ecoenrico

Archivio per la categoria ‘Comuni Virtuosi’

Decrescita, transizione e comuni virtuosi. I tre movimenti uniti per il cambiamento

InComuni Virtuosi, Transition Town su 8 agosto 2011 a 21:38

[agosto 2011]

 Città di transizione, Decrescita felice e Comuni virtuosi. Tre realtà con origini diverse, ma da sempre accomunate dal desiderio di muoversi verso un ordine sociale che superi il forsennato consumo di combustibili fossili e di petrolio a basso costo. Tre movimenti che ora hanno deciso di intraprendere un progetto comune, a partire da Passerano Marmorito, piccolo comune in provincia di Asti.

Si può cambiare, o meglio, è necessario farlo. Negli ultimi anni anche in Italia sono sorte interessanti forme di reazione all’attuale degenerazione politica, economica, sociale ed ambientale, che hanno iniziato ad avere una diffusione di un certo rilievo. Tre di queste hanno, sin dalla loro nascita, una comunione di intenti che sta prendendo sempre più forma: Città di Transizione, Comuni Virtuosi, Decrescita Felice.
“Tre modi diversi di affrontare lo stesso tipo di tematiche, perseguendo lo stesso tipo di obiettivi”, afferma Maurizio Pallante, presidente e fondatore del MDF. Tre realtà aventi origini diverse sì, ma da sempre accomunate dal desiderio di ricreare una società che vada oltre la forsennata produzione di merci ed il loro frenetico consumo, resi possibili in questi ultimi decenni da una grande disponibilità di petrolio a basso costo.

L’Associazione dei Comuni Virtuosi si occupa prettamente di buone pratiche amministrative, cercando di mettere in rete, anche attraverso il suo “Premio” annuale, le esperienze di tutte quelle amministrazioni che fanno sforzi per rendere più sostenibili la mobilità, la gestione del territorio e dei rifiuti, gli stili di vita e l’impronta ecologica dei loro cittadini. Il Movimento Città di Transizione coinvolge, nelle città interessate, sia la società civile che le amministrazioni in un progetto unitario di progressiva riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Il Movimento per la Decrescita Felice si pone invece l’obiettivo di delineare un progetto politico e culturale che abbia una valenza non solo locale, ma che orienti le attività di chi agisce nel settore industriale, nell’attività politico-amministrativa e di chi vuol cambiare i propri stili di vita.

Le influenze reciproche fra i tre non sono una novità. Cristiano Bottone, uno dei rappresentanti a livello nazionale delle Transition Towns, ricorda che “la prima volta che in Italia si è parlato delle Città di Transizione è stato nel corso di un meeting organizzato dal Movimento per la Decrescita Felice”. Marco Boschini, coordinatore nazionale dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, ritiene invece “essenziale, prima ancora che logico, trovare forme di contatto e reciproca contaminazione tra le varie esperienze in campo”. Anche Ellen Bermann, presidente di Transition Italia, sembra soddisfatta di questa “apertura e volontà di permettere la risonanza e la sinergia tra i Movimenti”.

Tre movimenti che ora hanno deciso di andare oltre, intraprendendo un progetto comune, e portando la fisiologica attrazione reciproca che queste realtà da sempre esercitano l’una sull’altra ai primi risultati. Recentemente, infatti, alcuni rappresentanti delle tre associazioni hanno incontrato a Passerano Marmorito, piccolo comune in provincia di Asti, l’amministrazione comunale (che ha partecipato nella sua interezza), settori di popolazione, associazioni ambientaliste locali e produttori locali.

L’obiettivo è stato quello di capire se l’amministrazione stessa era disposta ad intraprendere questo discorso, facendolo diventare uno stimolo per tutta la popolazione. Ma perché proprio Passerano? Non solo per la maggiore fattibilità, dovuta al fatto che ci sono solo 460 abitanti, ma anche perché quella del comune monferrino è un’amministrazione che non rientra nella logica dei partiti, che ha rotto con un passato in cui amministrare significava solo sviluppo urbanistico, mettendosi in un’ottica di tutela ambientale. Passerano amministra coinvolgendo la popolazione. Periodicamente tutta la giunta incontra i cittadini (40/50 abitanti per frazione), diventando così espressione della società civile, con la quale vuole lavorare.

