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Albergo Diffuso: quando l’hotel è l’intero borgo

InAlberghi, EcoTurismo su 5 dicembre 2011 a 12:20

[dicembre 2011]

Dal Friuli alla Lucania, dal Parco d’Abruzzo alla Sardegna, il fenomeno dei villaggi riconvertiti in alberghi diffusi, strutture ricettive decentrate a impatto (quasi) zero

Piace moltissimo ai tedeschi, ora arrivano anche i cinesi, e gli italiani, se fossero saggi, ne farebbero la punta di diamante per la programmazione turistica nazionale. L’albergo diffuso, idea tutta nostra nata in Friuli Venezia Giulia quarant’anni fa, è ormai diventata l’alternativa virtuosa alle colate di cemento, la medicina contro l’abbandono dei borghi e il connubio perfetto tra il rispetto della privacy del cliente e la sua partecipazione alla realtà del posto dove ha scelto di soggiornare. Da non confondere con il bed & breakfast o con l’agriturismo, l’albergo diffuso presuppone un paese da rivitalizzare e una comunità partecipe al progetto. Senza un centro storico non può esserci albergo diffuso, perché le sue stanze sono dislocate in diverse unità abitative, che fanno capo a un unico centro di ricevimento distante non più di duecento metri. Significa che si hanno le comodità dell’hotel, ma le stanze sono ricavate da edifici già esistenti, ristrutturati nel rispetto della storia senza la spersonalizzazione del residence, con vicini di casa “veri”.

È un’invenzione poetica, basata sulla passione per i propri luoghi e l’ottimismo visionario di chi sa viaggiare anche con la mente. E infatti il primo albergo diffuso nasce dopo il terremoto in Friuli del 1976, quando il paese di Comeglians, in provincia di Udine, accoglie l’idea del poeta e scrittore Leonardo Zanier e vara il “Progetto Pilota Comeglians”. Carlo Toson, architetto del posto incaricato delle ristrutturazioni, descrive così l’esperienza: “In quegli anni maturò la consapevolezza di dover riportare la vita all’interno delle case, dei fienili, di campi, boschi e montagne, proponendo un modello di rilancio adeguato alle nuove regole dell’economia”. Fatto sta che il successo turistico della novità è pressoché immediato, e – giusto per restare ai dati più recenti – in Friuli Venezia Giulia si è passati dalle 8580 presenze del 2006 alle oltre 43500 dell’anno scorso, con picchi in estate, ma arrivi in tutto l’anno.

La non stagionalità è infatti una delle caratteristiche dell’albergo diffuso, che essendo nel cuore di un borgo partecipa alla sua vita per tutto l’anno. Così, per esempio, soggiornare tra Marche e Umbria in questo periodo significa essere coinvolti nella raccolta delle olive e nella loro spremitura (succede a “L’Antica Locanda La Diligenza”, a Borgo Pace, nell’Alta Valle del Metauro, al confine con Umbria e Toscana) oppure se si arriva nelle località di montagna del nord essere invitati a festeggiare il “Natale anticipato” con le celebrazioni di San Niccolò del 6 dicembre e di Santa Lucia del 13 dicembre, i santi che portano i regali. In ogni stagione c’è poi la possibilità di seguire la gente del posto nelle sue attività quotidiane e trovare delle guide turistiche molto particolari. In questo modo, un’escursione nelle foreste del Casentino diventa l’occasione per riscoprire una diversa concezione del rapporto tra uomo e animali della zona e tra sfruttamento delle risorse e loro tutela.

Non sempre è un turismo da terza età. Spulciando tra le offerte si scopre, ad esempio, che a Pietrapetrosa, sulle Dolomiti lucane, l’albergo diffuso “Le Costellazioni” propone oltre ai percorsi di trekking e il folklore locale, un mezzo di trasporto molto particolare, “Il volo dell’angelo”. Due cavi di acciaio agganciati alle pareti della montagna collegano i paesi di Pietrapertosa e Castelmezzano e se si è abbastanza coraggiosi si può andare dall’uno all’altro appositamente protetti, e scivolando a pancia in giù lungo il cavo, con un volo a cento chilometri all’ora e a cinquecento metri di altezza.

