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Renault e Better Place insieme per la diffusione delle auto elettriche in Australia

InGoverni, Mobilità Sostenibile su 27 giugno 2011 a 22:24

[giugno 2011]

Better Place e Renault annunciano una partnership strategica in Australia. Renault vi importerà Fluence Z.E., il primo veicolo elettrico di massa, equipaggiato di una batteria sostituibile in stazioni automatizzate.

Better Place fornirà l’infrastruttura per ricaricare la vettura e i servizi per renderla più pratica ed accessibile. Renault e Better Place realizzeranno una campagna di commercializzazione comune in vista del lancio nel 2012.

Le vetture arriveranno in Australia à metà 2012, inizialmente a Canberra. Le vendite inizieranno nel secondo semestre 2012. I clienti acquisteranno Fluence Z.E. nella rete Renault e firmeranno un contratto Better Place adatto alle proprie esigenze.

Better Place realizzerà e gestirà la prima rete integrale di ricarica di veicoli elettrici in Australia, e sarà il fornitore dell’infrastruttura per Fluence Z.E. Lo sviluppo dell’infrastruttura inizierà a Canberra, la capitale australiana, alla fine del 2011, e poi sarà esteso su scala nazionale. Entro il 2013, Better Place disporrà in Australia della più grande rete di ricarica di veicoli elettrici al mondo.

Essere abbonato alla rete Better Place permetterà un accesso illimitato alla rete di punti di ricarica ed alle stazioni di cambio automatizzate, ed offrirà punti di ricarica personali a domicilio e nel luogo di lavoro. L’adesione includerà anche la fornitura di energia elettrica al 100% proveniente da fonte rinnovabile, un servizio energetico personalizzato, servizi di navigazione ed un accesso 24 h / 24 al servizio cliente. Il contratto di abbonamento offrirà all’automobilista un prezzo fisso per la sua mobilità, liberandolo della volatilità del prezzo del petrolio.

I clienti potranno acquistare Fluence Z.E. sia nei punti vendita Renault selezionati, che nei Centri Visitatori Better Place.Questi ultimi offriranno ai clienti un’esperienza completa di mobilità elettrica. Per la manutenzione del veicolo, la maggiorparte dei punti vendita Renault fornirà un servizio post-vendita per Fluence Z.E., sia per la manutenzione regolare che per riparazioni più specifiche.

Renault e Better Place s’impegnano a favore della mobilità a zero emissioni per una circolazione principalmente urbana o suburbana. L’auto resta il modo migliore per spostarsi in un paese che conta in media 2,7 veicoli per nucleo familiare. Un milione di nuove automobili e veicoli commerciali è venduto ogni anno in Australia. Il consumo medio è di 11 l / 100 km, per una media da 20 000 a 25 000 km l’anno, sapendo che, al momento, la convenienza di un VE supera quella del Diesel a partire da 12 000 km (stima fatta sulla base del prezzo del barile a febbraio 2011). Il costo petrolifero per nucleo familiare è del 45% più alto che in Francia in ragione del chilometraggio più elevato.

Thierry Koskas, Direttore del Programma Veicoli Elettrici di Renault, dichiara: « Siamo felici di annunciare oggi questa partnership. La mobilità elettrica è una sfida strategica molto importante per Renault. Con Nissan, Renault sta investendo 4 miliardi di euro nel programma veicoli elettrici. Fluence Z.E. è la prima auto elettrica che permette un’autonomia illimitata, grazie alla tecnologia di sostituzione della batteria. Fluence Z.E. sarà venduta dappertutto in Europa e, in partnership con Better Place, in Israele e in Danimarca. Fluence Z.E., con le stazioni Better Place, costituirà un’offerta molto attrattiva per i clienti australiani, che hanno l’abitudine di guidare su lunghe distanze tra domicilio e lavoro. Questa partnership contribuirà alla presa di coscienza di ciò che è la marca Renault in Australia, grazie a quest’offerta unica ed innovativa. »

Evan Thornley, CEO di Better Place Australia, dichiara : “L’accordo ufficializzato oggi segna la naturale evoluzione della partnership tra Better Place e Renault e si basa su quasi quattro anni di collaborazione tra le due aziende. Con quest’accordo, noi diamo agli automobilisti australiani l’accesso al veicolo 100% elettrico e una rete di ricarica capillare che rappresenta una reale alternativa alla tirannia dei prezzi del petrolio. Insieme, Better Place e Renault compiono un passo cruciale per accelerare il passaggio alla mobilità sostenibile in un grande paese come l’Australia ».

