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Sondaggio: dettagli completi Bed&Breakfast Italia 2011

InBed&Breakfast, Sondaggi su 3 marzo 2011 a 01:37

[2 marzo 2011]

Le 52 domande del sondaggio:

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La vostra età è compresa tra:

18/30 223 9,66%
31/45 845 36,60%
46/65 1095 47,42%
oltre 65 146 6,32%
Totale 2309

Il vostro sesso:

Maschile 912 39,60%
Femminile 1391 60,40%
Totale 2303

Il vostro titolo di istruzione:

Licenza Media 318 13,83%
Diploma Superiore 1214 52,81%
Laurea 640 27,84%
Master Post Laurea 122 5,31%
Nessun titolo di istruzione 5 0,22%
Totale 2299

La vostra professione:

Studente 68 2,96%
Impiegato 322 14,01%
Pensionato 275 11,96%
Casalinga 396 17,22%
Libero professionista 405 17,62%
Commerciante 116 5,05%
Insegnante 104 4,52%
Imprenditore 344 14,96%
Altro 269 11,70%
Totale 2299

Quali lingue straniere parlate?

Nessuna 270 7,13%
Inglese 1731 45,71%
Francese 998 26,35%
Tedesco 258 6,81%
Spagnolo 405 10,69%
Altro 125 3,30%
Totale 3787

Sondaggio: rapporto completo Bed&Breakfast Italia 2011

InBed&Breakfast, Sondaggi su 3 marzo 2011 a 01:28

[2 marzo 2011]

In occasione del quinto B&B Day, che si terrà sabato 5 marzo,  organizzato dal sito bed-and-breakfast.it, è stato rilasciato il rapporto B&B Italia 2011 dal quale sembra emergere una crescente consapevolezza ambientale sia tra i gestori delle strutture microricettive che tra i loro ospiti. Il sito bed-and-breakfast.it annovera circa 12 mila B&B italiani iscritti dei 20 mila censiti dall’Istat.

IL RAPPORTO: i gestori dei B&B in Italia

Sesso e istruzione
Dal nostro sondaggio su un campione di 2000 B&B risulta che il 47,42% dei gestori ha un’età compresa tra il 45 e i 65 anni; il 36,60% tra i 31 e i 45 anni. La gestione dei B&B italiani è prevalentemente in mano alle donne con una percentuale del 60,40% contro il 39,60% di uomini. Il 52,81% ha un titolo di istruzione superiore: una buone fetta degli intervistati, il 27,84%, possiede una laurea. Il dato testimonia che un gestore su due è laureato mentre un terzo dei gestori italiani si è fermato alle scuole dell’obbligo. Il grado di istruzione dei gestori risulta comunque molto elevato, con una percentuale del 5,31% che vanta anche un Master post Laurea.

Professione
Nella maggior parte dei casi la professione di chi si dedica alla gestione di un B&B è quella di libero professionista, con il 17,63%; con uno scarto di pochi punti percentuali si collocano le casalinghe (17,22%); interessante il dato degli impiegati che sono il 14%. Il resto degli intervistati si suddivide in pensionati, commercianti, insegnanti, imprenditori e altre professioni. Il dato significativo riguarda comunque la distinzione tra occupati e non occupati, che si ottiene sommando le percentuali per categoria. La somma di studenti, pensionati e casalinghe raggiunge il 32,14% contro il 67,86% di gestori che hanno anche un’altra occupazione.

Lingue straniere parlate
Il 45,71% dei gestori parla , oltre all’italiano, anche l’inglese. La seconda lingua straniera parlata è il francese con il 26,35%, il 10,69% lo spagnolo mentre il 6,81% degli intervistati parla il tedesco. Il dato degno di nota è che oltre il 90% dei gestori dei B&B parla almeno una lingua straniera: questo plus si traduce nella capacità di intercettare flussi turistici non soltanto italiani ma anche stranieri con un alto tasso di internazionalizzazione dell’ospitalità familiare.

Motivazioni apertura di B&B
Alla domanda sul perchè i gestori intervistati hanno deciso di aprire un B&B il 34,54% ha risposto “per aver capito le potenzialità del B&B nel comparto della ricettività turistica”; il 31,06% ha aperto un B&B per incrementare le entrate familiari; il 21,90% per dedicarsi ad una passione inespressa. Tra il 6,12% di coloro che hanno risposto “altro”, un buon numero di risposte riguarda lo sfruttamento di una casa o un appartamento inutilizzato. Il 34,36% ha avviato l’attività di B&B da meno di due anni; il 31,15% da due a quattro anni (confrontare dato con il precedente sondaggio); il 24,28% da quattro a otto anni. Il 91,52% degli intervistati si ritiene sensibile alla tematica della tutela ambientale.

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Sondaggio: “Cresce la domanda di un turismo ecologico”

InEcoTurismo, Sondaggi su 23 febbraio 2011 a 11:53

[23 febbraio 2011]

Nei giorni scorsi è stato presentato a Roma il primo rapporto su turismo sostenibile ed ecoturismo. Lo studio realizzato da Ipr Marketing per la Fondazione UniVerde dell’ex ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, evidenzia la crescente penetrazione di una coscienza ecologica nell’opinione pubblica “anche nella fortissima domanda di natura e di prodotti genuini”

Il primo rapporto su ‘Turismo Sostenibile ed Ecoturismo’ realizzato dalla Fondazione Univerde e Ipr-Marketing registra il boom dell’interesse degli italiani su turismo ecologico, natura, parchi, riconversione ecologica delle realtà ricettive, ma anche una crescente preoccupazione, specie nei giovani, circa i danni che il turismo può causare all’ambiente.

Dall’indagine, realizzato dalle risposte fornite da un campione di 1.000 persone rappresentativo della popolazione italiana, emerge da un lato l’esigenza per una vacanza all’insegna della sostenibilità ambientale (considerata una necessità dall’83% degli italiani, mentre il 56% pagherebbe qualcosa in più per averla) dall’altro la preoccupazione per i danni che si possono procurare all’ambiente a causa di un turismo insostenibile, primo tra tutti la cementificazione (evidenziata dal 63% come primo pericolo, una percentuale che tra i giovani sale oltre l’80%).

Alla domanda “Cosa attrae di più nella scelta di una meta turistica?” la prima risposta è stata “la natura incontaminata e le bellezze paesaggistiche (59%) seguite da cultura, bellezze storico artistiche (57%) mentre luoghi di svago ben organizzato seguono con ‘solo’ il 23%”. Le principali motivazioni dei turisti italiani sono: conoscenza ed esplorazione (42%), arricchimento culturale (39% ma soprattutto donne), svago e divertimento (37%), poco sport e movimento (solo 5%). In definitiva, la motivazione economica nelle scelte resta prevalente ma quasi raggiunta dalla motivazione ambientale (nel voto medio 7,1 a 6,8).

“Il Turismo Sostenibile e l’Ecoturismo sono il futuro”, ha commentato Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde sottolineando che il rapporto “conferma la crescente penetrazione nell’opinione pubblica di una coscienza ecologica rispetto alla richiesta di aria pulita e prodotti genuini anche se ancora in gran parte insoddisfatta”.

Da: zeroemission.tv

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