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FederBio e Banca Etica: nasce Accademia Bio, per lo sviluppo del settore biologico e biodinamico

InAgricultura, Biologico, Organic Food su 10 novembre 2011 a 02:01

[novembre 2011]

 Supportare e sviluppare il settore biologico e biodinamico italiano, attraverso la promozione e la creazione di una Rete nazionale sulla formazione, dimostrazione, sperimentazione e informazione: questo l’obiettivo del progetto Accademia Bio, nato grazie all’accordo di collaborazione sottoscritto da FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, e Banca Etica lo scorso luglio.

Per la mattinata dell’11 novembre, giorno di San Martino – che rappresenta il momento di passaggio tra la chiusura e l’apertura di una nuova annata agraria – FederBio, Banca Etica e l’azienda agricola La Costigliola invitano tutto il comparto all’incontro di presentazione di Accademia Bio (ore 11.00, La Costigliola – via Rialto 62, 35030 Rovolon, Padova) durante il quale si raccoglieranno le adesioni, nonché le osservazioni e le proposte per dare il via a un progetto che offre numerose opportunità per tutte le realtà del bio italiano.

Accademia Bio ha l’obiettivo di valorizzare le capacità e le esperienze dell’agricoltura biologica e biodinamica italiana come esempi per sviluppare il settore. L’esperienza della Federazione, di Banca Etica e di tutte le realtà che vorranno unirsi permetteranno la diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche per una crescita omogenea del comparto. Accademia Bio, nel concreto, promuove un progetto di formazione di nuova imprenditoria, agevola la condivisione e lo sviluppo di attività di formazione, sperimentazione, dimostrazione e informazione relativamente a prodotti biologici e relativi mezzi tecnici e servizi, sostiene la circolazione delle buone pratiche in ambito tecnico, economico, gestionale e operativo nell’applicazione delle normative sul biologico e biodinamico a prodotti, processi, mezzi tecnici e servizi e offre il supporto e la partecipazione a programmi e progetti negli ambiti indicati in precedenza anche in collaborazione con Istituzioni pubbliche, organizzazioni private e imprese anche a livello internazionale.

“Il biologico si candida ad essere la prospettiva per il futuro della nostra agricoltura, che ormai è in una situazione di crisi evidente, e a fungere da promotore di nuove imprese e di nuovi stili di vita. – sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – Per questo motivo serve mettere in circolo il grande patrimonio di sapere, di conoscenze e di esperienze che il biologico e il biodinamico italiano possiedono: Accademia Bio intende essere lo strumento per questa sfida, impegnativa e importante, non solo per il futuro del nostro settore”.

“Investiamo in un’azienda agricola biologica e nella costituzione di un polo formativo per il mondo del bio perché Banca Etica crede che solo dalla ripresa dei valori fondamentali della terra possa crescere un nuovo modello di sviluppo che metta al centro equità, sostenibilità e giustizia sociale. – spiega Ugo Biggeri, Presidente di Banca Etica – La finanza speculativa ha cambiato anche le regole della definizione dei prezzi dei prodotti alimentari, spingendo sulla produzione di quantità più che di qualità, mettendo in crisi ecosistemi, biodiversità e la sopravvivenza stessa di intere popolazioni. La finanza etica agisce in completa controtendenza e anche queste progettualità ne sono concreta testimonianza”.

Alla rete possono aderire le aziende agricole e di allevamento pubbliche o private presenti nel territorio nazionale che operano nel settore del biologico e biodinamico, enti e organizzazioni pubbliche e private oltre a Istituzioni che operano in ambiti coerenti con le finalità della Rete e che sottoscrivono il Regolamento.

Da: alternativasostenibile.it

Negozi Biologici: cosa sono, come si aprono e dove trovarli

InBiologico su 6 marzo 2011 a 21:39

[6 marzo 2011]

COSA
Il Negozio Biologico è un esercizio commerciale che è specializzato nell’offrire prodotti sia alimentari che per la cura della persona derivanti da produzioni biologiche ed anche biodinamiche.

In un Negozio Biologico troverete frutta e verdura biologica coltivata senza pesticidi ed fertilizzanti chimici e prodotta prevalentemente a chilometri zero, cio’ nelle vicinanze del negozio per non sprecare CO2 in seguito ai trasporti. Spesso si possono trovare anche prodotti alimentari per chi ha intolleranze alimentari.

In un Negozio Biologico potrete trovare anche prodotti bio per l’igiene personale derivanti da criteri di produzione “naturale”. Non di rado in un negozio Biologico si trovano anche libri specializzati sulle tematiche Green ed anche capi di abbigliamento biologico in tessuti naturali e componenti di arredamento per la casa ecologica.

COME
Chi intende aprire un negozio biologico dovrebbe anzitutto stabilire quale tipo di prodotti mettere in vendita nel proprio esercizio. A questo proposito, ci pare corretto sottolineare che può dimostrarsi poco lungimirante la politica dell’affidarsi ad un unico settore, per esempio quello dei prodotti freschi: molto meglio proporre alla possibile clientela un assortimento più vario di prodotti, dal fresco ai prodotti confezionati, dai biscotti ai cosmetici.

Una seconda variabile altrettanto importante da prendere in considerazione riguarda il luogo in cui si intende aprire il negozio biologico. Per chi abita in grandi centri metropolitani, è opportuno affiliarsi a una catena di negozi biologici, mentre per chi vive in piccoli centri è sufficiente un punto vendita indipendente in modo tale da potersi gestire in totale autonomia, specializzandosi magari in un settore ‘di nicchia’, come, ad esempio, i prodotti per i celiaci.

Nell’ipotesi del negozietto indipendente, l’iter burocratico, in sintesi, è il seguente:

1.   Presentazione della domanda: nell’ambito della richiesta di nulla osta per l’esercizio dell’attività commerciale, il titolare dell’esercizio di generi alimentari presenta al Comune apposita domanda di rilascio del parere d’idoneità igienico-sanitaria, con allegata la documentazione necessaria (tra cui il modello di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Il Comune provvede all’inoltro della domanda all’ASL competente per la successiva verifica della attività.

2.   Istruttoria: l’ASL verifica l‘idoneità igienico-sanitaria dei locali e degli impianti, in relazione alla tipologia di alimenti messi in commercio.

3.  Rilascio del parere: il parere favorevole d’idoneità igienico-sanitaria è rilasciato al Sindaco dal competente Servizio di dipartimento di prevenzione dell’ASL e trasmesso al Comune.

A questo punto, ottenute le necessarie autorizzazioni, occorre procurarsi frigoriferi, scaffalature, bilance, casse e, ovviamente, una buona fornitura di prodotti, come scorta iniziale: le spese, per arredare un locale di circa 100 metri quadri, si potrebbero aggirare attorno ai 90.000 euro.

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