Maurizio Pallante ha fatto la proposta, Marco Boschini l’ha sottoscritta ed Ellen Bermann ha presentato la metodologia di lavoro. Ora sta al comune metabolizzare questo discorso. Un discorso complesso, ovviamente, che secondo il sindaco, Silvana Bruna, richiederà un po’ di tempo per la sua completa messa in pratica. Le premesse sono ottime, ma anche un comune così piccolo ha bisogno di tempo per organizzarsi in modo tale da tradurre in realtà proposte che, comunque, comporteranno grandi ed importanti cambiamenti.

L’amministrazione comunale, vicina ad una scelta definitiva riguardante l’inizio di questo progetto, secondo la metodologia “di transizione” non si limiterebbe più ad assemblee con la cittadinanza fatte solo per la gestione dell’esistente (strade, boschi, acque), ma affiancherebbe alla consultazione della popolazione anche un elemento di progettualità. Per capire insieme come aumentare la propria resilienza, ossia come potersi “difendere” dai grandi cambiamenti in corso, assorbendoli senza subire traumi. Magari anche riscoprendo modi e usi di quando l’economia di questo grazioso villaggio piemontese, e di tutti i paesi italiani, non si fondava sull’abbondanza di petrolio a basso prezzo; di quando anche senza di esso si andava avanti, perché c’era un rapporto di conoscenza con le risorse del territorio che permetteva di utilizzare al meglio la capacità di entrare in relazione interpersonale (anche di solidarietà), affrontando così una serie di problemi oggi apparentemente insormontabili.

Una volta avviato questo primo progetto, l’obiettivo è di fare in modo che tutti i comuni che hanno già fatto delle scelte “virtuose” (a partire ovviamente da quelli della rete dei Comuni a 5 stelle), avendo già dimostrato una certa sensibilità, possano portare i loro progetti dalla politica amministrativa alla progettazione del futuro della città e della vita dei cittadini, e diventino un ulteriore supporto di diffusione dell’esperienza della Transizione.
Ma sarà davvero possibile diffondere questo tipo di proposte su larga scala, dopo questa prima esperienza piemontese? Maurizio Pallante è ottimista: “La crisi accentuerà questo processo, perché costringerà a rivedere quelli che sono gli attuali stili di vita, sviluppatisi negli ultimi 50 o 60 anni di storia dell’umanità. Siamo immersi in questo tipo di dimensione e convinti che questo sia il modo naturale di vivere, ma storicamente sappiamo che le attuali condizioni sono particolarmente anomale, e molto difficili da riprodurre. Sarà quindi indispensabile scoprire le potenzialità del futuro insite nei modi di vivere di quando non c’era questa abbondanza di fonti fossili a basso costo”.

L’alleanza filosofica e strategica fra i tre Movimenti sta dando i primi risultati. Speriamo che Passerano non rimanga un caso isolato, ma che sia solo il primo tassello di un mosaico di realtà che faranno della svolta epocale che stiamo vivendo il nuovo Rinascimento che, forse in modi diversi, tutti ci auguriamo.

Da: terranauta.it

 

La fase di avvio del progetto “Ecoristorazione Trentino” (aprile 2011-dicembre 2011)

InAlimentazione, Comuni Virtuosi, Nuove Soluzioni su 19 giugno 2011 a 22:39

[giugno 2011]

La Provincia autonoma di Trento, tramite l’attività del Servizio Politiche per il Risanamento dei Siti Inquinati e la Gestione dei Rifiuti e dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, e con la collaborazione del Comune di Trento, ha avviato ad aprile 2011 un tavolo di lavoro con le principali associazioni di categoria operanti nel settore della ristorazione (UCTS, ASAT, Associazione Agriturismo Trentino e Confesercenti), con lo scopo di attivare un progetto di sostenibilità ambientale rivolto agli operatori del settore, denominato “Ecoristorazione Trentino”.

Esattamente un anno fa veniva firmato tra Provincia e Distribuzione Organizzata trentina l’accordo volontario “Ecoacquisti Trentino”per la riduzione dei rifiuti all’interno del comparto distributivo, che prevede il rilascio di un marchio da parte della Provincia ai punti vendita in grado di dimostrare il rispetto delle azioni previste dall’accordo (ad oggi, si tratta di 131 punti vendita). Attivando il nuovo progetto “Ecoristorazione Trentino”, la Provincia ha inteso dare continuità al coinvolgimento del settore commerciale nella riduzione degli impatti ambientali tramite il rilascio di eco-marchi volontari, coinvolgendo quindi, dopo i distributori, anche i ristoratori.