Da: ecomotori.net

La nuova Twizy: provata la moto-auto elettrica di Renault, rivoluzionaria ed intelligiente

InMobilità Sostenibile su 16 aprile 2011 a 00:35

[15 aprile 2011]

Non è un’auto elettrica nel senso tradizionale del termine; non è neppure una moto ad impatto ambientale zero: è un veicolo del tutto originale, un po’ auto (perché ha quattro ruote e una carrozzeria, seppur aperta), un po’ moto (ha due soli posti, uno davanti ed uno dietro, quest’ultimo peraltro più adatto ad un ragazzino che ad un adulto).
Un veicolo ideale dunque per la mobilità urbana, dagli ingombri appena maggiori di un Piaggio MP3 ma molto minori di quelli di una Smart, che si muove spinto da un motore elettrico che non inquina, mai.
È Twizy Renault, sulle nostre strade a partire da inizio 2012 al prezzo di uno scooter, meno di 7mila euro. La Casa automobilistica francese, che in tema di mobilità urbana ad emissioni zero ha in corso a Brescia e Milano un’interessante sperimentazione in collaborazione con A2A, lancia una nuova rivoluzionaria proposta rivolta in particolare al mondo di giovani e giovanissimi, ma valida anche per chi ha qualche anno sulle spalle e magari non ha più la patente (problemi di reumatismi a parte).

Abbiamo provato i prototipi Twizy sulla pista di Mortfontaine, nella cintura parigina. Il primo impatto è indubbiamente all’insegna della sorpresa, vista la sua originalità: richiama da un lato le minicar, alla cui famiglia di quadricicli è iscritto anche il veicolo transalpino, ma ricorda pure le due ruote per la disposizione dei posti e per l’altezza dell’abitacolo. Una capsula disegnata per scivolare nell’aria, con le quattro ruote esterne ricoperte da parafanghi a sbalzo rispetto al corpo della vettura, pronto nello scatto ed agilissimo nella manovra (ha un raggio di sterzata di appena 3,4 metri).

I prototipi sono ancora piuttosto spartani e mettono a nudo i dadi che assemblano la carrozzeria dall’aspetto decisamente artigianale, tutt’affatto diversa dai primi veri esemplari di produzione. Questi secondi sono assai più sfiziosi, hanno colori gradevoli e persino due mezze portiere che si aprono ad ala di gabbiano, ruotando sul perno su cui sono incernierate al telaio della vettura. Mezze porte, perché coprono solamente le gambe ed il «finestrino» rimane aperto com’è nello spirito motociclistico.

Si sale a bordo e si girano le chiavi: al guidatore non arriva alcun segnale, ma il Twizy è pronto a partire. Si regolano – con qualche difficoltà, data la sporgenza – gli specchietti retrovisori rigorosamente manuali, si sgancia la leva del freno a mano (con un bel rumore antico di molle in rilascio in un’epoca di automatismi muti), si schiaccia il pulsante della marcia in avanti e si parte. L’istruttore che guida la fila dei tre Twizy scatta via come una saetta: affondiamo il piede sull’acceleratore e anche il nostro Twizy sfodera gli artigli. In un attimo si è già ad 80 km all’ora.

Affrontiamo la prima chicane con qualche prudenza: il freno, ancorché senza servoassistenza (come lo sterzo), risponde bene senza richiedere uno sforzo eccessivo sul pedale; anche il volante non è duro da ruotare. La Twizy fila via sulle curve senza la minima «piega», sembra quasi di guidare un go-kart, non fosse per la differenza della posizione di guida, qui abbastanza alta. Proviamo la frenata d’emergenza e la piccola Renault si dimostra perfettamente all’altezza; affrontiamo lo slalom ed è un divertimento sicuro e quasi rilassante; ci fanno passare per la forche caudine di strettoie fatte con autocarri e vetture vere e ti accorgi di riuscire a infilarti in pertugi che sembrerebbero impossibili. Anche il parcheggio riesce in un fazzoletto, quando non si opta addirittura per mettere il Twizy di traverso, come fanno i «driver» di Smart.

