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Archivio per la categoria ‘Educazione Sostenibile’

Crisi economica e sostenibilità: tre semplici consigli del climatologo Luca Mercalli

InEducazione Sostenibile su 16 agosto 2011 a 21:14

[agosto 2011]

 Crescere o decrescere? Senza necessariamente scegliere strade drastiche di riduzione dei consumi portati all’osso o al contrario continuare ad alimentare un forsennato consumismo, si può in alternativa crescere sì ma nel modo giusto, eliminando il superfluo ed investendo in qualità ed in sostenibilità ambientale.

Qualche consiglio per uscire dalla crisi ad impatto zero viene dal climatologo e metereologo Luca Mercalli, noto al grande pubblico per la partecipazione al programma televisivo di Rai Tre Che tempo che fa, condotto da Fabio Fazio.

Per Mercalli la crisi ha la funzione di un campanello d’allarme che fa crollare il mito della crescita ad ogni costo. La soluzione per uscire dal baratro in cui stiamo sprofondando è orientare i nostri consumi sull’essenziale e sul meno inquinante, diminuire gli sprechi, diventare più autonomi, adottare uno stile di vita sostenibile, asciutto, sobrio. Qualche esempio di come imboccare questa strada? Spiega Mercalli, in un’intervista rilasciata all’Adnkronos, che bisogna partire

facendo una seria analisi di tutto ciò che sprechiamo e di quanto spendiamo per il superfluo. Con pochi accorgimenti potremmo tagliare il 70% delle spese. Ad esempio, invece di comprare la macchina nuova da mostrare agli amici al bar, io in casa ho messo le finestre con vetri basso emissivi, che permettono di disperdere meno energia all’esterno. Grazie ai pannelli solari, al momento non mi preoccupo di vedere crollare le borse perché i miei soldi stanno sul tetto, dove produco energia grazie al sole, invece di bruciare gas importato.

Altre due soluzioni, spesso sottovalutate, ma che aumentano la qualità della vita dei cittadini e riducono le spese delle aziende ed anche la spesa sanitaria dello Stato sono:

  • L’orto in giardino che permette di tagliare sui consumi alimentari, mangiare sano e vivere meglio facendo anche movimento e stando all’aria aperta, ovviamente per chi possiede lo spazio ed il terreno per dedicarsi a questo hobby e chi non ce l’ha può usufruire degli orti urbani e degli orti in affitto, sempre più comuni.
  • Il telelavoro, nessuno ne parla, spiega Mercalli:

neanche i sindacati, ed invece potrebbe essere applicato a molte categorie consentendo un grande risparmio, In questo modo si inizia col salvare il benessere domestico, una delle poche cose che contano davvero insieme con l’assistenza sanitaria e l’istruzione pubblica.

Da: ecologiae.com

Turismo rurale ed eco-turismo: i concetti del presente e del futuro

InEcoTurismo, Educazione Sostenibile, Next Economy su 5 giugno 2011 a 22:36

[giugno 2011]

Ci piace parlare di concetti comeeco-turismo e turismo rurale e ci sono associazioni che si impegnano a diffondere questa concezione. Cosa significa eco-turismo? Vuol dire viaggiare in maniera consapevole verso aree di interesse naturale, con un profondo rispetto per quei luoghi.

Chi vuole viaggiare in questo modo lo fa per comprendere molto di più sulla cultura e sulla storia di quel luogo. Si diventa in questo modo turisti partecipanti. L’eco-turista si preoccupa di preservare l’integrità di quel luogo, di conoscerlo e di rispettarlo. Il turismo sostenibile offre esperienze uniche a stretto contatto con il luogo che lo ospita.

E’ una forma di turismo in continua crescita, grazie all’aumento della consapevolezza nei confronti dei temi ecologici. Può anche essere definito una forma di turismo comunitario che prevede uno stretto contatto con gli abitanti dei luoghi che si visitano. Una forma di viaggio responsabile, che ha come obiettivo quello di preservare gli ambienti naturali.

Anche nell’Occidente industrializzato sono moltissimi quelli che auspicano un ritorno alla natura. Si tratta di un’esperienza che ha un’altissima valenza educativa anche per i più piccoli, un modo per fare educazione ambientale.

Fare eco-turismo significa preoccuparsi dell’ambiente e impegnarsi attivamente per proteggerlo. Un modo per imparare a conoscere ed amare siti di interesse storico e naturalistico. E’ poi possibile fare delle donazioni alla popolazione locale e aiutare le comunità a crescere.

Un modo per portare ricchezza ma rispettando quei luoghi e non inquinandoli, come invece succede con le multinazionali.

Viaggiare in modo responsabile è il concetto delle prossime generazioni, il concetto del futuro.

