali è possibile ritrarre il grandioso panorama appena usciti dalla porta di casa.

2. CARPAZI (ROMANIA) – Il luogo in Europa dove si concentra il maggior numero di carnivori di grandi dimensioni sono i prati alpini della Romania. E se anche un orso, una lince o un lupo non vi attraverseranno il sentiero, i viaggi eco-turistici messi a disposizione da CLCP sono finalizzati alla protezione degli habitat e allo sviluppo delle comunità di animali.

3. MOUNT BORRADAILE (AUSTRALIA) – Le scarpate a nido d’ape e gli affioramenti rocciosi del mount Borradaile ospitano un numero sconosciuto di affreschi rupestri, alcuni dei quali risalgono fino a 50mila anni fa. E i pochi visitatori cui è concesso arrivare fin qui, non solo possono apprezzare delle opere artistiche di grande importanza, ma anche sostenere la sopravvivenza dei loro proprietari tradizionali, la popolazione aborigena Ulba Bunidj.

4. ESCURSIONISMO (BHUTAN) – L’ultimo regno buddista al mondo, il Bhutan, misura il suo successo in termini di Fil (Felicità Nazionale Lorda). Una scelta che assicura la salvaguardia dell’ambiente e della cultura. Nulla quindi di meglio di un’escursione sui prati degli yak selvatici sui monti dell’Himalaya.

5. OSSERVAZIONE DELLE BALENE (NUOVA ZELANDA) – La società Whale Watch, posseduta e gestita dai Maori, opera tutto l’anno con le sue imbarcazioni. Rendendo possibili avvistamenti dei nobili giganti acquatici come capodogli, megattere, balenottere azzurre e orche, a seconda delle differenti stagioni, e con tanto di restituzione dell’80% del prezzo del biglietto se durante la visita guidata non sono avvistate balene.

6. ISOLE FIJI – Fare kayak alle isole Fiji significa remare dietro a spiagge perfette da cartolina, attraverso acque poco profonde screziate dalle scogliere, dove nuotano branchi di piccoli pesci e tartarughe dall’aspetto antico rompono la superficie marina per respirare. Accampandosi quindi a sera in villaggi tradizionali, il tutto con un impatto trascurabile su questo habitat stupendo.

7. ANTARTIDE – Qui è possibile vedere regolarmente delle balene sguazzare tra gli iceberg, centinaia di migliaia di pinguini che camminano dondolandosi attraverso bianche pianure di ghiaccio, albatros che volteggiano nel cielo, ed elefanti marini che ripetono i loro suoni singolari.

8. CHALALAN LODGE (BOLIVIA) – Nascosta nel profondo della Foresta amazzonica boliviana, c’è un grappolo di capanne al centro di un’area fertile che ospita l’11% delle specie di flora e fauna nel mondo. Chalalan Lodge è interamente gestita dalla comunità indigena Quechua-Tacano, e una quota dei guadagni dell’impresa va a finanziare le strutture sanitarie ed educative della comunità.

9. TSUMKWE LODGE (NAMIBIA) – I visitatori possono andare in giro con il San, un uomo delle foreste del Kalahari, osservando e partecipando alle loro attività quotidiane. Il San è sopravvissuto nel deserto del Kalahari per almeno 40mila anni, e quindi può spiegare a chi viene dalla città tutti i segreti sulla vita selvaggia.

10. SAFARI DEL GORILLA (UGANDA E RWANDA) – Trascorrere un’ora con i gorilla nella natura è un’esperienza del tutto indimenticabile. Inseguire una famiglia di scimmie, accompagnati solo da una guida che maneggia il machete, può richiedere buona parte della mattinata, e i costi associati possono essere proibitivi. Questo tipo di turismo è confinato a Rwanda e Uganda ed è strettamente limitato.

Da: ilsussidiario.net

‘Walking Festival’, parchi e imprese uniti a sostegno dell’ecoturismo. Prima tappa l’isola di Capraia

InEcoTurismo, Educazione Sostenibile su 12 aprile 2011 a 15:40

[12 aprile 2011]

L’assessore Scaletti: “Un modello di lavoro per la nuova strategia di promozione turistica che stiamo realizzando con organizzazioni di settore ed enti locali”

“La realizzazione di eventi come il Walking Festival rappresenta una delle risposte migliori per creare occasioni innovative e attivare flussi turistici consapevoli e sostenibili. In una fase di difficoltà economica che sembra penalizzare la costa toscana (il 2010 si chiude in leggero calo delle presenze, -2,8 per cento per il segmento mare dovuto alla contrazione del turismo interno, contro un dato regionale complessivo incoraggiante, +2,7 per cento grazie al ritorno degli stranieri) il consolidarsi di questo progetto rappresenta un modello di lavoro per la nuova strategia di promozione turistica che stiamo realizzando di concerto con le organizzazioni di settore e gli enti locali”.