La Twizy da noi provata è la più potente, la versione 80, per la cui guida è richiesta la patente: ha una potenza di 20 Cv, una coppia massima di 57 Nm (il quadruplo di quella erogata da uno scooter a tre ruote di 125 cc), una velocità massima di 80 Kmh ed un’autonomia di oltre 100 Km garantita dalla batteria agli ioni di litio. Si ricarica in tre ore e mezzo dalla normale presa domestica 220V. C’è anche una versione che si guida senza patente, il Twizy 45: ha una potenza di 9 Cv e raggiunge la velocità di 45 kmh. Ha comunque la stessa versatilità ed agilità.

Da: giornaledibrescia.it

«Biberon» per auto elettriche: comuni e province orientati ad inserire le ricariche per auto elettriche nelle città

InMobilità Sostenibile su 23 marzo 2011 a 11:47

[22 marzo 2011]

A San Bonifacio la giornata ecologica porta una novità che suscita interesse anche a Verona.
Bixio: «Si farà la colonnina di ricarica». Peruffo: «Ci stiamo pensando».

La giornata ecologica, svoltasi domenica con inaspettata partecipazione, si è conclusa con l’annuncio di una novità di non poco conto in questo periodo, contrassegnato dall’inquinamento dell’aria in buona parte causato anche dalle automobili. Se ne è fatto portavoce, ufficiosamente, Claudio Bixio, presente in piazza Costituzione con la sua auto elettrica, con contorno dimostrativo di varie moto e altri veicoli elettrici, dai ciclomotori ai quadricicli. Bixio, come è noto, è ormai l’uomo di punta della lotta all’inquinamento da auto e della promozione dell’auto elettrica. Ha reso noto che l’amministrazione comunale di San Bonifacio, che ha già mostrato interesse per le energie alternative con il campo fotovoltaico installato al parcheggio San Marco, vicino alla stazione ferroviaria, sta ora valutando di impegnarsi anche nel settore della motorizzazione alternativa.

Infatti, ha detto, Bixio, la giunta ha intenzione di installare in piazza Costituzione, presumibilmente nella zona vicina al campanile, una colonnina per il «biberonaggio» delle auto elettriche. Notizia confermata anche del vicesidnaco e assessore all’ecologia, Umberto Peruffo: «Stiamo valutando seriamente questa ipotesi». Ha spiegato: «Queste colonnine si chiamano così perchè rappresentano una sorta di “biberon” per fornire all’auto elettrica non tutto il “pasto”completo di energia, ma solo una parte, per andare avanti, una sorta di “colazione” per poter proseguire. Infatti la carica completa delle batterie che rappresentano il serbatoio di energia delle auto elettriche ha bisogno di un tempo piuttosto lungo, però anche le soste più brevi possono essere utilizzate, appunto attraverso le colonnine stradali, per integrare parzialmente la carica». Riferisce Bixio: «Tutto dipende dal tipo di batteria di cui è dotata la macchina: ve ne sono che si ricaricano fino all’80 per cento in 35 minuti, altre che hanno tre tipi di ricarica: veloce, media e velocissima. Ma», aggiunge, «molte sono oggi allo studio presso le maggiori case automobilistiche». E cita la Smart (Mercedes) «che con l’Enel sta facendo sperimentazione con le centraline montate a spese dell’Enel, in tre città: Roma, Milano e Pisa, sembra con circa 200 auto elettriche. Analoga sperimentazione sta facendo anche la Renault, con un’altra società elettrica, a Brescia e Milano».

Anche Verona pare interessarsi a queste novità. L’assessore all’ambiente, Federico Sboarina, ha così risposto a una lettera di sollecitazione di Bixio: «L’amministrazione comunale di Verona, con l’obiettivo di perseguire la politica del risparmio energetico e di adempiere agli impegni assunti con l’adesione al Patto dei Sindaci, ha intenzione di realizzare sul territorio comunale delle infrastrutture di carica elettrica per autoveicoli e sta vagliando l’ipotesi di mettere a disposizione gratis appositi stalli di sosta destinati solo alle auto ad alimentazione elettrica».

«Se l’impegno espresso dalla amministrazione sambonifacese in questo campo sarà sollecito», ha sottolineato Bixio, «il Comune di San Bonifacio sarà il primo della provincia di Verona a vantare l’installazione delle colonnine “biberon”, per cancellare il paese dalla lista dei centri più inquinati da Pm 10 della provincia».