Da: risparmioinviaggio.it

‘Walking Festival’, parchi e imprese uniti a sostegno dell’ecoturismo. Prima tappa l’isola di Capraia

InEcoTurismo, Educazione Sostenibile su 12 aprile 2011 a 15:40

[12 aprile 2011]

L’assessore Scaletti: “Un modello di lavoro per la nuova strategia di promozione turistica che stiamo realizzando con organizzazioni di settore ed enti locali”

“La realizzazione di eventi come il Walking Festival rappresenta una delle risposte migliori per creare occasioni innovative e attivare flussi turistici consapevoli e sostenibili. In una fase di difficoltà economica che sembra penalizzare la costa toscana (il 2010 si chiude in leggero calo delle presenze, -2,8 per cento per il segmento mare dovuto alla contrazione del turismo interno, contro un dato regionale complessivo incoraggiante, +2,7 per cento grazie al ritorno degli stranieri) il consolidarsi di questo progetto rappresenta un modello di lavoro per la nuova strategia di promozione turistica che stiamo realizzando di concerto con le organizzazioni di settore e gli enti locali”.

Questo il messaggio inviato dall’assessore al turismo Cristina Scaletti (trattenuta da impegni isitituzionali) alla conferenza stampa di presentazione del Walking Festival 2011. Erano invece presenti la direttrice del parco nazionale Arcipelago toscano, Franca Zanichelli, e il dirigente del settore turismo della Regione. Stefano Romagnoli. Sono ormai tre anni che tutte le isole dell’arcipelago toscano, all’inizio della primavera, sono interessate all’evento, che prosegue poi negli altri parchi della costa toscana e si conclude dopo l’estate in Maremma. La Regione Toscana, la Provincia di Livorno, le aree protette (un parco nazionale,tre parchi regionali, tre parchi provinciali) hanno unito le loro forze per garantire il miglior svolgimento delle manifestazioni nei territori locali. L’idea guida del progetto è di sviluppare l’ecoturismo attraverso il coinvolgimento di diversi soggetti pubblici e privati (dai parchi alle imprese) tanto da permettere la creazione di sinergie fra settori complementari, come quello ambientale, quello ricettivo e quello agroalimentare.

“Quello che preme particolarmente alla Regione – aggiunge l’assessore Scaletti – è l’integrazione del progetto con le attività di comunicazione svolte dal sito www.turismo.intoscana.it. Ma anche per la valorizzazione di contenuti come la sostenibilità, e quindi un uso della risorsa turistica rispettosa dei limiti imposti dall’ambiente, con l’obiettivo di crescita delle conoscenze individuali sulla base della percezione di esperienze e della condivisione delle stesse. Inoltre il recupero del fattore “tempo”: la riscoperta di un turismo lento, dove le esperienze si vivono utilizzando tutto il tempo necessario per sentire e comprendere. E infine la destagionalizzazione, cioè la possibilità di creare turismo in periodo di bassa stagione anche per prodotti (come può essere il balneare e la costa) ritenuti più difficili. L’occasione giusta per scoprire tutto l’arcipelago toscano e non solo i luoghi più conosciuti della regione”.

Il primo appuntamento è per il prossimo sabato, 16 aprile, all’isola di Capraia. Una passeggiata in compagnia del presidente del parco dell’arcipelago, Mario Tozzi, e del “turista per caso” Patrizio Roversi per gustare gli aspetti più caratteristici e singolari dell’antico borgo e della natura selvaggia che lo circonda.

Maggiori info su: tuscanywalkingfestival.it
Da: gonews.it

State of World 2011: “nutrire il pianeta”: dal wwf modelli sostenibili per vincere la fame nel mondo

InEducazione Sostenibile su 18 marzo 2011 a 10:02

[17 marzo 2011]

Nel mondo in cui viviamo si produce più cibo che mai, ma gli esseri umani denutriti e affamati non sono mai stati così numerosi. Allo stesso tempo, l’attuale produzione agricola comporta impatti sempre più gravi nei termini di perdita e trasformazione del suolo, impoverimento delle risorse idriche, aumento del riscaldamento globale per l’ampio utilizzo dei combustibili fossili. Ma come sfameremo i 7 miliardi di esseri umani odierni (9 miliardi nel 2050), garantendo allo stesso tempo il mantenimento degli equilibri ambientali e una maggiore equità sociale?

Lo spiega lo State of the World 2011 “Nutrire il pianeta”, realizzato dal Worldwatch Institute e pubblicato in Italia a cura del WWF Italia per Edizioni Ambiente: due anni di ricerche sul campo in 25 Paesi africani per dimostrare come unendo le tradizioni locali a innovazioni tecnologiche facilmente applicabili, come l’irrigazione a goccia o la coltivazione sui tetti, si può produrre cibo in abbondanza nel rispetto dei suoli locali e degli ecosistemi globali. “Un quadro entusiasmante” che attribuisce alle comunità più povere del pianeta la chiave per vincere la fame nel mondo, creando nuovi modelli per un futuro più sostenibile.