Questo il messaggio inviato dall’assessore al turismo Cristina Scaletti (trattenuta da impegni isitituzionali) alla conferenza stampa di presentazione del Walking Festival 2011. Erano invece presenti la direttrice del parco nazionale Arcipelago toscano, Franca Zanichelli, e il dirigente del settore turismo della Regione. Stefano Romagnoli. Sono ormai tre anni che tutte le isole dell’arcipelago toscano, all’inizio della primavera, sono interessate all’evento, che prosegue poi negli altri parchi della costa toscana e si conclude dopo l’estate in Maremma. La Regione Toscana, la Provincia di Livorno, le aree protette (un parco nazionale,tre parchi regionali, tre parchi provinciali) hanno unito le loro forze per garantire il miglior svolgimento delle manifestazioni nei territori locali. L’idea guida del progetto è di sviluppare l’ecoturismo attraverso il coinvolgimento di diversi soggetti pubblici e privati (dai parchi alle imprese) tanto da permettere la creazione di sinergie fra settori complementari, come quello ambientale, quello ricettivo e quello agroalimentare.

“Quello che preme particolarmente alla Regione – aggiunge l’assessore Scaletti – è l’integrazione del progetto con le attività di comunicazione svolte dal sito www.turismo.intoscana.it. Ma anche per la valorizzazione di contenuti come la sostenibilità, e quindi un uso della risorsa turistica rispettosa dei limiti imposti dall’ambiente, con l’obiettivo di crescita delle conoscenze individuali sulla base della percezione di esperienze e della condivisione delle stesse. Inoltre il recupero del fattore “tempo”: la riscoperta di un turismo lento, dove le esperienze si vivono utilizzando tutto il tempo necessario per sentire e comprendere. E infine la destagionalizzazione, cioè la possibilità di creare turismo in periodo di bassa stagione anche per prodotti (come può essere il balneare e la costa) ritenuti più difficili. L’occasione giusta per scoprire tutto l’arcipelago toscano e non solo i luoghi più conosciuti della regione”.

Il primo appuntamento è per il prossimo sabato, 16 aprile, all’isola di Capraia. Una passeggiata in compagnia del presidente del parco dell’arcipelago, Mario Tozzi, e del “turista per caso” Patrizio Roversi per gustare gli aspetti più caratteristici e singolari dell’antico borgo e della natura selvaggia che lo circonda.

Maggiori info su: tuscanywalkingfestival.it
Da: gonews.it

Turismo sostenibile: aumentano sempre di più gli eco-alberghi

InEcoHotels, EcoTurismo su 19 marzo 2011 a 00:13

[18 marzo 2011]

Turismo sostenibile: andare in vacanza conservando l’attenzione per l’ambiente è possibile? Sì, scegliendo eco hotel, vale a dire strutture ricettive che rispettano criteri di sostenibilità ambientale.

Altroconsumo ha svolto un’inchiesta che ha coinvolto dieci grandi gruppi alberghieri, che rappresentano 64 catene di hotel, per valutare il loro livelloecologico e di responsabilità sociale. Alle strutture prese in esame è stato dapprima sottoposto un questionario e successivamente sono state effettuate visite nei posti considerati per verificare il rispetto degli impegni assunti.

I gruppi presi in esame sono: Accor, Sol Melià, Marriott, Carlson Worldwide, Intercontinental, Starwood, Barcelò, Hilton, Iberostar, Riu. Di questi sono stati valutati diversi aspetti: la trasparenza, le condizioni dei lavoratori, l’assistenza ai clienti, ma noi vogliamo soffermarci in particolare su quello che riguarda lepolitiche ambientali, dandovi indicazioni sui migliori eco hotel nel mondo.

La gestione delle risorse idriche è risultato un comportamento uniformemente responsabile: ad essere determinante, in questo ambito non è soltanto una coscienza ecologica ma anche la consapevolezza dei notevoli risparmi economici che derivano da un utilizzo responsabile dell’acqua.
La gestione sostenibile è particolarmente evidente nel gruppo Carlson, in cui abbraccia i vari settori, dalla raccolta differenziata dei rifiuti, al compostaggio, alla scelta ed utilizzo di prodotti che hanno una ridotta quantità di imballaggio.

Accor è il gruppo che ha totalizzato nel complesso giudizi positivi su tutti gli aspetti della responsabilità sociale di un hotel presi in considerazione e che dunque, anche per quanto concerne nello specifico le politiche ambientali, rivela una sensibilità maggiore rispetto agli altri verso i temi ecologici: un vero gruppo di eco hotel!

Hilton manifesta un comportamento non del tutto equilibrato: da un lato evidenzia la scelta di politiche responsabili nella gestione delle risorse idriche ed elettriche, dall’altro, però, si rivela non continuativo nella loro attuazione.

In generale l’inchiesta rivela che in un numero sempre più elevato di strutture vengono acquisiti comportamenti sostenibili, quali ad esempio l’impiego di materiali ecologici ed a risparmio energetico per la costruzione, la scelta offerta al cliente di richiedere il cambiamento di asciugamani e lenzuola, la proposta di menù a chilometri zero, la raccolta ed il riutilizzo dell’acqua piovana. In ciascuno di questi comportamentituttavia, per diventare veri eco hotel, le strutture alberghiere sono chiamate a crescere.

Da: yeslife.it

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