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Archivio per la categoria ‘Alimentazione’

La fase di avvio del progetto “Ecoristorazione Trentino” (aprile 2011-dicembre 2011)

InAlimentazione, Comuni Virtuosi, Nuove Soluzioni su 19 giugno 2011 a 22:39

[giugno 2011]

La Provincia autonoma di Trento, tramite l’attività del Servizio Politiche per il Risanamento dei Siti Inquinati e la Gestione dei Rifiuti e dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, e con la collaborazione del Comune di Trento, ha avviato ad aprile 2011 un tavolo di lavoro con le principali associazioni di categoria operanti nel settore della ristorazione (UCTS, ASAT, Associazione Agriturismo Trentino e Confesercenti), con lo scopo di attivare un progetto di sostenibilità ambientale rivolto agli operatori del settore, denominato “Ecoristorazione Trentino”.

Esattamente un anno fa veniva firmato tra Provincia e Distribuzione Organizzata trentina l’accordo volontario “Ecoacquisti Trentino”per la riduzione dei rifiuti all’interno del comparto distributivo, che prevede il rilascio di un marchio da parte della Provincia ai punti vendita in grado di dimostrare il rispetto delle azioni previste dall’accordo (ad oggi, si tratta di 131 punti vendita). Attivando il nuovo progetto “Ecoristorazione Trentino”, la Provincia ha inteso dare continuità al coinvolgimento del settore commerciale nella riduzione degli impatti ambientali tramite il rilascio di eco-marchi volontari, coinvolgendo quindi, dopo i distributori, anche i ristoratori.

Il nuovo progetto ha come obiettivo il miglioramento del già eccellente servizio offerto dai ristoratori trentini, aumentandone e valorizzandone l’attenzione ai temi ambientali. Ci si concentrerà in primis sulla riduzione dei rifiuti (in particolare della frazione organica, ma anche sulla promozione di prodotti del territorio “a km-zero”, sulla riduzione dei consumi idrici, sulla valorizzazione dell’acqua di rete, sull’utilizzo di prodotti/servizi ecologici, sul coinvolgimento della clientela nell’attuazione di “buone pratiche”.

Sono interessati tutti gli esercizi per i quali il servizio di ristorazione è l’attività prevalente e che comunque offrono tale servizio in modo continuativo e non esclusivo per alcune categorie di clienti, ovvero: ristoranti e pizzerie, agriturismi, alberghi e altre strutture ricettive nelle quali il servizio di ristorazione non sia destinato solo agli ospiti. Non verranno presi in considerazione, quanto meno in questa prima fase,  rifugi, mense e servizi di catering, lunch-bar, ma non si esclude il loro coinvolgimento in una fase più matura del progetto.

Quest’ultimo è infatti in procinto di partire con una fase di sperimentazione sul campo delle buone pratiche ambientali attuabili dalla ristorazione trentina mediante il coinvolgimento di alcuni esercizi campione. La sperimentazione, che avrà luogo durante l’estate 2011, porterà alla definizione di un disciplinare di certificazione e del relativo sistema di attribuzione dell’etichetta “Ecoristorazione Trentino”. Gli esercizi aderenti dovranno soddisfare alcuni requisiti obbligatori e raggiungere un punteggio minimo complessivo tramite il soddisfacimento di alcuni requisiti facoltativi. Ecco le aree in cui verrà sezionato il disciplinare:

  1. rifiuti > priorità alla riduzione, in particolare della frazione organica
  2. alimenti e bevande > priorità ai prodotti biologici, locali, solidali, slow food
  3. energia e acqua > priorità al risparmio energetico ed idrico
  4. acquisti non alimentari > priorità ai prodotti verdi
  5. informazione, comunicazione, educazione ambientale > per il coinvolgimento della clientela nelle buone pratiche ambientali

Al termine della fase di sperimentazione, si procederà con l’implementazione degli strumenti di verifica e monitoraggio e con la sensibilizzazione e la formazione dei ristoratori e la promozione del marchio. I rilasci del marchio agli esercizi campione potranno avere luogo entro la fine del 2011. Da quel momento anche gli altri esercizi operanti in Trentino potranno richiedere il marchio alla Provincia, che lo concederà previa verifica del rispetto delle azioni del disciplinare.ù

Da: eco.provincia.tn.it

Filiera corta e prodotti a km zero, a Siena un seminario sul progetto europeo RurUrbAl

InAgricultura, Alimentazione su 13 marzo 2011 a 16:19

[10 marzo 2011]

La Provincia toscana in prima linea per promuovere il sistema agricolo locale come elemento di identità da preservare e far conoscere.