Il nuovo progetto ha come obiettivo il miglioramento del già eccellente servizio offerto dai ristoratori trentini, aumentandone e valorizzandone l’attenzione ai temi ambientali. Ci si concentrerà in primis sulla riduzione dei rifiuti (in particolare della frazione organica, ma anche sulla promozione di prodotti del territorio “a km-zero”, sulla riduzione dei consumi idrici, sulla valorizzazione dell’acqua di rete, sull’utilizzo di prodotti/servizi ecologici, sul coinvolgimento della clientela nell’attuazione di “buone pratiche”.

Sono interessati tutti gli esercizi per i quali il servizio di ristorazione è l’attività prevalente e che comunque offrono tale servizio in modo continuativo e non esclusivo per alcune categorie di clienti, ovvero: ristoranti e pizzerie, agriturismi, alberghi e altre strutture ricettive nelle quali il servizio di ristorazione non sia destinato solo agli ospiti. Non verranno presi in considerazione, quanto meno in questa prima fase,  rifugi, mense e servizi di catering, lunch-bar, ma non si esclude il loro coinvolgimento in una fase più matura del progetto.

Quest’ultimo è infatti in procinto di partire con una fase di sperimentazione sul campo delle buone pratiche ambientali attuabili dalla ristorazione trentina mediante il coinvolgimento di alcuni esercizi campione. La sperimentazione, che avrà luogo durante l’estate 2011, porterà alla definizione di un disciplinare di certificazione e del relativo sistema di attribuzione dell’etichetta “Ecoristorazione Trentino”. Gli esercizi aderenti dovranno soddisfare alcuni requisiti obbligatori e raggiungere un punteggio minimo complessivo tramite il soddisfacimento di alcuni requisiti facoltativi. Ecco le aree in cui verrà sezionato il disciplinare:

  1. rifiuti > priorità alla riduzione, in particolare della frazione organica
  2. alimenti e bevande > priorità ai prodotti biologici, locali, solidali, slow food
  3. energia e acqua > priorità al risparmio energetico ed idrico
  4. acquisti non alimentari > priorità ai prodotti verdi
  5. informazione, comunicazione, educazione ambientale > per il coinvolgimento della clientela nelle buone pratiche ambientali

Al termine della fase di sperimentazione, si procederà con l’implementazione degli strumenti di verifica e monitoraggio e con la sensibilizzazione e la formazione dei ristoratori e la promozione del marchio. I rilasci del marchio agli esercizi campione potranno avere luogo entro la fine del 2011. Da quel momento anche gli altri esercizi operanti in Trentino potranno richiedere il marchio alla Provincia, che lo concederà previa verifica del rispetto delle azioni del disciplinare.ù

Da: eco.provincia.tn.it

Qualità della vita in Italia: un elenco di 10 comuni selezionati su chiave ecologica e naturalistica

InComuni Virtuosi, Qualità della vita, Sondaggi, Transition Town su 27 maggio 2011 a 00:02

[maggio 2011]

Dove si vive meglio? quante volte ci siamo posti questa domanda, pensando a dove vorremmo vivere in Italia, a un posto per studiare, trasferirci, vivere bene… Innanzitutto dovremmo considerare che Il Prodotto interno lordo non è più considerato un indicatore fedele della qualità della vita, e che è stato sostituito da altri indicatori che più il livello economico valutanole opportunità di impiego per i cittadini, l’efficienza dei servizi sanitari, i servizi offerti dal comune per il tempo libero, la sicurezza e l’ordine pubblico, la soddisfazione personale e la partecipazione civile.
Ma in Italia si vive bene? E dove si vive meglio? Il sole 24 ore ogni anno stila la classifica della qualità della vita: nel 2010 la maglia nera è andata a Napoli che si è aggiudicato l’ultimo posto mentre sono saliti sul podio Bolzano, Trento e Sondrio confermando il trend degli anni passati che indicava il nord-est come la zona dove si vive meglio in Italia. Milano e Roma ancora una volta non sono riuscete ad entrare nella top ten ma si fermano rispettivamente al 21 e 35 posto… ma non ci vogliamo fermare qui.
Yes.life ha voluto stilare per voi una personale classifica su i 10 comuni dove si vive meglio in Italia tenendo in considerazione anche il rispetto per l’ambiente e per il territorio scoprendo anche nei piccoli borghi quella tranquillità e felicità che spesso nelle affollate città viene a mancare. Non ci resta che preparare le valige e iniziare questo tour nell’Italia della qualità della vita e del vivere serenamente!