Anche gli stranieri riescono a sentirsi “a casa” e al momento il 30 per cento dei clienti degli alberghi diffusi viene dall’estero. “L’interesse è molto forte in Germania – conferma Giancarlo Dall’Ara, esperto di marketing turistico, che per primo ha studiato il fenomeno dell’albergo diffuso – Paese nel quale una quindicina di tour operator programmano regolarmente i soggiorni in queste strutture. Ora stanno arrivando richieste anche da agenti di viaggi cinesi, intenzionati a includere gli alberghi diffusi nella loro programmazione fissa”.

L’associazione degli alberghi diffusi, Adi, riconosce 53 strutture in Italia, ma il fenomeno è molto più ampio e spesso non è censito perché alcune regioni non hanno ancora una legislazione precisa in proposito. Stando alle cifre dell’Adi sono le Marche a puntare di più su queste strutture ricettive, con otto alberghi diffusi, ma ce ne sono praticamente in tutte le regioni e molte amministrazioni locali hanno progetti interessanti in corso, come nel borgo di Predappio Alta, in provincia di Forlì, nelle vallate in provincia di Vicenza, nelle Madonie in Sicilia e nel Cilento.

Da: viaggi.repubblica.it

Turismo eco-friendly: i Luxury Hotels e le nuove frentiere dell’eco-turismo

InAlberghi, EcoHotels, EcoTurismo su 4 dicembre 2011 a 21:00

[dicembre 2011]

L’era verde è cominciata. Anche nelle vacanze. Dalla scelta della meta al mezzo di trasporto, dall’hotel alla spa: ecco la sfida del turismo del terzo millennio. Abbiamo selezionato per voi piccoli lussuosi gioielli di ospitalità dove sperimentare la quintessenza del vivere verde. Italia, Austria, Inghilterra, Scozia, Usa, Egitto, Malesia le nostre mete

Non tanto cultura e intrattenimento, quanto relax e silenzio. Non più all inclusive, ma eco-friendly. È la nuova frontiera del turismo (ormai) globale. In risposta alle richieste di una clientela sempre più esigente in materia di ambientalismo e di sostenibilità. Solo nel nostro Paese l’ecoturismo genera un giro di affari di oltre 9 miliardi di euro, pari al 10% del fatturato turistico nazionale (Fonte: Enit).

«Il turismo sostenibile», racconta il direttore generale dell’Enit Paolo Rubini, «è la nuova frontiera del turismo internazionale e anche verso l’Italia». Il viaggiatore-tipo di questa tendenza eco viene indicato con l’acronimo Lohas che sta per Lifestyles Of Healt And Sustainability. «Sono persone benestanti», continua Rubini, «con elevato grado di istruzione, grande attenzione al proprio benessere psico-fisico e sensibilità alle tematiche di giustizia sociale e cura dell’ambiente». Viaggiano più volte l’anno, guardano con attenzione a forme di turismo rispettose dell’ambiente e delle culture locali, che rispondano ai propri valori etici.

A confermare questo trend è anche Luigi Rambelli, Presidente Nazionale dell’associazione Legambiente Turismo (www.legambienteturismo.it) che spiega a Business People: «Ciò che è certo è che il viaggiatore, in Italia come in Europa, tende sempre di più a cercare vivibilità, comfort e un rapporto armonioso e positivo con l’ambiente. Tende a valutare l’impatto ambientale del proprio viaggio e a volerlo ridurre il più possibile». Promotore efficiente e garante di un turismo eco-sostenibile di qualità nel Bel Paese, l’associazione Legambiente Turismo ha visto la propria etichetta ecologica (attiva dal 1997) confermarsi come la più diffusa in Italia per strutture ricettive e turistiche. Sono circa 400 le strutture certificate (di grandi o piccole dimensioni), presenti in quasi tutte le regioni italiane, per un totale di 65 mila posti disponibili e oltre 6,5 milioni di pernottamenti annuali. Fiore all’occhiello di queste strutture (disponibili su www.legambienteturismo.it) è il rispetto del decalogo di misure obbligatorie (tra cui rifiuti, acqua, energia, alimentazione, trasporto, rumore) definite ogni anno dall’associazione per garantire alla clientela un miglioramento progressivo delle prestazioni, delle pratiche ambientali e del risparmio di risorse energetiche e naturali.