La giornata ecologia comunque ha riscosso grande successo anche sotto il profilo più tradizionale, quello della raccolta dei rifiuti, effettuata da varie associazioni per argini e strade di campagna. Sono stati riempiti cinque camion di materiale raccolto nell’arco di una sola mattinata, tanto da mettere in difficoltà, al momento del conferimento, lo stesso ecocentro, ha detto il direttore della Multiservizi, Andrea Burato; il quale con gli assessorati all’ecologia e alla cultura ha coordinato l’operazione.
Della cinquantina di volontari delle associazioni partecipanti, la ventina degli appartenenti alla Federcaccia e Ekoclub hanno raccolto da soli quasi due camion di rifiuti. Tra gli oggetti raccolti anche una carogna di capra, una vasca da bagno, sanitari, pneumatici,televisori, fusti di olio, un rotolo di moquette e svariati altri oggetti e plastiche in sorte. Gli alpini, colonna portante della raccolta rifiuti per tutto l’anno, il sabato, asettimane alterne, faranno, fino a novembre, un giro di ricognizione e di raccolta.

Da: larena.it

Auto Elettriche: in Danimarca apre il primo Better Place in Europa, in partnership con Renault

InGoverni, Mobilità Sostenibile su 8 marzo 2011 a 16:44

[7 marzo 2011]

Per gli automobilisti danesi la possibilità di guidare una vettura alimentata ad energia elettrica sta diventando concreta grazie all’apertura a Copenaghen del primo centro Better Place in Europa in partnership con Renault.

Auto elettrica, in Danimarca si comincia a fare sul serio. Per gli automobilisti danesi la possibilità di guidare una vettura alimentata ad energia elettrica sta diventando concreta grazie all’apertura a Copenaghen del primo centro Better Place in Europa in partnership con Renault. Il personale specializzato della casa transalpina sarà a disposizione per le informazioni e per ordinare la berlina Fluence Z. E mentre per ai servizi collegati a una mobilità senza pensieri ci penseranno gli addetti della Better Place.

La vettura elettrica transalpina offerta in versione “Prime Time” (climatizzatore automatico regolato, sistema di navigazione e di gestione dell’energia, radio-CD, cerchi in lega, retrovisori e vetri elettrici, chiusura centralizzata, batteria agli ioni di litio) in Danimarca avrà un prezzo di circa 27.500 euro.

Da parte sua Better Place rende disponibili cinque pacchetti “carburante” a prezzo fisso in base al chilometraggio annuo percorso e, tanto per fare un esempio, chi supera i 40.000 km l’anno pagherà una cifra fissa mensile di 399 euro (per chilometraggi inferiori ai 20.000 km/anno si va da 199 a 249 euro).

Per fare un paragone basti pensare che per una vettura diesel, ipotizzando una percorrenza annuale di 50.000 chilometri con un consumo medio di 14 km/l e il prezzo di 1,4 euro/l (anche se con l’impennata dei prezzi dei carburanti potrebbe presto diventare una stima in difetto…)  la spesa relativa al solo prezzo del gasolio ammonterebbe a 5.000 euro. Il contratto garantisce quindi una spesa fissa per il rifornimento con accesso illimitato alla rete di ricarica e di cambio batterie di Better Place, il consumo d’elettricità, servizi personalizzati di gestione dell’energia e di navigazione grazie ai sistemi di bordo, uno stock di batterie di cui sarà garantito l’accesso rapido, oltre a un servizio clienti e un’assistenza tecnica 24 ore su 24, nonché di una postazione di ricarica privata per la ricarica a domicilio.

La Renault Fluence Z. E. garantisce un’autonomia di 185 km misurata sul ciclo New European Driving Cycle (NEDC) e in meno di 5 minuti nelle stazioni predisposte può essere sostituita la batteria scarica con una già ricaricata, oppure attraverso la ricarica rapida in 10 minuti si ottiene un’autonomia di 50 km.

Da segnalare poi che buona parte dell’energia elettrica che alimenterà la rete Better Place, dove le Fluence Z. E. si riforniranno, proviene da fonti rinnovabili (energia eolica che in Danimarca raggiunge il 20% del totale), motivo per cui si potrà parlare a ragion veduta di “emissioni zero”.