Dove si vive meglio: qualità della vita in Nord Italia

1. Aosta: storia, fiaba, arte, architettura, castelli che si innalzano all’orizzonte circondati da montagne uniche, borghi disseminati fra le valli, antichi mestieri.. come si fà a non vivere bene in un luogo così? Il tempo sembra fermarsi fra funiculari e sentieri immersi in paesaggi incontaminati che vantano una storia millenaria, senza pensieri e stress cittadino.
Aosta oggi può essere considerata un esempio fra i più rappresentativi delle qualità positive tradizionalmente correlate alla “provincia” italiana: piccole dimensioni, benessere diffuso, servizi vicini al cittadino, integrazione, tranquillità.
Per l’estate una bella novità: il Comune di Aosta e l’assessorato al turismo, hanno messo a punto il ‘Guidabus‘, un pulmino che proporrà ai visitatori del capoluogo una serie di escursioni nei luoghi significativi della regione per tutta la stagione estiva, fino a metà settembre, con la messa in pratica di una reale mobilità sostenibile e attenta all’ambiente.

Leggi il seguito di questo post »

Un viaggio racconto nell’Appennino: tra Comuni Virtuosi e Comitato ‘Piano B’

InComuni Virtuosi su 16 marzo 2011 a 00:37

[15 marzo 2011]

Un buon racconto è spesso un racconto di viaggio. È con questo spirito che il Comitato Piano B, visibilmente ispirato all’ opera di Lester Brown, economista, scrittore ed ambientalista statunitense, intraprende un viaggio nell’Appennino reggiano per scoprire e mettere a confronto le migliori soluzioni possibili e costruire insieme l’alternativa per una virtuosa amministrazione locale. 6 incontri per progettare un nuovo rapporto con il territorio, le persone, le istituzioni.

Democrazia, Ambiente, Energia, Alimentazione. L’obiettivo è dichiarato: progettare insieme l’alternativa e mettere a confronto le migliori soluzioni possibili. Dopo aver consegnato, a dicembre, ai sindaci di alcuni comuni della montagna il Manuale del buon amministratore locale (Ed. Altreconomia) ed essersi studiati l’esperienza dei Comuni Virtuosi, ora il gruppo apre uno spazio di dibattito e condivisione pubblica, che al primo incontro ha raccolto una quarantina di partecipanti attenti al futuro del proprio territorio.

Nelle diverse serate, verranno presentate esperienze messe in pratica da cittadini già personalmente e direttamente impegnati nella ricerca di soluzioni concrete, sviluppate nell’ambito domestico, scolastico o pubblico, a dimostrazione che le iniziative virtuose sono spesso una realtà già presente ed attiva e ci offrono l’opportunità di avviare una riflessione ormai non solo necessaria ma anche urgente.

In più occasioni, inoltre, i relatori del Comitato Piano B saranno affiancati da ospiti esperti nei vari temi. Lungo la via il Comitato Piano B proporrà la propria esperienza e le proprie aspettative, ma non meno interessante sarà comporre con i cittadini il diario di un percorso che restituisca l’immagine, spesso poco appariscente, di un Appennino virtuoso.

Le competenze e le esperienze raccolte strada facendo andranno a comporre un mosaico che sarà presentato ai cittadini e agli stessi sindaci nella serata conclusiva del 15 aprile.

Ivana del comitato ci racconta com’è nata l’idea, che parte da una precedente esperienza di mobilitazione locale attorno ad un progetto di centrale a biomassa a Fora di Cavola, sovradimensionato – agli occhi di molti cittadini – rispetto sia alla logica della filiera corta produttiva, e non accompagnato da politiche locali mirate al risparmio e all’efficienza energetica.

“La vicenda della centrale di Fora di Cavola ha una svolta decisiva il 31 ottobre 2010 dove 300/400 persone tra cui il sindaco di Toano assistono all’esposizione del prof. Federico Valerio. Sul tema è attivo da tempo il Comitato Ecologicamente, che aveva portato alla raccolta in precedenza di 1.500 firme di cittadini contrari all’impianto.

Pochi giorni dopo l’incontro, il Comune di Toano delibera all’unanimità, con il sostegno dell’opposizione, la modifica al piano regolatore, di fatto interdicendo l’uso dell’area al progetto previsto da Iren. L’assessore regionale Muzzarelli contemporaneamente sconfessa la linea di Iren, Provincia e Comunità montana. Iren ritira il progetto ed in questi giorni la Provincia di RE con Koinos, Consorzio coordinato da CNA, avvia sulla stessa area un progetto che a grandi linee ha aspetti di conformità con soluzioni proposte da comitati ed altri soggetti.