All’estero da qualche tempo esiste la certificazione Luxury Eco Certification Standard (Lecs), offerta da Sustainable Travel International (Sti), che garantisce l’integrità di un hotel. Le aree di valutazione sono articolate in ben “100 gradini di eco-sostenibilità” e si suddividono in “procedure e documentazione”, “risparmio energetico”, “risparmio dell’acqua”, “riciclo” e “comunità”. Secondo l’amministrazione centrale, la corretta integrazione di questi cinque ambiti dovrebbe avvenire salendo passo dopo passo i 100 simbolici “steps” che portano alla consapevolezza di quel che si può fare per il pianeta. Tutto ciò non solo sarebbe in grado di ridurre i costi operativi, ma anche di creare un’attitudine alla protezione dell’ambiente in ospiti e impiegati. Ottenere la certificazione Lecs però non è facile: gli hotel vengono sottoposti a una verifica iniziale alla quale segue un controllo in loco, e poi il tutto viene valutato da parte di terzi, per conto della Lqa (www.leadingquality.com).

In Italia a scendere in campo a favore dell’Ecoturismo, con un’iniziativa lanciata lo scorso giugno, è anche LifeGate (www.lifegate.it) con il progetto “Stay for the planet” rivolto a tutte le strutture ricettive italiane e basato su di un “rating di sostenibilità” grazie al quale queste ultime potranno monitorare, valutare e ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Abbiamo scelto le mete (in Italia e nel mondo) più all’avanguardia nell’offerta green, alcuni piccoli e autentici paradisi amici dell’ambiente, per una fuga di un week end o per una pausa anche più lunga.

A voi la scelta (verde)

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Il gruppo EcoWorldHotel: da 10 a 120 strutture in quattro anni

InAlberghi, EcoHotels, EcoTurismo su 1 dicembre 2011 a 10:55

[dicembre 2011]

 Arrivato sul mercato nel 2007 inizialmente con 10 strutture alberghiere affiliate, il Gruppo EcoWorldHotel ha registrato una crescita continua e il 21 novembre 2011 ha festeggiato quattro anni insieme a 120 eco-affiliati.

Il 2011 ha evidenziato un importante trend di sviluppo che, in controtendenza rispetto al mercato, continua a registrare importanti risultati, tra cui l’affiliazione di 17 nuovi albergatori, l’ottenimento del Marchio di Qualità Ambientale per 11 strutture e la riconferma del Marchio per 6 hotel.

Sono entrati a far Parte del Gruppo EcoWorldHotel: Albergo Diffuso Monte Granatico – Sadali (CA); Atelier Hotel*** – Gardone Riviera(TN); Hotel Alpina*** – Madonna di Campiglio; Hotel Sa Pischedda*** – Bosa (OR); Bio-agriturismo Parco Rurale “Alture di Polazzo” – Fogliano Redipuglia (GO); 7rooms&bar – San Benedetto del Tronto (AP).

Gli albergatori iniziano gradualmente il percorso verso la sostenibilità, adempiendo ai 15 requisiti minimi obbligatori per ottenere la 1° Eco-foglia. Per ottenere le successive eco-foglie, scelgono tra oltre 150 requisiti facoltativi, a seconda delle caratteristiche di ogni struttura alberghiera. I requisiti sono contenuti all’interno della “Guida per le Strutture Ricettive eco-sostenibili” di EcoWorldHotel. A seconda degli interventi realizzati e, quindi, del punteggio complessivamente raggiunto, l’albergatore riceve un numero maggiore di Eco-foglie (fino ad un massimo di 5) a identificare un minor impatto sull’ambiente.

L’Airone Country House di Osimo (AN), entrato a far parte del Gruppo nel mese di gennaio, è il primo EcoWorldHotel ad aver ottenuto 4 Eco-foglie, classificandosi come “Eco-hotel virtuoso 2011”.

Hanno, invece, ottenuto il Marchio di Qualità Ambientale EWH adempiendo ai requisiti obbligatori della “Guida per le Strutture Ricettive eco-sostenibili”: Case Coloniche Country Huose – Pontenuovo di Deruta (PG); Hotel Alpina*** – Madonna di Campiglio (TN); Hotel Centrale Roma***S – Roma (RM); Incantea Resort*** – Tortoreto Alto (TE); Kuddierosse*** – Pantelleria (TP); La Fiorida Agriturismo Bioecologico**** – Mantello (SO); Le Sodole Country Resort e Golf**** – Pontedera (PI); Relais Il Fienile – Bibbiena (AR); Rigoletto Hotel*** – Mantova (MN); Statuto Eco Art Hotel** – Torino (TO).

