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Enel Green Power e Terrae per lo sviluppo delle BioMasse

InAziende Agricole, Energie Rinnovabili su 1 marzo 2011 a 10:30

[10 febbraio 2011]

(AGI) – Roma, 10 feb. – Terrae, la societa’ che ha lo scopo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero, Anb – Associazione Nazionale dei Bieticoltori – ed Enel Green Power hanno firmato un accordo finalizzato all’acquisizione di una quota del 15% del capitale sociale di Terrae da parte di Egp, societa’ leader mondiale nelle fonti rinnovabili.

L’accordo siglato, si legge in una nota, fa seguito al precedente protocollo d’intesa tra i tre partner, finalizzato alla promozione congiunta di progetti di generazione elettrica da biomasse, con l’obiettivo di riunire in un unico soggetto tre componenti indispensabili: quella agricola, che dispone delle filiere per la produzione da biomasse; quella industriale per gestire la generazione di energia; quella finanziaria per garantire il sostegno alla realizzazione dei progetti di investimento. L’ingresso nella compagine sociale di Terrae, quale partner industriale consentira’ ad Enel Green Power l’accesso diretto alla filiera agro-industriale, con significative sinergie per l’approvvigionamento della biomassa, ed al know-how agronomico di associazioni e consorzi, applicato alle colture da biomassa.

L’accordo prevede, inoltre, una partecipazione di controllo di Enel Green Power nelle societa’ di scopo appositamente costituite per lo sviluppo delle singole iniziative di carattere industriale, con potenza superiore ad 1 MW. Terrae ed Enel Green Power stanno predisponendo il Piano Industriale del quale svilupperanno congiuntamente le linee guida. L’azione sara’ indirizzata prevalentemente alla realizzazione e gestione di progetti di generazione elettrica da biomassa sulla base di intese di filiera, con la possibilita’ di sviluppare anche altri progetti relativi ai settori bieticolo-saccarifero, agroindustriale, agroalimentare ed agro-energetico.

L’accordo prevede inoltre la vendita delle azioni residue di Terrae a investitori istituzionali, ivi inclusi i partner finanziari. “Come Enel Green Power – ha detto Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale della societa’ – crediamo fortemente nel valore e nelle potenzialita’ della biomassa agricola nazionale. Sviluppando la filiera corta, ossia le biomasse locali, si valorizza il territorio intorno all’impianto, incoraggiando la necessaria differenziazione delle coltivazioni dedicate verso quelle energeticamente piu’ utili, e si sviluppa l’indotto. La biomassa da filiera corta risulta, pertanto, una fonte non soltanto piu’ sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche in grado di dare un maggior contributo alla sicurezza energetica nazionale e di costituire un terreno di incontro tra mondo agricolo e mondo energetico.”

“L’accordo ha una grande valenza strategica – ha sottolineato Federico Vecchioni, presidente di Terrae – perche’ consente alle imprese agricole ed agli agricoltori gia’ impegnati nel settore bieticolo-saccarifero, di disporre nel processo di riconversione verso la dimensione agroenergetica e agroindustriale, del valore aggiunto apportato da uno dei piu’ grandi player internazionali nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Terrae diventa cosi’ pienamente una company agroindustriale destinata a trainare il riposizionamento dell’agricoltura italiana al centro dell’economia reale’”.

Da: agi.it

Le Agroenergie: la parola degli agricoltori

InAziende Agricole, Energie Rinnovabili su 28 febbraio 2011 a 03:00

[01 febbraio 2011]

Come ben potete sapere, ormai da qualche anno, le energie rinnovabili sono entrate a far parte del lessico quotidiano delle persone.

Alcune di queste fonti di energia vedono le aziende agricole protagoniste. Oltre infatti a rappresentare un buon modo per diversificare la produzione delle aziende agricole e sganciarle dalla morsa delle sole produzioni alimentari che, oggi come oggi dato il calo quasi verticale dei prezzi negli ultimi anni (tranne una qualche parvenza di ripresa negli ultimi mesi), portano in campo (è proprio il caso di dirlo) una nuova forma di produzione diffusa dell’energia.