Nel frattempo Antonella lancia l’idea a un gruppo di amici di consegnare ai sindaci dei comuni montani il Manuale del buon amministratore locale di Stortone e Amura per Altraeconomia. L’idea ci sembra molto buona e troppo puntuale in relazione alla quantità di iniziative che muovono in Appennino. Soprattutto ci appare sempre più evidente che le criticità, maggiori o minori che siano, non andrebbero affrontate esclusivamente nei termini schematici e asciutti propri dell’economia. Per questo crediamo, che non bastino azioni di contenimento e di ordinaria gestione, bensì sia necessario un cambiamento di approccio a queste tematiche, in vista di nuovi progetti strutturali e più lungimiranti”.

Di qui alla costituzione del Comitato Piano B il passo è breve. Il primo atto è Fai un regalo al tuo Sindaco con la consegna a ciascun sindaco della montagna del Manuale del buon amministratore locale dedicato ad Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica. Rivolto dagli autori agli amministratori e ai cittadini virtuosi, raccoglie decine di piccole ‘utopie’ che ovunque in Italia si sono felicemente tradotte in fatti e in soluzioni concrete; tra queste, alcune si sono realizzate proprio nella provincia reggiana.

Lungo la via il Viaggio nell’Appennino virtuoso ha raccolto il patrocinio delle riviste Valori, Altreconomia e del Cambiamento. Da parte nostra cogliamo volentieri la proposta di comporre, insieme ai cittadini ed agli amici che li seguiranno, il diario di questa esperienza. E se tutto va bene, attraverso gli Incontri del Cambiamento potremmo vedere sempre più bandierine di segnalazione accendersi in mezzo alla montagna reggiana.

Da: ilcambiamento.it

Strategie virtuose per l’obiettivo rifiuti zero. Intervista di QualEnergia.it al Sindaco di Capannori

InComuni Virtuosi, Interviste su 8 marzo 2011 a 16:20

[7 marzo 2011]

Come arrivare all’82% di raccolta differenziata e puntare all’obiettivo rifiuti zero, lo spiega in un’intervista a QualEnergia.it, il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro. Differenziare e ridurre, ma anche sensibilizzare i cittadini creando una diversa mentalità nei confronti dei rifiuti.

Una cittadina toscana di 46mila abitanti si sta distinguendo per l’impegno nella riduzione dei rifiuti. È stato il primo comune italiano a aderire alla Zero Waste International Alliance che in Italia è la Rete Nazionale Rifiuti Zero. Con il suo 82% di raccolta differenziata, Capannori, in provincia di Lucca, è anche uno dei comuni dell’Associazione dei comuni virtuosi. QualEnergia.it ha intervistato il sindaco, Giorgio Del Ghingaro (nella foto) che ci ha raccontato i segreti per poter dire addio ai rifiuti.

Capannori è il primo comune italiano a aderire alla strategia internazionale Rifiuti Zero. Come siete arrivati a questo impegno in materia di rifiuti?

La questione parte da lontano. A metà degli anni ‘90 si paventò l’ipotesi della costruzione di un inceneritore nel nostro comune. Si scatenò una grossa battaglia popolare. L’inceneritore alla fine non fu costruito, ma non tanto per le battaglie, quanto perché vennero trovati dei reperti archeologici e sul sito fu posto un vincolo ministeriale. Ma a partire da lì si è costituita una mentalità di rispetto per l’ambiente e di sostenibilità che, quando questa amministrazione è arrivata al governo nel 2004, aveva creato le basi per consentirci di fare qualcosa di nuovo.

È stato allora che siete partiti con la raccolta differenziata porta a porta?

Al tempo raggiungevamo un 30-35% di differenziata. Noi abbiamo iniziato con la sperimentazione del porta a porta in alcune zone e con la riconversione mirata dell’Ascit, l’azienda che gestisce i rifiuti. Dall’anno scorso siamo entrati a pieno regime e oggi siamo all’82% di raccolta differenziata con un porta a porta che copre il 100% del territorio comunale, ovvero 156 chilometri quadrati suddivisi in 40 frazioni.

Raccogliamo materiale assimilato ai rifiuti urbani nelle case di 17mila famiglie per 46mila abitanti e 3.000 aziende. Inoltre, grazie a una forte campagna di sensibilizzazione sul territorio, oggi circa 2.500 persone hanno la compostiera o fanno auto-compostaggio tradizionale. Noi ci occupiamo di certificare che il compostaggio sia fatto in modo corretto e a chi sceglie questo metodo garantiamo il 10% di sconto sulla parte variabile della tariffa rifiuti. Poi abbiamo due isole ecologiche, una a nord e una a sud del territorio comunale, dove si può conferire materiale ingombrante ottenendo ulteriori sconti sulla tariffa. Abbiamo creato una tesserina sulla quale vengono caricati dei punti che alla fine dell’anno producono sconti sulla tassa dei rifiuti. I cassonetti indifferenziati sono stati del tutto eliminati.

