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Renault e Better Place insieme per la diffusione delle auto elettriche in Australia

InGoverni, Mobilità Sostenibile su 27 giugno 2011 a 22:24

[giugno 2011]

Better Place e Renault annunciano una partnership strategica in Australia. Renault vi importerà Fluence Z.E., il primo veicolo elettrico di massa, equipaggiato di una batteria sostituibile in stazioni automatizzate.

Better Place fornirà l’infrastruttura per ricaricare la vettura e i servizi per renderla più pratica ed accessibile. Renault e Better Place realizzeranno una campagna di commercializzazione comune in vista del lancio nel 2012.

Le vetture arriveranno in Australia à metà 2012, inizialmente a Canberra. Le vendite inizieranno nel secondo semestre 2012. I clienti acquisteranno Fluence Z.E. nella rete Renault e firmeranno un contratto Better Place adatto alle proprie esigenze.

Better Place realizzerà e gestirà la prima rete integrale di ricarica di veicoli elettrici in Australia, e sarà il fornitore dell’infrastruttura per Fluence Z.E. Lo sviluppo dell’infrastruttura inizierà a Canberra, la capitale australiana, alla fine del 2011, e poi sarà esteso su scala nazionale. Entro il 2013, Better Place disporrà in Australia della più grande rete di ricarica di veicoli elettrici al mondo.

Essere abbonato alla rete Better Place permetterà un accesso illimitato alla rete di punti di ricarica ed alle stazioni di cambio automatizzate, ed offrirà punti di ricarica personali a domicilio e nel luogo di lavoro. L’adesione includerà anche la fornitura di energia elettrica al 100% proveniente da fonte rinnovabile, un servizio energetico personalizzato, servizi di navigazione ed un accesso 24 h / 24 al servizio cliente. Il contratto di abbonamento offrirà all’automobilista un prezzo fisso per la sua mobilità, liberandolo della volatilità del prezzo del petrolio.

I clienti potranno acquistare Fluence Z.E. sia nei punti vendita Renault selezionati, che nei Centri Visitatori Better Place.Questi ultimi offriranno ai clienti un’esperienza completa di mobilità elettrica. Per la manutenzione del veicolo, la maggiorparte dei punti vendita Renault fornirà un servizio post-vendita per Fluence Z.E., sia per la manutenzione regolare che per riparazioni più specifiche.

Renault e Better Place s’impegnano a favore della mobilità a zero emissioni per una circolazione principalmente urbana o suburbana. L’auto resta il modo migliore per spostarsi in un paese che conta in media 2,7 veicoli per nucleo familiare. Un milione di nuove automobili e veicoli commerciali è venduto ogni anno in Australia. Il consumo medio è di 11 l / 100 km, per una media da 20 000 a 25 000 km l’anno, sapendo che, al momento, la convenienza di un VE supera quella del Diesel a partire da 12 000 km (stima fatta sulla base del prezzo del barile a febbraio 2011). Il costo petrolifero per nucleo familiare è del 45% più alto che in Francia in ragione del chilometraggio più elevato.

Thierry Koskas, Direttore del Programma Veicoli Elettrici di Renault, dichiara: « Siamo felici di annunciare oggi questa partnership. La mobilità elettrica è una sfida strategica molto importante per Renault. Con Nissan, Renault sta investendo 4 miliardi di euro nel programma veicoli elettrici. Fluence Z.E. è la prima auto elettrica che permette un’autonomia illimitata, grazie alla tecnologia di sostituzione della batteria. Fluence Z.E. sarà venduta dappertutto in Europa e, in partnership con Better Place, in Israele e in Danimarca. Fluence Z.E., con le stazioni Better Place, costituirà un’offerta molto attrattiva per i clienti australiani, che hanno l’abitudine di guidare su lunghe distanze tra domicilio e lavoro. Questa partnership contribuirà alla presa di coscienza di ciò che è la marca Renault in Australia, grazie a quest’offerta unica ed innovativa. »