Un seminario internazionale per parlare di filiera corta e di produzione e commercializzazione di prodotti a chilometri zero legato al progetto di cooperazione europea RurUrbAl. L’appuntamento, organizzato dalla Provincia di Siena, è in programma giovedì 10 marzo a partire dalle ore 14.30 presso l’Auditorium Confesercenti, in strada statale 73 Levante, 10 e vedrà a confronto esperienze e politiche di filiera corta promosse in Italia e in altri Paesi europei, con il contributo di esperti del mondo economico e del settore rurale europeo.

”Rururbal – spiega Anna Maria Betti, assessore provinciale all’agricoltura – è un progetto di cooperazione che fa parte del programma Med e sostiene lo sviluppo e la cooperazione nello spazio mediterraneo. La Provincia di Siena ha aderito insieme a partner di altri Paesi europei con l’obiettivo primario di promuovere il sistema agricolo locale come elemento di identità da preservare e far conoscere. Rururbal, infatti, punta a sviluppare una catena alimentare locale dandole un crescente valore economico, sociale e culturale con forme innovative di gestione e attività di sensibilizzazione. E’ in questa direzione che si sta muovendo anche la Provincia di Siena, attraverso una serie di attività e di progetti che mirano a valorizzare i prodotti locali, puntando su qualità e stagionalità”.

”Il seminario – aggiunge la Betti – offrirà l’occasione di mettere a confronto le nostre esperienze con quelle di altre realtà italiane ed europee e di valutare le possibili strade per potenziare un sistema di consumi attenti alla qualità dei prodotti e alla salute”.

”Nel territorio senese – aggiunge Paolo Bucelli, dirigente del Settore sviluppo rurale della Provincia di Siena – abbiamo già sviluppato una serie di azioni per avvicinare produttori e consumatori e ridurre la distanza tra la città e la campagna”.

”In Val di Merse, in Valdichiana e in Valdelsa, gruppi di produttori agricoli insieme a consumatori e amministrazioni comunali, hanno organizzato i Mercatali, con spazi di vendita diretta regolati da sistemi di trasparenza del prezzo e di garanzia di qualità, mettendo in rete tutti gli attori locali. Intorno a queste esperienze, poi, si sono sviluppate azioni positive per la qualificazione della ristorazione, laboratori, corsi di cucina e progetti di educazione alimentare rivolti alle scuole, per promuovere i valori del gusto, della stagionalità e della salute”.

”La Provincia di Siena, inoltre, sta sviluppando due nuovi progetti dedicati alla filiera corta. Uno è ‘Dal grano al pane’, in collaborazione con Stefano Benedettelli, docente della Facoltà di agraria dell’Università di Firenze, con prove per la coltivazione di antiche qualità di grano biologico e la produzione di un pane locale a lievitazione naturale. L’altro è ‘Olio extravergine d’oliva locale nelle mense scolastiche’, che ha introdotto olio extravergine prodotto dai frantoi sociali nelle scuole di ventiquattro comuni della provincia. L’esperienza sarà ripetuta, cercando di coinvolgere sempre di più i ragazzi e le loro famiglie”.

Il seminario, dal titolo ”Scegli i tuoi alimenti decidi il tuo territorio. Nuovi modi di pensare l’economia”, si aprirà alle ore 14.30 con i saluti dell’amministrazione provinciale, del capofila del progetto RurUrbAl e della Regione Toscana. Alle ore 15 si parlerà del sistema territoriale di alimentazione, dando spazio a nuovi modi di pensare, di agire e di governare con gli interventi di Paolo Bucelli, dirigente del Settore sviluppo rurale della Provincia di Siena e Mathilde Woillez, del Laboratorio dello Spazio Rurale dell’Università di Tessaglia, in Grecia. Il dibattito sarà moderato da Denis Pantini, responsabile dell’area agricoltura e industria alimentare di Nomisma.