Differenziare, ma anche ridurre. È questo il senso della strategia Rifiuti zero?

La strategia Rifiuti zero è un progetto internazionale che coinvolge città importanti e all’avanguardia nella gestione ambientale come San Francisco. Tra gli obiettivi di questa strategia c’è di raggiungere il 100% di raccolta differenziata entro il 2020, ma soprattutto di ottenere forti riduzioni nella produzione di rifiuti. Questo è l’altro aspetto su cui noi puntiamo molto. Fino al 2004 la produzione di rifiuti del nostro comune aumentava mediamente del 5% all’anno. Poi ha cominciato a diminuire e ora siamo al -20% complessivo rispetto al 2004.

E come ci riuscite?

Leggi il seguito di questo post »

Buone pratiche ambientali a Corchiano “Porta la Sporta”

InComuni Virtuosi, Nuove Soluzioni su 6 marzo 2011 a 02:48

[5 marzo 2011]

A Corchiano (VT) una nuova e avvincente sfida attende la comunità, in particolare le scuole. Dal mese di marzo a quello di aprile gli alunni della scuola dell’infanzia così come quelli delle scuole elementari e medie saranno impegnati in “Porta la sporta, ultima sfida”, una gara condotta a colpi di buone pratiche e comportamenti rispettosi dell’ambiente promossa dall’Amministrazione comunale di Corchiano, dalla Cooperativa Larth Velarnies e dal Consiglio comunale dei ragazzi.

Richiamandosi alla campagna nazionale “Porta la sporta” dell’Associazione dei Comuni Virtuosi e agli esempi provenienti dal Nordamerica, la sana competizione si prefigge di raggiungere una pluralità di obiettivi. Tra questi: fornire ai Comuni l’occasione per impegnarsi ulteriormente in un partecipato progetto di riduzione dei rifiuti; rendere consapevoli i cittadini circa l’impatto economico e ambientale derivante dal sacchetto di plastica monouso, esempio emblematico di un consumo orientato verso il cosiddetto sistema usa e getta, corresponsabile del resto dello smisurato aumento dei rifiuti; introdurre buone pratiche e applicare soluzioni corrette, tenendo conto degli esempi internazionali; orientare gli sforzi dei cittadini verso un obiettivo comune, creando con ciò lo spirito di squadra ovvero il senso di appartenenza a una comunità viva, fatta di persone responsabili e rispettose dell’ambiente e delle vocazioni territoriali.

Una competizione che vede come protagonisti i bambini e i ragazzi, poiché l’obiettivo è quello d’investire nelle nuove generazioni. Non meno importante il ruolo degli adulti. Famiglie ed esercenti hanno il compito di tramandare ai cittadini di domani un ambiente pulito e, in generale, un mondo migliore. Ebbene, “Porta la sporta, ultima sfida” avrà una durata di cinque settimane, dal 2 di marzo al 6 di aprile. In questo periodo, gli alunni, con l’ausilio dei loro genitori e dei loro nonni, dovranno accumulare più ecoeuro possibili da inserire negli appositi box collocati nelle aule scolastiche e nella biblioteca comunale.

Gli ecoeuro si otterranno soprattutto andando a fare la spesa con la sporta presso i negozi aderenti al circuito. Ma che cos’è l’ecoeuro? Una cartamoneta coniata dai ragazzi del Consiglio comunale, pensata in origine per consentire lo scambio tra comportamenti virtuosi delle famiglie e prodotti ecologici e del commercio equo e solidale.

Che cosa prevede il regolamento? Le classi partecipanti dovranno nominare un responsabile, che si rapporterà con il Comune e si farà garante del progetto. Sul piano pratico, un ecoeuro si avrà ogni cinque euro di spesa. Tuttavia la moneta locale non si otterrà soltanto attraverso la spesa nei negozi del territorio, contribuendo così a sviluppare il processo della filiera corta, ma anche e soprattutto con la pratica quotidiana di comportamenti virtuosi.

Tra questi, leggere libri presi in prestito dalla biblioteca comunale, richiedere presso la Bottega delle buone pratiche locali le compostiere domestiche per la gestione della frazione umida dei rifiuti oppure le chiavette ricaricabili per le fontanelle dell’acqua della comunità, raccogliere l’olio della frittura nell’apposito contenitore per poi avviarlo alla trasformazione in biocarburante. E ancora, consegnare le pile ormai esauste ai volontari della Bottega delle buone pratiche.