Evan Thornley, CEO di Better Place Australia, dichiara : “L’accordo ufficializzato oggi segna la naturale evoluzione della partnership tra Better Place e Renault e si basa su quasi quattro anni di collaborazione tra le due aziende. Con quest’accordo, noi diamo agli automobilisti australiani l’accesso al veicolo 100% elettrico e una rete di ricarica capillare che rappresenta una reale alternativa alla tirannia dei prezzi del petrolio. Insieme, Better Place e Renault compiono un passo cruciale per accelerare il passaggio alla mobilità sostenibile in un grande paese come l’Australia ».

Da: ecomotori.net

La Francia come l’Italia? Verso un referendum per fermare il nucleare

InGoverni, Sondaggi su 21 giugno 2011 a 22:01

[giugno 2011]

 Già raccolte 26mila firme. E nel mondo fioccano le petizioni internazionali

In Francia l’associazione Agir pour l’environnement ha lanciato una petizione per chiedere un referendum contro il nucleare che ha già raccolto decione di migliaia di firme.

«Il Giappone, dopo l’Ucraina e gli Stati Uniti, subisce nel più profondo della sua carne la follia nucleare. Per non aver creduto, o saputo voler pensare l’impensabile, le nostra umanità è ancora una volta di fronte ad una catastrofe nucleare – si legge nell’appello – Malgrado questa constatazione senza appello, i responsabili politici francesi affermano dottamente che l’opzione nucleare non può essere sottoposta né ad un dibattito pubblico né ad una validaziione democratica attraverso un referendum. Mentre la maggior parte dei Paesi europei si interrogano nell’urgenza sulla pertinenza della loro strategia nucleare, la Francia resta ferma nei suoi stivali. Il capo dello Stato si è impegnato solo a prendere in considerazione, a lungo termine, un dibattito tra esperti, a livello europeo… Il popolo è una volta ancora escluso delle grandi decisioni che lo riguardano. Noi non accettiamo più la morsa dell’oligarchia eco-predatrice. Noi non accettiamo più una tecnologia nucleare pericolosa ed antidemocratica. Noi reclamiamo un referendum per uscire dal nucleare».

Agir pour l’environnement attacca direttamente Sarkozy : «Mentre il Capo dello Stato tenta di rispondere maldestramente alla catastrofe nucleare di Fukushima annunciando un’ennesima Grenelle che mal nasconde la sua volontà di salvare il soldato «nucléaire», l’associazione Agir pour l’Environnement rimetterà al Presidente della Repubblica più di 26.000 firme di cittadine e cittadini che hanno firmato una petizione a favore di un referendum sull’uscita dal nucleare.

Al colmo dell’indecenza, il Capo dello Stato non manca occasione per vantare i meriti supposti di un nucleare alla francese, ricorrendo anche alla caricatura, per chiudere un dibattito tuttavia necessario. La caparbietà di cui da prova il Copo dello Stato rispetto al nucleare rilvela una la più assoluta irrazionalità».

Il governo dopo la catastrofe nucleare di Fukushima è accusato di continuare a fare il cavaliere solitario del nucleare, «Prigioniero di una tecnologia che non ha scelto, il popolo francese non può più essere condannato ad assistere passivamente alla moltiplicazione delle catastrofi. Senza presentare opzioni alternative».

Agir pour l’environnement si impegnerà durante tutta la prossima campagna presidenziale francese perché «Il nucleare non sia un soggetto, ma il soggetto al centro della futura campagna elettorale».

Intanto Rete nazionale antinucleare italiana, Réseau zéro nucléaire, Mouvement des citoyens lotois pour la sortie du nucléaire e Les Jeûneurs Vigilants de Taverny, insieme a movimenti antinucleari e belgi, puntano al bersaglio grosso con un appello internazionale per il rispetto della vita.