Alle ore 16 saranno presentate iniziative di filiera corta promosse in altre realtà italiane ed europee, quali M**Bun, agri-hamburgeria di Rivoli, in provincia di Torino, con la trasformazione innovativa di un’azienda agricola e il nuovo modello di ristorazione ospedaliera a chilometri zero dell’ospedale Cardina Massaia di Asti. Alle ore 16.30 sarà la volta delle azioni dedicate alla filiera corta messe in campo dalla Provincia di Siena, con nuove forme di aggregazione dei produttori locali per rafforzare la commercializzazione e il consumo di prodotti locali; della rete dei Gas, Gruppi di acquisto solidali, e dei Mercatali come nuovi modelli di interazione tra produttori e consumatori. L’ultima sessione del seminario sarà dedicata alle politiche attive dei Comuni, con iniziative che prevedono l’inserimento di prodotti locali nelle mense scolastiche e orti didattici.

Intorno alle ore 17.30 si aprirà il dibattito, prima di lasciare le conclusioni al presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini. L’appuntamento si chiuderà intorno alle ore 19 con un buffet di stagione, che vedrà protagonisti i prodotti del territorio.

Da: adnkrinos.com

La Provincia di Siena: leader nel chilometro zero per il mercato agro-alimentare

InAgricultura, Alimentazione su 13 marzo 2011 a 13:57

[11 marzo 2011]

L’Amministrazione toscana è pronta a diventare un punto di riferimento per le politiche di promozione di un sistema di filiera corta.

”Continuare a lavorare a supporto dell’economia sostenibile, sia a livello locale che nel confronto con l’Europa, per fare in modo che i progetti di filiera corta siano reale motore di sviluppo economico e strumento per rinsaldare i legami sociali, utili ad innalzare il benessere della vita nel nostro territorio”. Con questo proposito il presidente della Provincia, Simone Bezzini ha chiuso a Siena il seminario internazionale dedicato alle politiche di produzione e commercializzazione di prodotti a chilometri zero legato a Rururbal: il progetto di cooperazione europea inserito nel programma Med, per sostenere lo sviluppo e la cooperazione nello spazio mediterraneo nel settore agro-alimentare, con cui la Provincia di Siena si candida, in partnership ad altri Paesi europei, a diventare un punto di riferimento per le politiche di promozione di un sistema di filiera corta.

L’appuntamento, organizzato dalla Provincia di Siena, giovedì scorso all’auditorium Confesercenti, ha visto confrontarsi esperienze di filiera corta promosse nel territorio senese e in altri Paesi europei. Al tavolo, moderato da Denis Pantini, responsabile dell’area agricoltura e industria alimentare di Nomisma, si sono avvicendati esperti del mondo economico e del settore rurale senese ed europeo, come Mathilde Woillez, del Laboratorio dello Spazio Rurale dell’Università di Tessaglia.

”Con Rururbal – ha detto Anna Maria Betti, assessore provinciale all’agricoltura – la Provincia di Siena entra a far parte di un piano di sviluppo europeo nel settore delle politiche agricole. Più che un progetto, è un processo che determina un nuovo modo di fare impresa, un rinnovato rapporto fra città e campagna, una nuova consapevolezza del nostro ruolo di consumatori, ma anche di cittadini. Per ripensare e valorizzare l’economia locale, ma anche il territorio e le relazioni sociali”.

Il cibo nella vita quotidiana: Mercatali, Gas e Erbandando. A Siena e nei circondari sono in corso azioni di sistema per avvicinare, con il potenziamento dell’anello produttore-consumatore, gli attori della catena alimentare.

”L’integrazione delle competenze intorno al tema dell’alimentazione – ha spiegato in apertura dei lavori Paolo Bucelli, dirigente del settore rurale della provincia di Siena – ha dato il via a varie iniziative. In Val di Merse, in Valdichiana e in Valdelsa, infatti, sono già attivi gruppi di produttori agricoli che, in sintonia con le amministrazioni comunali e i consumatori, hanno creato i Mercatali. Piazze pubbliche di incontro tra produttori e cittadini, a cui si aggiungono le esperienze dei Gas, Gruppi di acquisto solidale, e le iniziative dell’associazione Erbandando, che promuove la cultura della sana alimentazione locale e gli usi delle piante alimentari spontanee nella cucina e nella ristorazione”.