Leggi il seguito di questo post »

Mobility Game: eco-iniziativa del Comune di Senigallia

InComuni Virtuosi, Mobilità Sostenibile su 5 marzo 2011 a 16:55

[3 marzo 2011]

Dopo il successo crescente delle edizioni precedenti, continuerà anche nel nuovo anno scolastico l’avventura del “Mobility Game“, il progetto del Comune di Senigallia (AN) destinato alle scuole e nato per sensibilizzare e orientare gli atteggiamenti dei ragazzi verso abitudini di mobilità eco-sostenibile.

Le classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado torneranno a sfidarsi, a partire dal prossimo 7 marzo, per cercare di accumulare i punti assegnati ai bambini che si recano a scuola con modalità di trasporto sostenibile.

Il funzionamento del gioco. Il gioco premia chi sceglie di andare a scuola a piedi o in bici, chi prende lo ScuolaBus, o chi si accorda con altri compagni per chiedere ai propri genitori di utilizzare una sola macchina, con il sistema chiamato carpooling.

Ad ogni modalità di spostamento viene assegnato un punteggio, definito dalla quantità di risparmio di anidride carbonica, per incentivare piccoli comportamenti che possono però essere molto importanti per contribuire a ridurre i livelli di inquinamento dovuti all’eccessivo utilizzo privato dell’auto.

Sarà sempre attivo il pedibus guidato, fatto di percorsi sicuri appositamente predisposti e guidati da adulti, con la collaborazione dei genitori e di alcune associazioni cittadine di volontariato, Banca del tempo, Auser e Anteas.

Dal link seguente è possibile scaricare un estratto del regolamento dell’edizione 2011 del Mobility Game

scarica il regolamento

Da: comunivirtuosi.org

Il paese “Giffoni Sei Casali” supera il 90% di differenziata

InComuni Virtuosi su 2 marzo 2011 a 20:48

[1 marzo 2011]

Un altro comune virtuoso nella gestione dei rifiuti è Giffoni Sei Casali, un paesino in provincia di Salerno, in Campania, di 5mila abitanti. Abbiamo parlato con il suo Sindaco Gerardo Marotta per capire qual è stato il percorso che ha portato il comune ad essere tra i primi in Italia nella raccolta differenziata integrata e tra i principali protagonisti dell’Associazione dei Comuni Virtuosi. Marotta, che è stato eletto nel 2007 con una Lista civica, ci racconta che la sua maggioranza viene da lontano, ma nel corso degli anni si è saputa sempre rinnovare ed ha saputo migliorare il progetto partito nel 2002.

«Le ultime cifre, che mi sono appena giunte, ci dicono che abbiamo raggiunto il 94% di raccolta differenziata» ci riferisce al telefono in maniera entusiasta. Ma ci sono anche delle somiglianze con i Castelli Romani: «da anni stiamo combattendo un battaglia contro la realizzazione dell’inceneritore attraverso ricorsi al Tar che speriamo ci portino alla sua definitiva cancellazione. Ci sono molti interessi politici e di privati dietro la sua costruzione, ma grazie alla raccolta differenziata nell’arco di 3-4 anni l’impianto sarà inutile». La battaglia contro la realizzazione del gassificatore dunque non si vince con le dichiarazioni e i proclami politici, ma proponendo un modello alternativo per il trattamento dei rifiuti. Marotta conosce la situazione castellana e ci spiega che si può vincere soltanto presentando un piano efficace di raccolta dei rifiuti.

«Nel corso degli anni il nostro servizio è sempre stato migliorato, apportando le giuste modifiche. Devo ringraziare le persone che lavorano e tutti i cittadini che hanno capito il nostro sforzo. Abbiamo fatto molte cose attraverso la sensibilizzazione e l’educazione all’ambiente nelle scuole, inviando a ogni famiglia tutto il materiale informativo scritto in maniera semplice e intuitiva e devo dire che la risposta è stata fantastica». Il nuovo obiettivo prefissato dalla giunta di Giffoni è arrivare al 2020 con i rifiuti zero «e sono convinto che ci riusciremo». Sono state approvate due delibere che spiegano bene quali sono gli obiettivi e i principi su cui si basa la politica del paese: Rifiuti zero e il documento di Politica Ambientale.