Soddisfazione per l’apertura del centro Better Place di Copenaghen è stata espressa da Philippe Klein, vice direttore generale e direttore del Piano, del Prodotto e dei Programmi di Renault: “È un grande giorno per noi. Renault, nell’ambito dell’Alleanza, ha per obiettivo di essere leader della mobilità a zero emissioni in Europa, grazie ad una gamma completa di quattro veicoli elettrici che saranno commercializzati a partire dall’autunno 2011.

La Danimarca è un mercato molto importante per Renault, in virtù della sua forte sensibilità ambientale e delle misure positive prese dal governo in favore dei veicoli ecologici. Fluence Z. E. sarà la prima auto elettrica a possedere un’autonomia pressoché illimitata, grazie alla possibilità di sostituire la batteria nelle stazioni di Better Place. La partnership con Better Place è una formidabile occasione di proporre una soluzione di mobilità pionieristica e di sperimentare innovativi metodi di commercializzazione. La rete Renault parteciperà pienamente all’avventura, perché le concessionarie Renault esporranno e venderanno Fluence Z. E. e si occuperanno dell’assistenza”.

Insomma l’auto elettrica inizia finalmente ad essere tra noi anche se per commercializzazione della Renault Fluence Z. E. con i servizi di mobilità di Better Place bisognerà ancora attendere il quarto quadrimestre di quest’anno.

Da: repubblica.it

Espansione delle auto elettriche: cosa sono le terre rare? Nel riciclo le soluzioni

InGreen Economy, Mobilità Sostenibile su 8 marzo 2011 a 02:35

[5 marzo 2011]

Il prezzo del petrolio cresce e gli standard di emissione per le autovetture si sono fatti più severi. Queste le due buone ragioni che hanno spinto i costruttori di automobili europei, Renault con Nissan in testa (Fiat non è pervenuta) a investire nella progettazione e produzione di auto elettriche. L’obiettivo della casa francese è venderne un milione entro il 2016.

Ma qualcosa sembra essere arrivato a rompere la festa: a creare nervosismo tra le case automobilistiche che stanno investendo nelle auto elettriche è la notizia che iniziano a scarseggiare le materie prime, per lo più metalli, tra cui le preziose terre rare uno dei componenti necessari alla costruzione delle batterie elettriche ricaricabili.

Un gruppo di esperti dell’UE ha identificato 14 materie prime, valutate come “critiche” per le industrie tecnologiche e eco dell’Europa. Queste sono: antimonio, berillio, cobalto, fluorite, gallio, germanio, grafite, indio, magnesio, niobio, MGP (Platinum Group Metals), terre rare, tantalio e tungsteno.

Tra i produttori la Cina, che estrae oltre il 95% delle terre rare ma che ha progressivamente ridotto le sue quote di esportazione per mantenere i minerali a disposizione dei mercati interni. Politica che ha suscitato allarme tra le nazioni con le industrie che dipendono da loro per le applicazioni hi-tech.

Spiega Philippe Schulz esperto di energia e materie prime per Renault:

La questione è troppo strategica. Tutte le materie prime sono esposte o a un rischio di aumento brutale dei prezzi o alla carenza entro breve tempo. Bisogna anticipare le soluzioni e metterle in atto.

Se per le terre rare si calcola che vi siano riserve disponibili per i prossimi 800 anni, per piombo e rame si calcola che si possano esaurire nei prossimi 30-35 anni. A gestire per ora l’export di terre rare è la Cina già dalla seconda metà degli anni ottanta grazie alla competitività dei costi. Prima di allora le esportavano Brasile e India che poi hanno chiuso le loro miniere a causa del tracollo dei prezzi.

Le case automobilistiche però fanno sapere di aver messo in atto strategie che consentono a loro o ai partner di iniziare a abbandonare leterre rare per la produzione delle batterie. Resta però il problema dell’approvvigionamento del litio, per cui si cercano alternative con il nichel-zinco. Diciamo che il problema si presenterà massiccio dal 2020 in poi, data per cui è prevista l’espansione sui mercati dell’auto elettrica. Ad esempio, occorre un chilo di neodimio, uno dei minerali di terre rare, usato come magnete permanente per l’alta potenza nelle batterie di auto elettriche e ibride come nel caso della Toyota Prius. Immaginiamo cosa possa significare se la diffusione di queste auto dovesse superare l’attuale 10%.