I progetti di filiera corta in provincia. Sono due i nuovi progetti dedicati alla filiera corta in provincia di Siena. Il primo, ”Dal grano al pane”, è nato in collaborazione con Stefano Benedettelli, docente della Facoltà di agraria dell’Università di Firenze, e ha coinvolto quattro aziende della provincia nella coltivazione di antiche qualità di grano biologico e nella produzione di un pane sano e nutriente a lievitazione naturale. L’altro, ”Olio extravergine d’oliva locale nelle mense scolastiche”, ha introdotto ‘l’oro giallo’ di cinque frantoi sociali nelle scuole di ventiquattro comuni del territorio.

”Nelle mense sono state distribuite più di 12 mila litri di olio extravergine d’oliva locale – precisa Anna Betti – a fronte di un contributo dell’amministrazione provinciale di oltre 34 mila euro. Come Provincia continueremo a impegnarci per garantire sostegno e guida tecnica ai produttori locali e al sistema agricolo del nostro territorio”. D’altronde, quella senese, è una rete sinergica che ha già dato buoni risultati, come dimostra il recente coinvolgimento del ristornate Enoteca Italiana nel sistema della fornitura e distribuzione di prodotti del territorio, attraverso la nascita di uno speciale menu a chilometro zero.

Siena ma non solo. Nel corso del dibattito, infatti, sono stati presentati due esempi di filiera corta sviluppati in Piemonte: M**Bun, agri-hamburgeria con sede a Rivoli, in provincia di Torino, che offre i prodotti di un fast food preparati con le eccellenze enogastronomiche del territorio. Non a caso lo slogan scelto dai proprietari e’ Slow fast food. Altro caso esaminato è la mensa dell’ospedale ”Cardina Massaia” di Asti, che ha proposto un modello di ristorazione ospedaliera a chilometro zero.

Da: adnkronos.com

“Mangio locale e penso universale”: a Bergamo il chilometro zero entra nelle mense scolastiche

InAlimentazione su 8 marzo 2011 a 03:12

[7 marzo 2011]

Progetto promosso dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Bergamo, Coldiretti, SerCar e Bergamo Servizi Pubblici.

E’ stato presentato questo mattina presso il Comune di Bergamo “MANGIO LOCALE E PENSO UNIVERSALE”, un progetto – promosso da Comune di Bergamo, Coldiretti, Bergamo Servizi Pubblici e SerCar – che si propone di portare i cibi del territorio nelle mense scolastiche per far acquisire ai ragazzi una maggiore consapevolezza sull’alimentazione, l’agricoltura e il territorio, con la convinzione che una sana educazione alimentare debba proprio cominciare in classe.

Nei giorni 10 marzo, 5 aprile e 9 maggio verranno proposti nelle mense scolastiche delle scuole di Bergamo tre menù a “chilometro zero”, con piatti elaborati secondo i principi di un’alimentazione equilibrata, ma anche considerando la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando proposte di alimenti tipici dell’agricoltura locale.

L’iniziativa vuole essere un modo per contribuire ad arricchire e qualificare l’offerta delle mense scolastiche, ma anche per favorire la conoscenza del territorio e al tempo stesso stimolare una riflessione nelle classi sull’appuntamento dell’Expo 2015 che ha per tema “Nutrire il Pianeta: Energia per la vita”.

“Abbiamo voluto questo progetto – sottolinea Danilo Minuti, Assessore all’Istruzione, Politiche giovanili, Sport e Tempo libero del Comune di Bergamo – perché oggi, molto spesso, le giovani generazioni, vivendo lontane dalla campagna, corrono il rischio di perdere conoscenze preziose sui ritmi della natura, sulle tradizioni ed i paesaggi rurali e, soprattutto, sulla provenienza e l’origine dei cibi che consumano abitualmente. La mensa scolastica ci è sembrata un ottimo punto di partenza per favorire una migliore conoscenza del territorio e dei suoi prodotti, nonché stimolare gli alunni a riflettere anche sull’importante appuntamento dell’EXPO 2015 che avrà come tema centrale proprio il cibo in tutti i suoi aspetti. “MANGIO LOCALE E PENSO UNIVERSALE” trova un significativo riscontro nelle nuove linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal Ministero della Salute, che prevedono l’introduzione nelle scuole del menù a “Chilometro zero”, con piatti che consentano un’alimentazione equilibrata e, al contempo, salvaguardino la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della provincia e della regione di residenza”.