«Oramai è diventata una prassi e tutti i cittadini si sono resi disponibili, non è così difficile, basta avere a cuore il proprio territorio. Il primo step è stato sicuramente realizzare una buona isola ecologica che lavora in maniera efficace dove è possibile portare i rifiuti ingombranti». Il Comune di Giffoni ora è considerato un esempio da seguire, una piccola realtà che vuole emergere e proporre un modello alternativo per tutta la regione campana. «Siamo presi come modello e molto spesso sono chiamato per andare a parlare con gli altri comuni per spiegare il nostro percorso» ci ha detto infine un orgoglioso Marotta.

Da: cittafutura.eu

Tre comuni virtuosi in materia di differenziata a cui ispirarsi

InComuni Virtuosi, Raccolta Differenziata su 23 febbraio 2011 a 09:34

[22 febbraio 2011]

Comune di Pollica (Sa) – Comune di Capannori (Lu) – Comune di Acquapendente (Vt)

Comune di Pollica (Salerno) – abitanti circa 2.400 – raccolta differenziata all’ 82%
La raccolta differenziata è ampiamente entrata da anni nelle buone abitudini dei cittadini del Comune di Pollica e produce brillanti risultati, mediante l’utilizzo di contenitori separati, raccolta a fasce orarie predefinite, giorni differenziati per tipo di materiale, eco-point e raccolta “porta a porta”.

“Abbiamo iniziato nel 1996, – spiega la dott.ssa Carla Ripoli, assessore all’Ambiente del Comune di Pollica, -  certo all’inizio non è stato facile ma poi la popolazione si è abituata al nuovo sistema e ora tutto procede bene.”

“Il territorio comunale è idealmente diviso in due zone: per la prima, relativa alle quattro frazioni interne, popolate soprattutto da anziani, si prevede la raccolta “porta a porta”, per la seconda, le frazioni costiere di Acciaroli e Pioppi, si prevede il conferimento dei rifiuti, già differenziati, da parte degli stessi cittadini. Due volte al giorno, i rifiuti differenziati vengono conferiti presso delle “eco- ostazioni”, ovvero aree appositamente realizzate e sorvegliate da un operatore che, al momento del conferimento, controlla la corretta differenziazione dei rifiuti, prima che essi siano spediti in un’isola ecologica, realizzata ad Acciaroli.
In questo modo, per le frazioni marittime non abbiamo alcun problema nemmeno con i turisti che, magari, non sono abituati a differenziare”.

L’ isola è all’avanguardia in campo ecologico poiché munita di vasche per il filtraggio del percolato e potenziata con dei compattatori elettrici che, comprimendo i rifiuti stoccati, consentono un notevole decremento volumetrico. Inoltre da anni, tutti gli operatori turistici e gli albergatori del Comune conferiscono i rifiuti autonomamente, grazie all’utilizzo di appositi carrelli che consentono il deposito dell’immondizia, precedentemente differenziata, direttamente presso i cassonetti dell’isola ecologica”.

Leggi il seguito di questo post »

Esempi e nomi di buone pratiche e comuni virtuosi

InComuni Virtuosi su 22 febbraio 2011 a 14:22

[20 febbraio 2011]

Notizie positive arrivano dall’ultimo report di Legambiente, Clima in Comune 2011. Infatti vengono segnalate alcune buone pratiche dislocate lungo il territorio italiano. Spiccano: l’Agenzia CasaClima di Bolzano, che si occupa dal 2002 di certificazione energetica degli edifici con 2840 edifici certificati (71 in classe Oro, 640 in classe A, 1980 in classe B) e1500 ristrutturazioni; la Fondazione Cariplo, che dal 2006 al 2008 ha promosso un bando mirato a favorire la diffusione degli audit energetici negli edifici pubblici dei comuni sotto i 30.000 abitanti, delle province lombarde e di Novara e Verbania (8,3 milioni di euro erogati per 605 Comuni); l’azienda USL di Rimini, con un Piano di azione per il miglioramento della sostenibilità energetica negli impianti dei quattro ospedali cittadini.

Invece tra i comuni compaiono nella lista dei virtuosi: Salerno, che con un sistema di raccolta domiciliare spinto ha raggiunto l’eccellenza per i rifiuti avviati a riciclo; Cesano Boscone (Mi), con le mense scolastiche e pubbliche improntate alla sostenibilità ecologica (circa 261.500 pasti sostenibili all’anno); Sluderno (Bz), realtà di 1800 abitanti che copre interamente i propri consumi energetici e termici con fonti rinnovabili, attraverso pannelli solari termici e fotovoltaici su case e aziende, 4 microimpianti idroelettrici, impianti di teleriscaldamento a biomasse locali e da biogas per le abitazioni.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.