L’azienda agricola, infatti, può produrre energia elettrica in vari modi.

Uno di questi è la produzione di biogas, cioè gas prodotto sfruttando la fermentazione di prodotti agricoli e reflui zootecnici fluidi e solidi destinando allo scopo parte della sua produzione di alcune colture specifiche quali ad esempio il mais.

Un altro modo è quello di destinare una piccola, a volte piccolissima parte dei suoi terreni (le porzioni variano dall’1% al 3%) a seconda della sua superficie e a seconda di alcuni parametri dettati dall’Agenzia delle entrate con la sua circolare numero 32/E del 2009 all’installazione di pannelli fotovoltaici.

Gli impianti fotovoltaici che si possono costruire in questo caso, sono di potenza massima di 1 MWp (un megawatt) e occuperebbero al massimo 2 ettari e mezzo di terreno. Dati i costi di tali impianti, in genere vengono realizzati da aziende agricole quantomeno medio-grandi, vale a dire con superfici di almeno 70-100 ettari e oltre. Dati poi i parametri della suddetta circolare dell’Agenzia delle Entrate, un’azienda di 70 ettari potrebbe realizzare al massimo un impianto di 900 kWp per conservare il reddito agrario su tale produzione, andando ad occupare meno di 2 ettari, cioè circa il 2,9%. Quasi sicuramente, però, ne realizzerà uno di potenza inferiore, magari solo di 3-400 kWp occupando solo 0,6-0,8 ettari, vale a dire meno dell’1% della sua superficie di coltivazione.

Soprattutto nel caso degli impianti fotovoltaici quindi, si avrebbe una valida forma di diversificazione e di integrazione di reddito per le aziende agricole che non sottrarrebbe praticamente superficie ai terreni destinati alle produzioni alimentari umane e zootecniche.

Ci sono anche altre tecnologie che permettono all’azienda agricola di produrre energia elettrica, quale ad esempio la pirolisi, ma che al momento non hanno ancora un elevato grado di messa a punto.

Per quanto riguarda i biocarburanti poi, ci sono colture ad hoc quali la colza che viene spremuta e trasformata prima in olio e poi in biodiesel. Il biodiesel, però, pur inquinando molto meno del diesel tradizionale, ha purtroppo ancora un costo di produzione elevato, almeno finchè non si troveranno colture adatte alle nostre latitudini con maggiori rese.

Da: lamiaagricoltura.com

Convegno di esperti ad “Energia 2011″

InEnergie Rinnovabili su 16 febbraio 2011 a 02:15

Lo scorso 11-12-13 febbraio 2011 si è tenuto a Pisa il convegno “ENERGIA 2011″
Nello specifico sabato 12 febbraio dalle ore 10 alle 13 si è tenuto il convegno “Le Energie Rinnovabili a 360°”

Area GEOTERMIA
Hanno argomentato:
Giuliano Gabbani ed Enrico Pandeli del Dipartimento di Scienze della Terra della Università di Firenze
Sauro Valentini, Presidente Giga “Uso sostenibile della geotermia”

Area BIOMASSE ED AGROENERGIA
“La promozione delle filiere agroenergetiche regionali e locali”
Hanno argomentato:
Gianni Salvadori
, Assessore Regione Toscana Agricoltura
Elisabetta Gravano, Funzionario settore programmazione forestale
Pier Paolo Tognocchi, Segretario Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale
Barbara Paolucci, Borsa Merci Telematica Italiana “La Borsa Merci Telematica Italiana: il mercato telematico
delle biomasse”

Prof. Sergio Miele, Dipartimento di Agronomia e Gestione dell’ Agroecosistema, Università di Pisa “Energie
rinnovabili. Nuove opportunità per la nostra agricoltura con il bioetanolo di II generazione”

Prof. Daniele Pulcini, Responsabile Unità di Ricerca AREL- Applicazioni energetiche rinnovabili per gli enti locali,
Università degli studi di Roma la “Sapienza” “Azienda agricola multifunzionale: verso un progetto regionale per la
produzione di energia dall’agricoltura”

 

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