L’appello è stringato e radicalmente durissimo: «Perché i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu possiedono tutti delle armi nucleari terroristiche. Perché l’Onu ha creato il 23 ottobre 1956 l’agenzia Internazionale dell’energia atomica, (International atomic energy agency) che nel suo articolo secondo stipola: “L’agenzia si sforza di affrettare e di aumentare nel mondo intero il contributo dell’energia atomica alla pace, la salute e la prosperità “.

Esigiamo lo scioglimento immediato di questa organizzazione criminale internazionale che malgrado parecchie catastrofi che sono dei veri crimini contro la Natura e quindi anche crimini contro l’Umanità e la perennità della biosfera terrestre, continua le sue scandalose pratiche industriali e commerciali con la complicità attiva delle oligarchie delle nazioni dominanti».

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Dal Ministero dell’Ambiente 1,5 milioni di euro per progetti legati alla sostenibilità

InFinanziamenti, Governi su 5 aprile 2011 a 19:47

[4 aprile 2011]

Scade il 29 aprile 2011 il bando del Ministero dell’Ambiente per la realizzazione di interventi in materia ambientale. A beneficiare del contributo possono essere enti pubblici, soggetti privati, fondazioni e associazioni.

I progetti possono riguardare riciclo e raccolta differenziata dei rifiuti, energie rinnovabili ed efficienza energetica, mobilità sostenibile, biodiversità e tutela degli habitat naturali, con particolare riguardo alle foreste, cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile.

L’avviso pubblicato dal Ministero dell’Ambiente in data 25 marzo 2011, è finalizzato ad avviare una procedura ad evidenza pubblica per la selezione, ai fini di concessione di un contributo, per iniziative ed azioni riguardanti la protezione dell’ambiente nell’ottica di perseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra sul territorio nazionale anche con riferimento all’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile.

Le risorse finanziarie disponibili sono pari a Euro 1.500.000,00

Da: csrcultura.it

Sul sito del ministero dell’ambiente si legge:

Il presente avviso è finalizzato ad avviare una procedura ad evidenza pubblica per la selezione, ai fini di concessione di un contributo, per iniziative ed azioni riguardanti la protezione dell’ambiente nell’ottica di perseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra sul territorio nazionale anche con riferimento all’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile.
Le tematiche oggetto del presente avviso, sono:

  • riciclo e raccolta differenziata dei rifiuti;
  • energie rinnovabili ed efficienza energetica;
  • mobilità sostenibile;
  • biodiversità e tutela degli habitat naturali, con particolare riguardo alle foreste;
  • cambiamenti climatici;
  • sviluppo sostenibile.

Possono presentare istanza di contributo enti pubblici, soggetti privati singoli o associati, associazioni e fondazioni. Ogni soggetto può presentare una sola richiesta di contributo.

Documentazione in allegato:

Da: minambiente.it

Auto Elettriche: in Danimarca apre il primo Better Place in Europa, in partnership con Renault

InGoverni, Mobilità Sostenibile su 8 marzo 2011 a 16:44

[7 marzo 2011]

Per gli automobilisti danesi la possibilità di guidare una vettura alimentata ad energia elettrica sta diventando concreta grazie all’apertura a Copenaghen del primo centro Better Place in Europa in partnership con Renault.

Auto elettrica, in Danimarca si comincia a fare sul serio. Per gli automobilisti danesi la possibilità di guidare una vettura alimentata ad energia elettrica sta diventando concreta grazie all’apertura a Copenaghen del primo centro Better Place in Europa in partnership con Renault. Il personale specializzato della casa transalpina sarà a disposizione per le informazioni e per ordinare la berlina Fluence Z. E mentre per ai servizi collegati a una mobilità senza pensieri ci penseranno gli addetti della Better Place.

La vettura elettrica transalpina offerta in versione “Prime Time” (climatizzatore automatico regolato, sistema di navigazione e di gestione dell’energia, radio-CD, cerchi in lega, retrovisori e vetri elettrici, chiusura centralizzata, batteria agli ioni di litio) in Danimarca avrà un prezzo di circa 27.500 euro.