Il volume sarà presentato martedì 22 marzo 2011 a Roma, presso la LUISS Guido Carli, alla presenza di Danielle Nierenberg, direttrice dello State of the World 2011, Gianfranco Bologna, direttore scientifico WWF Italia e curatore dell’edizione italiana, Sebastiano Maffettone, preside della Facoltà di Scienze Politiche e direttore del Center for Ethic and Global Politics LUISS Guido Carli, Serena Milano, segretario generale Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Gabriele Riccardi, professore di Endocrinologia e Malattie del metabolismo Università Federico II di Napoli e membro dell’Advisory Board del Barilla Center for Food & Nutrition, Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Riccardo Valentini, professore di Ecologia Forestale Università della Tuscia e membro del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici.

L’evento, organizzato dal WWF Italia in collaborazione con il Barilla Center for Food & Nutrition, è anche l’ultima tappa di avvicinamento all’Ora della Terra del 26 marzo, l’evento mondiale WWF che sta coinvolgendo la comunità mondiale, a tutti i livelli della società, nella lotta ai cambiamenti climatici e nella trasformazione all’insegna della sostenibilità che potrà dare al mondo un nuovo equilibrio ambientale, economico e sociale.

Da: irispress.it

Turismo sostenibile ed esperienze nella natura per i bambini: alternativa ai consumi insostenibili per la Terra

InEcoTurismo, Educazione Sostenibile su 17 marzo 2011 a 10:25

[16 marzo 2011]

ECO-TURISMO E BAMBINI

Il turismo sostenibile è in grado di garantire interessanti esperienze nella natura per bambini. I genitori che scelgono l’ecoturismo per i figli devono tenere presente che si tratta di una vacanza ecologica, che offre anche la possibilità di apprendere molto su tutto ciò che riguarda la possibilità di conoscere in maniera diretta gli ecosistemi e i delicati equilibri naturali, a contatto spesso con una biodiversità animale e vegetale, che ai bambini non hanno l’occasione di sperimentare in città. Inoltre è da tenere presente che si tratta di una forma di turismo a basso impatto ambientale.

Questa forma di turismo green deve essere capace di coniugare sviluppo sostenibile ed aspetti culturali. A questo proposito piuttosto utili possono risultare le regole stabilite dalla World Tourism Organisation. Si tratta innanzitutto dell’opportunità riservata ai bambini di apprendere tutto ciò che riguarda la vita della fauna selvatica di un determinato territorio, in modo da riuscire a comprendere maggiormente i rapporti che legano fra di loro i vari ecosistemi. In questo modo si può attuare anche un’importante opera di sensibilizzazione ambientale per ciò che concerne le specie a rischio estinzione, per tutelare la biodiversità

Ecoturismo significa anche prendere consapevolezza del fatto che ci sono alcune risorse naturali da tutelare. Questione molto importante, se si considera che in tema di sostenibilità ambientale i consumi sono spesso insostenibili per la Terra. I bambini, attraverso le loro esperienze a contatto con la natura, possono anche sviluppare un maggiore senso di responsabilità nei confronti dell’inquinamento ambientale.

In tema di turismo sostenibile gli Italiani scelgono sempre di più l’agriturismo, un’ottima opzione per passare qualche giorno in diretto rapporto con l’ambiente naturale. Una scelta valorizzata anche dagli stranieri che per il loro turismo sostenibile scelgono enogastronomia e natura.

CONSUMI INSOSTENIBILI PER LA TERRA

Se vogliamo pensare alla sostenibilità ambientale, si deve considerare che gli attuali consumi insostenibili per la Terra. Le ultime stime hanno infatti messo in evidenza che siamo di fronte ad un impatto ambientale ingente, che ci dovrebbe portare a mettere in atto le giuste strategie per badare alla conservazione dell’ambiente. Il problema consiste principalmente nel fatto che le risorse a nostra disposizione vengono consumate molto più velocemente di quanto occorre perché esse si rigenerino. La questione riguarda i consumi in generale e quello dei vegetali in particolare.

Nello specifico va detto che per ciò che concerne il consumo dei vegetali ci sono delle grandi differenze fra le varie regioni della Terra. I consumi più alti in questo senso si registrano nel Nord America, mentre quelli più bassi si riscontrano nel Sud Est dell’Asia. Non va trascurato nemmeno la stretta correlazione del fenomeno in questione con la crescita della popolazione a livello mondiale. Tutto ciò pone alcuni rilevanti interrogativi. In tema di sostenibilità ambientale ci si chiede infatti se l’energia basterà per il mondo.