Nell’attesa del dominio delle auto elettriche sul mercato non resta che affidarsi alle batterie al piombo, metallo per cui i problemi si potrebbero presentare molto presto. Infatti è proprio il settore auto a assorbire il 60% della produzione mondiale di piombo che secondo US Geological Survey, è destinato a esaurirsi nel 2030 se i livelli di produzione saranno mantenuti come nel 2008, ossia 3,5 milioni di tonnellate l’anno. Problemi simili per il rame per cui sono annunciati 35 anni di riserve se continuiamo a produrre come il 2008. Ma questa scadenza potrebbe essere accorciata considerata la crescente domanda.

Uno dei sistemi migliori di approvvigionamento viene individuato nel riciclo dei metalli che non è affatto economico come si pensa e che obbliga i costruttori a stringere accordi caso per caso e con ogni singolo produttore. Volvo Trucks è uno dei rari produttori a comunicare le sue statistiche su come i pezzi riciclati siano utilizzati nelle sue linee di produzione. Dice l’azienda:

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Auto: il 74% degli italiani è interessato alle elettriche

InMobilità Sostenibile su 2 marzo 2011 a 20:54

[1 marzo 2011]

E’ del 74% la percentuale di italiani che prende in esame la possibilita’ di passare all’auto elettrica. Anche se la prudenza, prima di passare all’acquisto, resta alta. E’ questo il risultato piu’ significativo del ‘Global e-Vehicles Survey’, l’indagine condotta da Deloitte sulle aspettative degli automobilisti i cui risultati per l’Europa sono stati presentati in anteprima oggi a Milano durante il convegno ‘E-car: grande domanda, offerta adeguata?” organizzato da Assolombarda e Unindustria in collaborazione con Deloitte.

Secondo lo studio, i potenziali ‘First movers’ sono soprattutto i giovani di citta’, attenti all’ambiente e attratti dalle auto elettriche perche’ convenienti, sicure, alla moda e con un buon ‘value for money’. La maggior parte degli intervistati considera i veicoli elettrici migliori rispetto ai tradizionali veicoli a combustione in termini di impatto ambientale e costi grazie alla disponibilita’ di incentivi governativi. Ma i veicoli a combustione sono considerati i migliori in termini di autonomia, comodita’ di rifornimento rispetto alla ricarica e di prezzo.

“E’ un mercato su cui stiamo riflettendo -ha commentato Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda- ancora piccolo ma attraente per la possibilita’ che offre di diminuire l’inquinamento”. Roberto Testore, responsabile del progetto Ambiente, Energia e Sicurezza di Assolombarda, nel corso del suo intervento ha sottolineato come il tema della mobilita’ elettrica nell’area milanese risulti di “estrema attualita’” dato che ormai da diversi anni la citta’ vive limitazioni alla circolazione e blocchi del traffico a causa del superamento dei limiti di concentrazione delle polveri sottili imposti dall’Ue. Anche alla luce degli ultimi avvenimenti del Nord-Africa, per Testore occorre “riflettere sulla necessita’ di diversificare le modalita’ di alimentazione dei veicoli verso soluzioni sempre meno costose”.

Da: libero-news.it

In Francia la ricarica dell’auto elettrica anche negli ipermercati

InMobilità Sostenibile su 25 febbraio 2011 a 01:29

[ottobre 2010]

La Renault-Nissan e la catena di ipermercati Leclerc hanno stretto qualche giorno fa un accordo secondo il quale le colonnine di ricarica per i veicoli a batteria saranno progressivamente installate nei punti vendita della grande distribuzione a marchio Leclerc. Il piano prevede di rendere operative entro il 2011 le prime 50 colonnine, che diventeranno 150 a fine 2012 e 500 nel 2015. Inoltre, i due partner lavoreranno insieme per mettere a punto nuovi servizi destinati agli utenti di veicoli elettrici, per esempio il loro noleggio a breve termine.