Da parte sua Better Place rende disponibili cinque pacchetti “carburante” a prezzo fisso in base al chilometraggio annuo percorso e, tanto per fare un esempio, chi supera i 40.000 km l’anno pagherà una cifra fissa mensile di 399 euro (per chilometraggi inferiori ai 20.000 km/anno si va da 199 a 249 euro).

Per fare un paragone basti pensare che per una vettura diesel, ipotizzando una percorrenza annuale di 50.000 chilometri con un consumo medio di 14 km/l e il prezzo di 1,4 euro/l (anche se con l’impennata dei prezzi dei carburanti potrebbe presto diventare una stima in difetto…)  la spesa relativa al solo prezzo del gasolio ammonterebbe a 5.000 euro. Il contratto garantisce quindi una spesa fissa per il rifornimento con accesso illimitato alla rete di ricarica e di cambio batterie di Better Place, il consumo d’elettricità, servizi personalizzati di gestione dell’energia e di navigazione grazie ai sistemi di bordo, uno stock di batterie di cui sarà garantito l’accesso rapido, oltre a un servizio clienti e un’assistenza tecnica 24 ore su 24, nonché di una postazione di ricarica privata per la ricarica a domicilio.

La Renault Fluence Z. E. garantisce un’autonomia di 185 km misurata sul ciclo New European Driving Cycle (NEDC) e in meno di 5 minuti nelle stazioni predisposte può essere sostituita la batteria scarica con una già ricaricata, oppure attraverso la ricarica rapida in 10 minuti si ottiene un’autonomia di 50 km.

Da segnalare poi che buona parte dell’energia elettrica che alimenterà la rete Better Place, dove le Fluence Z. E. si riforniranno, proviene da fonti rinnovabili (energia eolica che in Danimarca raggiunge il 20% del totale), motivo per cui si potrà parlare a ragion veduta di “emissioni zero”.

Soddisfazione per l’apertura del centro Better Place di Copenaghen è stata espressa da Philippe Klein, vice direttore generale e direttore del Piano, del Prodotto e dei Programmi di Renault: “È un grande giorno per noi. Renault, nell’ambito dell’Alleanza, ha per obiettivo di essere leader della mobilità a zero emissioni in Europa, grazie ad una gamma completa di quattro veicoli elettrici che saranno commercializzati a partire dall’autunno 2011.

La Danimarca è un mercato molto importante per Renault, in virtù della sua forte sensibilità ambientale e delle misure positive prese dal governo in favore dei veicoli ecologici. Fluence Z. E. sarà la prima auto elettrica a possedere un’autonomia pressoché illimitata, grazie alla possibilità di sostituire la batteria nelle stazioni di Better Place. La partnership con Better Place è una formidabile occasione di proporre una soluzione di mobilità pionieristica e di sperimentare innovativi metodi di commercializzazione. La rete Renault parteciperà pienamente all’avventura, perché le concessionarie Renault esporranno e venderanno Fluence Z. E. e si occuperanno dell’assistenza”.

Insomma l’auto elettrica inizia finalmente ad essere tra noi anche se per commercializzazione della Renault Fluence Z. E. con i servizi di mobilità di Better Place bisognerà ancora attendere il quarto quadrimestre di quest’anno.

Da: repubblica.it

Incentivi Fotovoltaico ed Eolico: nuovo regime alle Rinnovabili

InGoverni su 4 marzo 2011 a 03:02

[3 marzo 2011]

I tagli al sistema di incentivi alle energie rinnovabili, approvato con il decreto di attuazione della direttiva UE: certificati verdi fino al 2016, nuove tariffe da giugno, -22% all’Eolico.

Il nuovo regime di incentivi alle energie rinnovabili entrerà in vigore dal primo giugno 2011; fino al 30 maggio rimarrà in vigore il meccanismo incentivante del Terzo Conto Energia per il Fotovoltaico; taglio retroattivo del 22% agli incentivi per l’Eolico (nella bozza era il 30%). Entro il 30 aprile i Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente completeranno la consultazione per la revisione delle quote incentivi e dei tetti per le fonti rinnovabili.