Sono complessivamente 5.000 gli alunni delle scuole di Bergamo che verranno coinvolti in questa iniziativa.
“Il nostro obiettivo – afferma Giancarlo Colombi, presidente di Coldiretti Bergamo – è di ridare centralità al ruolo del produttore agricolo, sottolineando l’importanza che riveste nella produzione del cibo. Educare i giovani consumatori sul valore del patrimonio enogastronomici del territorio, significa far loro conoscere una parte importante della nostra cultura e metterli nella condizione di alimentarsi in modo sano e consapevole. A mio avviso recuperare un rapporto più stretto con la realtà che ci circonda è di fondamentale importanza anche per poter guardare con maggiore comprensione ciò che avviene nelle altre parti del pianeta. Iniziative come “MANGIO LOCALE E PENSO UNIVERSALE” sono parti fondamentali del percorso che Coldiretti sta portando avanti per realizzare una filiera agricola tutta italiana e rinsaldare il rapporto tra produttore e consumatore”.

Per coinvolgere maggiormente gli alunni ed estendere anche alle loro famiglie il significato del progetto sono state realizzate brochure informative e tovagliette di carta personalizzate con ulteriori informazioni che coloreranno le tavole delle scuole quando verranno serviti i menù a chilometri zero.

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Alimentazione Vegan: libro “Mangiar Sano e Naturale”

InAlimentazione su 4 marzo 2011 a 00:48

[1 marzo 2011]

Comunicato Stampa Post-Evento

TUTTA LA VERITA’ E NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ SUL CIBO CHE  MANGIAMO

Gioviale l’atmosfera che si respirava al teatro Pime sabato scorso a Milano per la presentazione del libro “Mangiar Sano e Naturale” di Michele Riefoli, opera che chiarisce molti dubbi sulle nostre abitudini alimentari. All’evento hanno partecipato circa duecento persone tra cui autorevoli rappresentanti del mondo della cultura, della ristorazione e degli enti locali.

Primo a tessere le lodi di quella che si presenta come una piccola enciclopedia dell’alimentazione a base di cibi integrali e vegetali è stato il dott. Stefano Cagno, medico specializzato in Psichiatria ed esperto in nutrizione e lotta alla vivisezione, il quale ha iniziato mettendo in guardia dalla convinzione diffusa, anche tra i medici, che la carne sia necessaria per mantenere uno stato di salute ottimale. “Le alternative vegetali”, ha dichiarato, “sono migliori e prive di effetti nocivi collaterali che sono causa di molte patologie gravi, tipiche del nostro tempo”.

Il coraggio di mettere sul mercato questa importante opera editoriale è stato sottolineato da Fiorella Rustici, scrittrice e ricercatrice sulle Meccaniche Mentali, la quale ha evidenziato che le informazioni e i consigli dispensati nel libro rendono pubblica una conoscenza che si pone in alternativa al cinismo del mercato economico e che sfata miti e disinformazione diffusi fra l’opinione pubblica e gli opinion leader. Rustici ha anche apprezzato l’aspetto etico-ambientale della scelta alimentare vegetariana.

È poi intervenuta  Paola Maugeri, critico musicale e conduttrice televisiva che, in un video-messaggio dalla Sicilia dove si trovava per partecipare alla trasmissione “Quelli che il calcio”, ha espresso l’orgoglio di aver abbracciato l’alimentazione illustrata da Riefoli nel suo libro e si è spinta ad affermare che “se Elvis avesse deciso di mangiare VegAnic (n.d.r. Alimentazione Naturale Integrale Consapevole a base Vegetale bilanciata), sarebbe ancora con noi”.

Degli ulteriori benefici dell’alimentazione naturale sulla salute psicofisica ha parlato l’autore, illustrando come la scelta nutrizionale di ognuno sia un percorso di consapevolezza che parte dall’anatomia e fisiologia della digestione e dal riconoscimento dei Campanelli d’Allarme che ci dà l’organismo, per arrivare a riconoscere autonomamente i cibi che ci fanno bene o male.