Mentre alcuni albergatori, tra i primi ad essere entrati a fra parte del Gruppo, non solo si sono impegnati nel rispetto e mantenimento dei Requisiti ambientali, ma stanno proseguendo il percorso per l’ottenimento di ulteriori Eco-foglie.

Abacus Hotel**** di Sesto S. Giovanni (MI) sostiene un modello di ospitalità eco-compatibile, un turismo responsabile, sostenibile e rispettoso del nostro patrimonio naturale come scelta di vita. Tutto lo Staff sta lavorando per ottenere 2 Eco-foglie impegnandosi nel risparmio energetico e idrico grazie a lampadine a led, riduttori di flusso per rubinetti, carta e oggetti in materiale riciclato, detergenti ecologici, pannelli solari, caldaie a condensazione, cogeneratore (motore a gas che produce corrente e acqua calda), un angolo dedicato a prodotti esclusivamente biologici per la prima colazione e biciclette a disposizione degli ospiti.

A Malcesine (VR) l’Hotel Ariston*** isolato con fibra naturale, produce elettricità e acqua calda a tutta la struttura in totale autonomia da aprile ad ottobre. L’illuminazione interna ed esterna è a basso consumo, i rubinetti e le docce hanno filtri per il risparmio idrico, in giardino una cisterna di raccolta dell’acqua piovana irriga il giardino, il materiale informativo dell’hotel è in carta riciclata e per la colazione vengono offerti prodotti stagionali, biologici e provenienti da coltivazioni locali. Alcune camere sono state, inoltre, ristrutturate in Ecologic & Fengshui rooms: arredate con mobili in legno FSC e lavorati senza colle e formaldeide, trattati solo con olio vegetale e cera d’api. I letti sono posizionati nella giusta posizione energetica, i pavimenti in parquet di bamboo, le pareti sono tinteggiate con pitture ai silicati puri ecologiche ed igienizzanti l’aria delle stanze, le piastrelle dei bagni realizzare con un materiale fotocatalitico con Biossido di Titanio per una funzione antibatterica, mentre un disgiuntore di corrente per proteggersi dalle onde elettromagnetiche assicura un sonno naturale. Queste sono solo alcune delle azioni che permettono all’hotel di ottenere 3 Eco-foglie.

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Eco-bio turismo: le strutture Ecolabel, i dettagli della certificazione e la nuova app per IPad

InAlberghi, EcoHotels su 27 luglio 2011 a 00:03

[luglio 2011]

Nel 2003, quando la Commissione Europea ha esteso l’applicabilità del marchio comunitario di qualità ecologica ai servizi di ricettività turistica, è nato l’Ecolabel per il turismo.

E’ una certificazione assegnata ad alberghi, bed & breakfast, rifugi ed altre strutture ricettive che si distinguono per il loro impegno ambientale, riducendo il consumo di risorse naturali ed, in generale, gli sprechi energetici.

Per ottenere la concessione del marchio, ciascuna struttura deve soddisfare tutta una serie di criteri obbligatori, ad esempio:

  • una percentuale di energia elettrica deve provenire da fonti rinnovabili;
  • le finestre delle stanze devono presentare un livello adeguato di isolamento termico ed acustico;
  • spegnimento automatico delle luci e dell’impianto di riscaldamento/condizionamento o, in mancanza, informazioni che invitino gli ospiti a spegnere le luci e chiudere le finestre;
  • una percentuale di lampadine installate nella struttura deve presentare un’efficienza energetica di classe A;
  • risparmio di acqua nei bagni e nelle toilette e flusso di acqua da rubinetti e docce non superiore a 12 litri al minuto;
  • cambio di asciugamani e lenzuola su richiesta degli ospiti o automatico una o due volte la settimana;
  • raccolta differenziata dei rifiuti e smaltimento adeguato di quelli pericolosi;
  • il personale non deve superare le dosi di detersivi e disinfettati indicate sull’imballaggio dei prodotti;
  • non possono essere utilizzati prodotti usa e getta (es. shampoo e saponi monodose, piatti e posate), a meno che non sia richiesto per legge;
  • divieto di fumare nei locali comuni.