Questo, in sintesi, quanto stabilito in data odierna in sede di Consiglio dei Ministri, che ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 2009/28, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

Per il Fotovoltaico si procederà ad una riduzione graduale del sistema incentivante, dopo la ridefinizione di criteri, parametri e quote che entreranno in vigore, come detto, dal prossimo giugno. Obiettivo dichiarato dal Governo, evitare le speculazioni. Per tutelare gli investimenti già effettuati, proseguirà il ritiro dei certificati verdi fino al 2016, con prezzo fissato al 78% di quello massimo di riferimento.

Per godere delle tariffe e incentivi del Terzo Conto Energia gli impianti dovranno entrare in esercizio ed essere collegati alla rete entro il 30 maggio 2011, mentre per per gli impianti connessi dal 31 maggio il Governo dovrà emanare apposito decreto ministeriale entro il 30 aprile 2011, con nuove tariffe, nuova soglia massima annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono godere delle tariffe incentivanti (rispetto alla famigerata bozza di decreto è stato rimosso il riferimento al tetto massimo da 8.000 MW di potenza fotovoltaica incentivata).

Gli impianti sui terreni agricoli non potranno superare il limite di 1 MW per azienda e più del 10% della superficie.

Il nuovo regime di aiuti in vigore da giugno precede anche un diverso piano di incentivi per gli impianti da fonti rinnovabili in esercizio dal 1 gennaio 2013: differenziato per piccoli e grandi impianti, mirerà a ridurre i rischi di investimento per le piccole realtà.

«Per il solare fotovoltaico, imprenditori e cittadini sono lasciati nella più totale incertezza», ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente. «Solo chi ha già i cantieri aperti e finirà entro maggio avrà sicurezza sugli incentivi».

«Da giugno entrerà in vigore un nuovo sistema con tariffe più basse ma anche un limite annuale alle installazioni che non darà garanzie che vuole investire. Per eolico, biomasse e idroelettrico la situazione è ancora più grave, visto che è prevista l’introduzione di un fallimentare sistema di aste al ribasso, che in passato ha già dato risultati scadenti, e solo a uno sconto sul taglio retroattivo agli incentivi, passato dal 30 al 22%».

Legambiente chiederà alla Ue di valutare fino a che punto il decreto Romani è coerente con gli obiettivi di Bruxelles per il 2020 e con il Piano italiano per lo sviluppo delle rinnovabili.

Da: pmi.it

Crescita e green economy secondo il rapporto Unep

InGoverni, Green Economy su 28 febbraio 2011 a 22:50

[22 febbraio 2011]

Investire nella green economy per combattere la povertà e sostenere una crescita duratura. È questo il messaggio forte che emerge dal rapporto «Towards a green economy» del Programma Onu per l’Ambiente (Unep), presentato ieri a Nairobi davanti a oltre 100 ministri dell’ambiente di tutto il mondo. Dunque, guardare all’economia sostenibile non è solo un impegno etico e civile ma, sporattutto, un’opportunità cui i dirigenti politici dovrebbero guardare per garantire il benessere e lo sviluppo delle società.

Secondo i suggerimenti dell’Onu, con un investimento annuale di 1.300 miliardi di dollari, pari al 2% del prodotto interno lordo mondiale, in dieci settori chiave da qui al 2050, la comunità internazionale potrebbe infatti avviare una radicale trasformazione dell’attuale modello di crescita, garantendo uno sviluppo equilibrato e stabile dell’economia e riducendo l’impronta ecologica del 50%. Inoltre, secondo gli esperti Onu, il passaggio all’economia a basso impatto ambientale, se sostenuta da politiche a livello nazionale e internazionale, porterebbe nuovi posti di lavoro, in sostituzione di quelli persi progressivamente con l’economia tradizionale. Secondo gli scenari elaborati nel rapporto, una transizione verde consentirebbe, nel 2050, una crescita del Pil mondiale intorno al 2,5% annuo.