Gli scenari prospettati dagli esperti sono incredibili, visto che si parla di affermazione della lotta per assicurarsi le risorse alimentari. Per garantire un impatto ambientale ridotto serve un codice di condotta ecologica non solo per l’Europa, ma per il mondo intero. Si rende infatti necessario un impegno collettivo, se non si vuole finire a far parte della lista che comprende i peggiori Paesi del mondo in fatto di impatto ambientale. I comportamenti ecocompatibili di tutti possono contribuire a rendere il nostro modo di vivere più in sintonia con l’ambiente.

Da: ecoo.it

L’Ecoturismo ed i benefici per i bambini: l’importanza dell’educazione sostenibile

InEcoTurismo, Educazione Sostenibile su 12 marzo 2011 a 15:13

[11 marzo 2011]

Niente di più educativo che un’esperienza a contatto con la natura: l’ecoturismo è per i bambini un’opportunità di sano insegnamento ambientale. E’ una vacanza nel rispetto dell’ambiente che concilia ecologia e sapere.  Scoprire la fragilità degli ecosistemi, il significato del patrimonio ambientale consente alle giovani generazioni di crescere nel rispetto dei valori e di apprendere le meraviglie del mondo naturale. Come non condividere la gioia di un bambino di fronte al suo stupore innocente per lo spettacolo della natura o il suo sguardo sorpreso e incantato allo stesso tempo per le curiosità della vita animale? Come, in una parola, non cogliere l’importanza dell’educazione sostenibile?

L’ecoturismo è stato definito dall’International Ecotourism Society «un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali». In Italia l’Associazione Ecoturimo Italia nasce per sostenere un modo nuovo di viaggiare: green e sostenibile!

Chiunque può essere un eco-turista, dal bambino all’adulto, basta seguire chiare e semplici regole etiche, di solidarietà e salvaguardia ambientale. Fare della propria vacanza e di quella dei vostri figli un’esperienza di ecoturismo significa seguire una mentalità ecologica, minimizzare gli impatti negativi sul patrimonio ambientale e culturale del luogo ospitante e massimizzare i benefi per le popolazioni residenti. Questi principi, da diffondere e mettere in pratica, sono stati chiaramente redatti dalla  World Tourism Organisation nel  Global Code of Ethics for Tourism , un’importante regolamentazione (per la traduzione vedi Tures Turismo responsabile ) nella quale si delinea il legame inscindibile fra economia, sviluppo sostenibile e aspetti socio-culturali. Un equilibrio senz’altro necessario.

Per un bambino in particolare beneficiare dell’ecoturismo significa :

  • 1) Ricevere istruzioni e spiegazioni sulla fauna selvatica locale : la guida sarà felice di darvi informazioni sulla vita di piante, uccelli, insetti e animali della regione che state visitando; conoscenze utili per uno studio più approfondito delle relazioni fra gli ecosistemi.
  • 2) Sviluppare una maggiore sensibilità al degrado ambientale attraverso la conoscenza dei modi per ridurre al minimo i rifiuti, l’erosione del suolo, l’ inquinamento dell’aria e dell’acqua  per evitare danni sempre più gravi all’ambiente . Ricevere queste lezioni fin da piccoli e farne tesoro favorisce a lungo termine lo sviluppo di una società più matura, consapevole e attiva in campo ambientale.
  • 3) Preservare il diritto alla biodiversità : un eco-turista già dagli inizi potrà apprendere come riconoscere le specie animali e vegetali in via di estinzione e come partecipare agli sforzi comuni per la loro conservazione.
  • 4) Tutelare le risorse naturali e prendere consapevolezza del progressivo esaurimento di alcune di esse : l’ecoturismo insegna come l’impatto del turismo stia sviluppando un modo migliore di rapportarsi al territorio. Molti ma non ancora sufficienti gli impegni e i progetti per uno sviluppo più sostenibile del territorio: es. le nuove scelte di trasporto pubblico , le tecnologie a basse emissioni di CO2 , le iniziative di mobilità sostenibile
  • 5) Condividere esperienze culturali diverse e nuove tradizioni attraverso le abitudini culinarie, tramite la conoscenza di lingue straniere ecc. Si contribuisce così alla crescita globale del bambino stimolando le sue attitudini e la sua capacità di espressione sul mondo.

Dal punto di vista economico-sociale l’ecoturismo, o turismo responsabile, genera risorse finanziarie che possono essere riutilizzate per la sopravvivenza delle riserve, dei parchi, di ogni specie animale o vegetale del posto; possono essere riconvertite per finanziare programmi formativi di educazione ambientale non solo per gli eco-turisti ma anche per le popolazioni locali.

Da: greenme.it

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