Sono, inoltre, previsti criteri facoltativi ai quali sono assegnati da 1 a 3 punti: ciascuna struttura deve raggiungere un determinato punteggio. Requisiti facoltativi sono, ad esempio:

  • una percentuale di energia rinnovabile deve essere utilizzata per il riscaldamento;
  • teleriscaldamento;
  • termoregolazione autonoma delle stanze;
  • sistema di recupero del calore;
  • architettura bioclimatica della struttura;
  • elettrodomestici a basso consumo energetico (frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, ecc.);
  • frigoriferi posizionati in base ai principi del risparmio energetico;
  • spegnimento automatico delle luci esterne;
  • utilizzo di acqua piovana e acqua riciclata per scopi non sanitari e non potabili;
  • deve essere utilizzata una percentuale di detersivi a marchio di qualità ecologica;
  • gli spazi verdi devono essere trattati senza l’uso di pesticidi;
  • compostaggio dei rifiuti organici;
  • adeguato smaltimento di oli e grassi;
  • divieto di fumare nel 50% delle stanze;
  • gli ospiti devono poter disporre di biciclette;
  • una percentuale di carta (igienica e/o da ufficio) deve essere munita di marchio di qualità ecologica;
  • gli ingredienti di almeno due piatti del menù devono contenere prodotti da agricoltura biologica;
  • ad ogni pasto (compresa la colazione) vanno serviti almeno due prodotti alimentari di provenienza locale.

L’App del Turista, applicazione ideata e realizzata dalla Casa del Consumatore nell’ambito del progetto Check-up Diritti e scaricabile gratis dall’Apple Store, contiene un’area di ricerca delle strutture certificate Ecolabel che hanno aderito all’iniziativa.

Le strutture possono essere individuate in base alla regione, provincia o comune di preferenza. Per ciascuna è disponibile una scheda ricca di informazioni (descrizione, foto, prezzi, servizi, stelle) ed uno spazio riservato al giudizio degli utenti, espresso in stelle.

Per conoscere l’App del Turista leggi anche: “L’App del Turista: utile e gratis per tutti”.

Da: tgcom.it

Turismo responsabile: ecco cosa può fare un albergo per essere ecologico

InAlberghi, EcoTurismo, Turismo&Consigli su 5 luglio 2011 a 23:41

[luglio 2011]

Siti di rating ambientale degli alberghi e regole individuali e collettive per viaggiare nel rispetto dell’ambiente

Cosa può fare un albergo per essere ecologico?

  1. La struttura deve inserirsi nel paesaggio senza alterarlo e deve impiegare materiali eco-compatibili e riciclabili, legnami da piantagioni locali e non da foreste vergini (il disboscamento è responsabile del 30%dell’effetto serra), non PVC e altri derivati da idrocarburi.
  2. Limitare il consumo idrico e recuperare l’acqua piovana per gli sciacquoni e/o l’irrigazione dei giardini.
  3. Dotarsi di pannelli solari, usare solo fonti d’energia rinnovabili, comunque ridurre al minimo il consumo energetico e usare elettricità a bassa tensione per eliminare i campi magnetici.
  4. Usare solo saponi biologici non schiumogeni e detersivi biodegradabili.
  5. Fare la raccolta differenziata e comunque ridurre al minimo la produzione di rifiuti.
  6. Educare lo staff a eco-sostenibilità e turismo responsabile.
  7. Sensibilizzare i clienti rispetto a risparmio idrico ed energetico, al rispetto della cultura e dell’ambiente in cui l’albergo è inserito.
  8. Assistere i clienti per indirizzarli al turismo responsabile.
  9. Avere una politica aziendale socialmente sostenibile.
  10. Servire nel ristorante soprattutto cibi e vini locali, incoraggiando – anche attraverso il prezzo – il consumo di prodotti a km zero e di piatti vegetariani per ridurre le emissioni di CO2.
Come scoprire se un albergo è eco-logico?
Consultando organizzazioni di rating eco-compatibile. Come The Green Key (www.green-key.org), la più diffusa in Europa per il rilascio di etichette verdi ad alberghi e campeggi: sdogana appena 10 strutture in Italia contro 298 in Francia. Scelta facile anche in Americhe e Paesi anglosassoni, dove i marchi Green Globe (www.greenglobe.org) e Smart Voyager (www.smartvoyager.org) certificano il basso impatto, e sempre più hotel di lusso ambiscono alla loro etichetta.