«Con 2,5 miliardi di persone – ha affermato Achim Steiner, direttore dell’Unep – che vive con meno di due dollari al giorno e oltre due miliardi di popolazione mondiale in più prevista entro il 2050, è chiaro che dobbiamo continuare a sviluppare e a crescere le nostre economie. Ma questo sviluppo non può arrivare a spese del sistema che alimenta la vita sulla terra, a sostegno delle nostre economie e quindi di ciascuno di noi».

I dieci settori su cui puntare sono

Agricoltura, con un investimento da 100 a 300 miliardi di dollari all’anno fino al 2050 per garantire l’alimentazione ai 9 miliardi di persone destinati a abitare il pianeta. L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza della produzione agricola (implementando le infrastrutture, favorendo una migliore gestione dei suoli, rendendo sostenibile l’utilizzo dell’acqua) e di diminuire gli sprechi alimentari, intervenendo sulla distribuzione e conservazione dei prodotti.

Edifici. Con una spesa di circa 300 miliardi di dollari entro il 2050 si può risparmiare un terzo dell’energia consumata dal settore delle costruzioni, principale responsabile mondiale di emissioni di gas serra. Le politiche pubbliche dovrebbero quindi concentrarsi nell’aumento dell’offerta di energie rinnovabili e nella diminuzione degli sprechi energetici di case e palazzi.

Energia. Oltre 360 miliardi di dollari per incrementare la quota di energia prodotta attraverso fonti rinnovabili, dal 16% attuale fino al 45% entro il 2050. Secondo le stime, i lavoratori mondiali del settore potrebbero raggiungere i 25 milioni, contro i poco più dei 15 di oggi.

Pesca. Si prevede una spesa di 110 miliardi di dollari per la riduzione del 50% dell’impatto ambientale della pesca, attraverso il taglio delle flotte navali, e l’investimento in aree protette.

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Verso il 100% di energia rinnovabile nel 2050

InEnergie Rinnovabili, Governi su 23 febbraio 2011 a 09:25

[22 febbraio 2011]

Sono sempre più numerosi gli studi internazionali che valutano la fattibilità e i costi per coprire con le fonti rinnovabili il 100% della domanda energetica o elettrica entro la metà del secolo, tanto che alcuni Governi, oltre a definire gli obiettivi nel medio periodo (2020), hanno già anche ambiziosi target per il 2050. Una rivoluzione che ha la doppia valenza di contrastare i cambiamenti climatici in atto e l’insicurezza connessa agli approvvigionamenti energetici.

Questo obiettivo, che sembrava ‘eretico’ solo qualche anno fa, oggi viene considerato praticabile nell’ambito della produzione di elettricità e, seppure con qualche difficoltà, anche nel soddisfacimento delle esigenze termiche e del trasporto. I segnali si intravedono: da due anni si investe più in energie rinnovabili che in fonti fossili. Nel 2009 in Europa e negli Stati Uniti la potenza installata di rinnovabili elettriche è stata maggiore rispetto alle fonti tradizionali.

Su questi scenari di metà secolo e sulle potenzialità anche per il nostro Paese si è concentrato il convegno annuale del Kyoto Club, che si è svolto il 16 febbraio scorso a Roma presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, dal titolo “100% Rinnovabili. La sfida per le energie verdi entro il 2050”.

In apertura del convegno, organizzato in occasione del VI anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, Catia Bastioli, CEO di Novamont S.p.A. e Presidente Kyoto Club, ha sottolineato l’urgenza che «anche l’Italia dia priorità al cambiamento di modello di sviluppo economico, ormai non più sostenibile, e riconosca la centralità della sostenibilità ambientale e della qualità dei territori, non solo per salvare il pianeta, ma anche per dare competitività economica ai territori stessi, sfruttando l’economia della conoscenza».

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