Il comunicato stampa che dà notizia dell’accordo solleva un interrogativo: presso i centri commerciali Leclerc saranno installate colonnine di ricarica adatte alle auto elettriche di tutte le marche o soltanto a quelle Renault e Nissan? La domanda è legittima, poiché ci si può chiedere per quale motivo la casa franco-nipponica abbia deciso di investire risorse nella creazione di infrastrutture che potrebbero poi essere sfruttate anche dalla concorrenza.

L’ufficio stampa della casa, interpellato da SicurAUTO.it, ha risposto che le colonnine da installare sono sviluppate in base a standard europei in parte definiti e in parte da definire e che quindi potranno ricaricare anche veicoli di altre marche purché dotati dell’apposito connettore. “In questo momento – ha precisato la casa – è prioritario predisporre le condizioni favorevoli per la creazione del mercato dell’auto elettrica. La concorrenza si giocherà poi sul mercato reale, sulla competitività e sull’offerta”.

Tale dichiarazione chiarisce almeno in parte un aspetto importante, quello della standardizzazione dei connettori, del quale finora non si è parlato poi molto. Ora, per la parte degli standard “da definire”, c’è da augurarsi che i costruttori di auto adottino un comportamento trasparente, ossia diametralmente opposto a quello messo in atto, per esempio, dai produttori di telefoni cellulari, un settore dove la standardizzazione inesistente costringe il consumatore ad acquistare, ogni volta che decide di cambiare il telefonino, anche un inutile caricabatterie con relative connessioni (ma a breve tutto cambierà come imposto dalla commissione europea)

Piccola curiosità: nel comunicato che dà notizia dell’accordo tra Renault-Nissan e Leclerc, si cita, com’è logico, “l’auto a emissioni zero”. Ma subito dopo compare un asterisco che rimanda a una nota a pie’ di pagina dove si chiarisce che si tratta di “emissioni zero in fase di utilizzo”. Precisazione ovvia, ma da tenere ben presente, poiché nella generale “ubriacatura elettrica” che sta imperversando sul mercato dell’auto si tende spesso a dimenticare che l’auto elettrica non emette particelle inquinanti durante la marcia, ma la maggior parte dell’energia elettrica che consuma è ancora oggi prodotta mediante procedimenti tutt’altro che a “emissioni zero”.

Da: sicurauto.it

Auto elettriche: ecco le migliori 10 per Techradar

InMobilità Sostenibile su 25 febbraio 2011 a 01:23

[24 febbraio 2011]

La rivista inglese Techradar.com ha stilato una classifica delle principali 10 auto elettriche che sono in vendita o che arriveranno a breve.

Auto elettrica sì o auto elettrica no? Probabilmente la domanda si presta a tante risposte. Per coloro che hanno iniziato a pensare di abbandonare il tradizionale motore a benzina, ecco una breve classifica redatta dalla rivista inglese indipendente techradar.com. Sono stati considerati i principali veicoli a emissioni zero che sono attualmente sul mercato o stanno per esserlo. I criteri di valutazione tengono conto delle prestazioni ma anche dell’autonomia, essenziale per veicoli di questo tipo.

1 – Opel Ampera/Chevrolet Volt
L’Opel Ampera (che negli Usa viene venduta col nome di Chevrolet Volt) è al primo posto per i suoi due motori in grado di dare un’autonomia di oltre 500 km: 50 in modalità elettrica e 482 con la benzina, che non agisce direttamente sulle ruote ma come ricarica del propulsore a emissioni zero.

2. Nissan Leaf
Altro veicolo elettrico già in circolazione, la Nissan Leaf. E’ in grado di coprire 161 km con una ricarica. Come per tutte le altre elettriche, però, l’autonomia dipende dallo stile di guida e dall’eventuale utilizzo di luci o impianti di riscaldamento/raffreddamento dell’aria. Può essere ricaricata in 8 ore o in 30 minuti con un caricatore apposta.

3. Ford Focus Electric
Stessa autonomia della Leaf. L’unica differenza è che la Focus è dotata di raffreddamento ad acqua e non ad aria con la conseguenza che (teoricamente) la batteria dovrebbe durare di più. Può essere ricaricata in circa 3 ore con un caricatore apposta. Dovrebbe debuttare nel corso del 2011.

4. Coda
La Coda EV ha un’autonomia di 145 km. Utilizza lo stesso caricatore della Focus. Sarà commercializzata da fine anno.