E in Svezia dove, dal 1994, la catena di eco-hotel Scandic (www.scandic-hotels.com) ha istruito il personale all’eco-sostenibilità e ridotto del 40% l’emissione di CO2, del 17% il consumo di energia e del 14% quello di acqua. Una inchiesta nel 2011 della rivista Altroconsumo (www.altroconsumo.it) stila una classifica di eso-sostenibilità delle catene alberghiere europee valutando gestione idrica, energetica e rifiuti, rispetto di cultura locale e sensibilizzazione dei clienti: in testa c’è il gruppo francese Accor (www.accorhotels.com)

La situazione in Italia

Ci sono alcuni alberghi verdi in Alto Adige, ma In Italia come in altri Paesi si scopre spesso che l’etichetta verde è un’incoerente allodola per attirare viaggiatori consapevoli, che gli eco-tour avvengono su inquinanti 4×4, che la raccolta differenziata convive con l’aria condizionata, che il riutilizzo della biancheria non è abbinato a detergenti biologici, che i pannelli solari dominano piscine disinfettate col cloro, che si invita a risparmiare acqua ma gli scarichi bianchi non vengono riciclati. Un’inchiesta (2011) di Green Globe (www.greenglobe.org) evidenzia che solo il 12% degli italiani è disposto a spendere di più in vacanza per non inquinare.

L’albergo diffuso

È nella Penisola il tipo di struttura più eco-sostenibile, in molti casi recupera paesi di campagna, antichi borghi, conventi, cascine e aree di centri storici con restauri conservativi mirati all’ospitalità, risolve i problemi della ricettività turistica senza nuove costruzioni e interventi culturali che altererebbero il paesaggio. Ha perciò una doppia valenza: da un lato recupera il patrimonio architettonico, dall’altro protegge il territorio. È molto gradito da turisti consapevoli, italiani come stranieri, perché evita l’approccio asettico dell’hotel, è ‘Un po’ casa e un po’ albergo’ come scrive Giancarlo d’Allara sul sito dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi (www.alberghidiffusi.it) che raccoglie 48 strutture. A cui vanno sommate esperienze associative come l’Ecovillaggio di Torri Superiori di Ventimiglia (www.agriturismo-italia.net/ecovillaggio_torri_superiore).

Un notevole esempio si trova Santo Stefano di Sassanio, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, dove – attraverso un restauro conservativo che ha recuperato pietre, cotto, cardini in ferro e legni originali – un borgo medievale è stato trasformato nel Sextantio (www.sextantio.it), un albergo diffuso con stanze confortevoli. Dove gli ospiti coniugano l’appagante ambiente circostante con la soddisfazione di non rovinare l’habitat da cui sono attratti. Perché sono alloggiati in un hotel che unisce il comfort al basso impatto: grazie all’uso di saponi biologici non schiumogeni e detersivi biodegradabili, alla raccolta differenziata e a elettricità a bassa tensione per eliminare i campi magnetici. Una struttura analoga è il Sant’Angelo Luxury Resort (www.hotelsantangelosassi.it) tra i Sassi di Matera, nato dal recupero conservativo di una serie di case-grotte, palazzi, scale, vicoli e cortili, secondo la tipologia dell’albergo diffuso.

Come ridurre l’impatto in albergo

  • Scegli camere senza aria condizionata: produce dieci volte più anidride carbonica rispetto a un ventilatore a pale.
  • Riusa asciugamani e lenzuola: segui le indicazioni della direzione per ridurre il consumo di acqua, energia e detersivi; se alloggi in un hotel che non adotta la politica del riuso metti il cartello ‘Non disturbare’.
  • Usa shampoo, sapone e detersivi biodegradabili e senza fosforo: per non inquinare mare, fiumi e laghi, in albergo ma soprattutto durante soggiorni in campeggio o in crociere in nave o in barca a vela.
  • Spacchetta a casa: apri le confezioni ed elimina plastica, nylon, carta e imballaggi prima di partire, perché molti Paesi, soprattutto nel Terzo Mondo, non sono in grado riciclare questi materiali.
  • Mangia cibi locali: riduce le emissioni di CO2 provocate dal trasporto dei cibi richiesti dai turisti.
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