[2 marzo 2011]
In occasione del quinto B&B Day, che si terrà sabato 5 marzo, organizzato dal sito bed-and-breakfast.it, è stato rilasciato il rapporto B&B Italia 2011 dal quale sembra emergere una crescente consapevolezza ambientale sia tra i gestori delle strutture microricettive che tra i loro ospiti. Il sito bed-and-breakfast.it annovera circa 12 mila B&B italiani iscritti dei 20 mila censiti dall’Istat.
IL RAPPORTO: i gestori dei B&B in Italia
Sesso e istruzione
Dal nostro sondaggio su un campione di 2000 B&B risulta che il 47,42% dei gestori ha un’età compresa tra il 45 e i 65 anni; il 36,60% tra i 31 e i 45 anni. La gestione dei B&B italiani è prevalentemente in mano alle donne con una percentuale del 60,40% contro il 39,60% di uomini. Il 52,81% ha un titolo di istruzione superiore: una buone fetta degli intervistati, il 27,84%, possiede una laurea. Il dato testimonia che un gestore su due è laureato mentre un terzo dei gestori italiani si è fermato alle scuole dell’obbligo. Il grado di istruzione dei gestori risulta comunque molto elevato, con una percentuale del 5,31% che vanta anche un Master post Laurea.
Professione
Nella maggior parte dei casi la professione di chi si dedica alla gestione di un B&B è quella di libero professionista, con il 17,63%; con uno scarto di pochi punti percentuali si collocano le casalinghe (17,22%); interessante il dato degli impiegati che sono il 14%. Il resto degli intervistati si suddivide in pensionati, commercianti, insegnanti, imprenditori e altre professioni. Il dato significativo riguarda comunque la distinzione tra occupati e non occupati, che si ottiene sommando le percentuali per categoria. La somma di studenti, pensionati e casalinghe raggiunge il 32,14% contro il 67,86% di gestori che hanno anche un’altra occupazione.
Lingue straniere parlate
Il 45,71% dei gestori parla , oltre all’italiano, anche l’inglese. La seconda lingua straniera parlata è il francese con il 26,35%, il 10,69% lo spagnolo mentre il 6,81% degli intervistati parla il tedesco. Il dato degno di nota è che oltre il 90% dei gestori dei B&B parla almeno una lingua straniera: questo plus si traduce nella capacità di intercettare flussi turistici non soltanto italiani ma anche stranieri con un alto tasso di internazionalizzazione dell’ospitalità familiare.
Motivazioni apertura di B&B
Alla domanda sul perchè i gestori intervistati hanno deciso di aprire un B&B il 34,54% ha risposto “per aver capito le potenzialità del B&B nel comparto della ricettività turistica”; il 31,06% ha aperto un B&B per incrementare le entrate familiari; il 21,90% per dedicarsi ad una passione inespressa. Tra il 6,12% di coloro che hanno risposto “altro”, un buon numero di risposte riguarda lo sfruttamento di una casa o un appartamento inutilizzato. Il 34,36% ha avviato l’attività di B&B da meno di due anni; il 31,15% da due a quattro anni (confrontare dato con il precedente sondaggio); il 24,28% da quattro a otto anni. Il 91,52% degli intervistati si ritiene sensibile alla tematica della tutela ambientale.
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