5. Mercedes-Benz SLS AMG E-Cell
La sport car elettrica di Mercedes ha un motore da 571 CV che permette un’accelerazione da 0 a 100 km /h in 3,7 secondi. Ci sono 2 motori elettrici per asse. L’azienda non ha ancora reso noto l’autonomia e la data del (possibile) lancio sul mercato.

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Auto ad Aria ed a sole già sul mercato

InMobilità Sostenibile su 22 febbraio 2011 a 14:34

[21 febbraio 2011]

Dal prossimo mese guidare un’auto ad aria compressa sarà una prerogativa dei dipendenti dell’aeroporto di Schiphol di Amsterdam. Entro l’anno, i modelli più evoluti e testati potranno invadere il mercato, con esiti confortanti, dice il Guardian). La Airpod, al posto del volante tradizionale ha un joystick, si sviluppa per poco più di 2 metri e raggiunge i 70 km/h. Il costo è all’incirca 3500 euro. Con una ricarica d’aria compressa e poco più di 1 euro di spesa percorre fino a 200 km. L’azienda sostiene che presenterà sul mercato a fine anno anche nuovi modelli, più grandi e potenti, che dovrebbero raggiungere i 110 orari.

E’ piccola e va ad aria
Un nome non ce l’ha ma la Ford l’ha insignita recentemente del “Global Challenge”. Progettata dall’università di Melbourne ha la caratteristica di essere alimentata ad aria compressa. Il serbatoio è in realtà una bombola posta sotto l’abitacolo, ha tre ruote, una forma molto tondeggiante ed è priva di trasmissione, differenziale e albero motore, inutili visto che la propulsione è garantita da due motori ad aria compressa con pistoni rotanti, montati nello chassis.

Il sole nel motore
Auto elettriche alimentate direttamente dal sole. Il Taxi solare ha già fatto parlare di sé . Può viaggiare per circa 300 km per ogni singola ricarica e raggiunge una velocità di 90 km/h. Al momento il prototipo costa come due Ferrari, ma se prodotto in serie i costi scenderebbero attorno ai 10mila euro.
Nel frattempo a Savona un ingegnere italiano ha presentato il suo curioso prototipo di auto elettrica che funziona direttamente con la luce del sole che trasforma in energia elettrica attraverso una copertura di pannelli fotovoltaici a silicio del tipo di quelli che incominciamo a vedere sui tetti delle case. Pesa 400 Kg con un motore da 1 cv e una velocità massima di 40 Km/h la vettura è costruita sullo chassis di una 2CV della Citroen. Le batterie possono essere ricaricate a rete come un normale elettrodomestico.

Da: autodelfuturo.it

Come fare per le auto elettriche

InMobilità Sostenibile su 16 febbraio 2011 a 02:26

[24 maggio 2010]

Smart Grig regole e tariffe per ricaricare le auto elettriche

Si potrà fare la ricarica presso abitazioni e parcheggi condominiali o aziendali. Sostegno alla diffusione di pompe di calore ed allo sviluppo delle smart grid

Ricaricare l’auto elettrica direttamente presso la propria abitazione, il garage o nel parcheggio condominiale, adesso è possibile. Lo prevede un provvedimento dell’Autorità per l’energia che elimina i vincoli normativi che ostacolavano la predisposizione di eventuali punti di ricarica anche presso le utenze domestiche. Secondo una vecchia normativa, infatti, ai consumatori domestici era vietato disporre di un duplice punto di fornitura elettrica nella stessa unità immobiliare.

Poiché le batterie dei veicoli elettrici devono essere ricaricate, la disponibilità di punti di ricarica è un fattore condizionante dello sviluppo virtuoso della mobilità elettrica, un settore che vede impegnati diversi grandi produttori e nel quale è atteso l’arrivo di diversi modelli. Sullo sviluppo del settore punta anche il Piano Cars21 della Commissione europea che ha recentemente presentato la sua strategia per incoraggiare la diffusione di veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico.

Con la modifica introdotta dall’Autorità, (delibera ARG/elt 56/10, disponibile sul sitowww.autorita.energia.it) sarà ora possibile, nelle abitazioni private e loro pertinenze, o negli spazi condominiali (previo accordo dell’assemblea condominiale) richiedere al proprio fornitore di energia elettrica più punti di fornitura, ognuno con un contatore, destinati espressamente all’alimentazione di veicoli elettrici.

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