Mostrando tavole di anatomia comparata tra animali vegetariani e carnivori diversi dalla razza umana, ha affermato che “non si può negare l’evidenza: i nostri canini non sono veri e propri canini ma denti di passaggio tra incisivi e premolari”. E, sempre percorrendo la via dell’innegabile, ha continuato prima mostrando scontrini comparati della spesa ed evidenziando il risparmio economico che un’alimentazione vegetariana porterebbe alle nostre tasche, e poi le evidenze epidemiologiche di studi scientifici longitudinali a favore della nutrizione vegetariana e vegana, precisando: “non lo dico io, ma le fonti più autorevoli a livello mondiale della ricerca scientifica”.

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Le alghe: alleate del passato ed ancora di salvezza del futuro

InAlimentazione su 1 marzo 2011 a 01:18

[anno 2010]

Prime forme viventi, le alghe non solo testimoniano il nostro passato, ma rappresentano un’ancora di salvezza per il nostro futuro. Contengono in maniera concentrata tutte le sostanze nutritive necessarie all’organismo umano.

Prima ancora che la Natura decidesse cosa fare del nostro pianeta, era l’ALGA. Tre miliardi di anni fa, immerse in un’atmosfera di gas irrespirabili, alcune microsfere fotosintetiche, poco più che batteri, alghe appunto, iniziarono una lenta ma inesorabile opera di trasformazione. Il sottoprodotto della fotosintesi clorofilliana, l’ossigeno, occupava allora meno dell’1% dell’atmosfera.
Con quest’opera instancabile, che tuttora continua, le alghe hanno potuto lentamente trasformare i gas atmosferici producendo aria respirabile e ponendo così le basi per l’evoluzione delle forme di vita superiori.

Da allora anche le alghe si sono evolute e specializzate in oltre 20.000 specie oggi conosciute, che si distinguono secondo la pigmentazione: Cloroficee (alghe verdi), Feoficee (alghe brune), Rodoficee (alghe rosse), Cianoficee (alghe azzurre).
Che le alghe si mangino in ogni angolo della terra è ormai risaputo, ma forse ancora pochi conoscono e riconoscono i sapori caratteristici e gli importantissimi valori nutrizionali che esse racchiudono. Sali minerali, oligoelementi, vitamine, aminoacidi, acidi grassi essenziali ….

Praticamente tutto quello che ci serve per star bene ad un bassissimo costo calorico ed un elevatissimo indice di digeribilità. Non solo sono commestibili per noi umani ma possono essere ancor più utili negli allevamenti e nelle colture a regime biologico, oltre che per i nostri animali domestici e le piante di casa.

C’è chi poi, semplicemente osservando le loro naturali caratteristiche, ha sperimentato con successo il loro utilizzo per la depurazione delle acque reflue. Le alghe, in simbiosi con i batteri, si nutrono dei nostri rifiuti organici, trasformandoli in biomassa ed ossigeno. Gia si producono petrolio e metano dalla biomassa algale, e ben presto, quando questo nuovo combustibile prenderà piede, con le alghe potremo produrre l’idrogeno in maniera pulita e sostenibile. Si intravedono ipotesi futuribili di sfruttamento su larga scala di una risorsa economica pulita e praticamente inesauribile. Già oggi, Compagnie multinazionali ne utilizzano alcuni elementi caratteristici (phycocolloidi) per le più svariate applicazioni, dall’industria chimica a quella alimentare.

L’industria farmaceutica e quella cosmetica trovano che parti più nobili delle alghe (vitamine, acidi grassi, etc.) siano specificamente indicate ai loro scopi. E l’uomo perpetua i suoi errori, smontando e rimontando la natura a proprio arbitrio con la presunzione di poterla migliorare, o semplicemente per colmare il vuoto di una vita troppo legata al suo valore materiale e quindi lontana dalla sua stessa essenza. Le alghe, i nostri antenati geniali meritano quindi il rispetto che si deve ai patriarchi, che con la loro esperienza sono in grado di indirizzare i nostri passi verso la strada della consapevolezza, senza però volerne snaturare i principi, lasciando cioè il più possibile intatti gli equilibri naturali.

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